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Analisi portafoglio di investimento: un caso da incubo

Quando si parla di analisi portafoglio di investimenti, l’idea che spesso si ha è di una serie infinita di terminologie e numeri incomprensibili ai più.

In realtà, con un po’ più di attenzione e una giusta dose di curiosità, chiunque ha la possibilità di comprendere cosa accada al proprio portafoglio.

Un modo veloce e rapido per raggiungere un obiettivo del genere è senz’altro quello di affidarsi alla consulenza finanziaria indipendente.

Andiamo a scoprire come.

Consulenza finanziaria indipendente: ecco come può aiutarci nell’analisi portafoglio

La consulenza finanziaria indipendente ci insegna ad investire nel modo corretto grazie ad una vera e propria pianificazione finanziaria personalizzata.

Questo processo ha alla base alcuni punti importanti:

  • la definizione della situazione patrimoniale e finanziaria personale e familiare;
  • l’individuazione di quelli che sono gli obiettivi di investimento;
  • la definizione dell’effettivo grado di tolleranza al rischio;
  • infine la selezione di strumenti efficaci ed efficienti adatti alla singola situazione.

Solo così si può creare il portafoglio di investimento migliore per ogni singolo individuo.

Capite bene che è un approccio all’investimento totalmente diverso rispetto a ciò a cui sono stati abituati gli italiani.

In passato (e spesso ancora oggi), si andava in banca in attesa che il promotore consigliasse lo strumento finanziario “migliore”.

Ma come si fa a definire quale strumento sia il “migliore”?  

In realtà è impossibile.

Infatti uno strumento deve essere il migliore per me, per la mia situazione finanziaria e patrimoniale, per il mio obiettivo di investimento e per il mio grado di tolleranza al rischio.

Tutti fattori che sono sicuramente diversi da chiunque altro in quanto puramente soggettivi.

Il conflitto d’interesse delle banche

Se ciò è vero, come è possibile che spesso si vendano gli stessi strumenti finanziari sia ad un ventenne che ad un cinquantenne?

Si tratta di due situazioni diverse dove da una parte c’è una persona con poco capitale, mentre dall’altro si ha una persone con qualche disponibilità economica in più.

La risposta sta nel conflitto d’interesse presente nel rapporto tra promotore bancario e cliente.

Il promotore bancario o assicurativo lavora per la Banca o assicurazione di turno e da queste viene remunerato, proprio sulla base dei prodotti che riesce a vendere ai clienti.

Il risultato di questa prassi, come vedremo in questo articolo, è che i portafogli degli italiani sono pieni di prodotti inefficienti e terribilmente costosi

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I portafogli di investimento degli italiani

Le criticità evidenziate purtroppo sono una triste realtà confermata da tutte le analisi dei portafogli di investimento realizzate sino ad oggi.

Criticità confermate anche dai colloqui con gli investitori stessi, i quali ci hanno dichiarato che nella maggior parte dei casi  i titoli in portafoglio erano frutto solo del consiglio del promotore.

Altro che pianificazione finanziaria!

Il problema ancor più grave è che oltre a fornire un servizio non personalizzato, spesso si tende a vendere gli strumenti più costosi sul mercato.

Tra questi possiamo sicuramente citare i fondi comuni di investimento e le polizze assicurative.

Per dare un’idea dei costi da sostenere da parte del cliente, diamo un’occhiata al seguente report Morningstar:

portafoglio di investimenti

I 40 fondi di investimento più venduti agli italiani raggiungono costi anche superiori al 3%.

Significa che, ad esempio, investendo 100.000 euro, ogni anno bisognerà pagare ben 3000 euro di commissioni.

E questo sia che l’investimento sia in guadagno o in perdita, erodendo così gran parte dei rendimenti potenziali.

Analisi portafoglio: un portafoglio di investimenti da incubo

Adesso andiamo a vedere un’analisi di portafoglio reale, una delle tante che abbiamo effettuato.

Il portafoglio in questione è di oltre 300.000 euro ed è suddiviso tra fondi comuni di investimento e polizze assicurative.

analisi di portafoglio

Quel che balza subito agli occhi  è l’inefficienza dei prodotti proposti a questo investitore.

Come potete notare ogni strumento ha un costo di gestione annuo molto elevato che supera in alcuni casi anche il 3%.

E  abbiamo considerato solo il costo di gestione annuo!

Tali prodotti, in realtà, presentano altre voci di costo quali:

  • costi di sottoscrizione;
  • di rimborso;
  • costi di performance.

I costi di sottoscrizione sono una percentuale che il cliente paga quando acconsente all’acquisto di un determinato prodotto finanziario.

Ad esempio se  un prodotto ha un costo di sottoscrizione del 2%, vuol dire che dei 10.000 euro di capitale ne vengono investiti solo 9.800.

Questa voce di costo però può essere scontata e addirittura azzerata ed è facoltà del singolo promotore poterlo fare.

Quindi non l’abbiamo conteggiata nell’analisi del portafoglio titoli poiché non sappiamo se il cliente l’abbia pagata oppure no.

I costi di rimborso sono delle penali che il cliente paga in caso di disinvestimento.

I costi di performance, invece, sono degli ulteriori costi in caso di rendimenti superiori ad un determinato target.

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Costi effettivi

Nel  portafoglio in esame abbiamo un costo totale del portafoglio del 2,46% che equivale a 8.027 euro che il cliente non sapeva di pagare ogni anno!

In 15 anni ha praticamente regalato un’appartamento alla banca.

A parità di investimento ma con la grande differenza di avere prodotti efficienti, l’investitore avrebbe risparmiato ben 7.440 euro !

E questo è solo il risparmio derivante dal costo di gestione dei prodotti.

Se poi pensiamo alla possibilità di reinvestirlo in maniera efficiente, ecco che i risultati nel medio-lungo periodo sono sbalorditivi.

Inoltre i l calcolo effettuato non tiene conto di tutti gli altri costi accessori, quali costi di uscita, entrata, performance ecc.

Valori presi dal KIID (documento informativo) di un fondo:

kiid

Quanto rende questo  portafoglio di investimento?

Il 63% circa è composto da Fondi comuni di investimento a gestione passiva.

Abbiamo già descritto le varie inefficienze dovute ai costi, ora vediamo anche il pessimo risultato in termini di performance:

secondo il report Spiva, stilato da S&P Global, in un orizzonte temporale di 10 anni circa il 95% dei fondi a gestione attiva non riesce a battere il mercato di riferimento.

Considerando che ad oggi c’è la possibilità di acquistare strumenti finanziari in grado di replicare le performance dei migliori indici, la domanda sorge spontanea: 

perché dovremmo prenderci il rischio di indovinare quei pochissimi fondi a gestione attiva che renderanno meglio del mercato?

Sopratutto quando potremmo tranquillamente prendere un ETF che replica il rendimento del mercato stesso?

Insomma, perché dovremmo andare contro alla statistica e al calcolo delle probabilità?

Solo perché il promotore di turno ci ha detto che secondo lui quel prodotto è “buono” o addirittura “il migliore”?

Risulta evidente come i numeri parlino chiaro.

rendimento mercato

 

Rendimento Mercato : linea rossa.

Rendimento Fondo : linea blu.

Polizze Assicurative

Assodato che i fondi a gestione attiva non siano un prodotto valido, passiamo all’altra tipologia di prodotti trovata all’interno di questa analisi di portafoglio: le Polizze Assicurative di Investimento.

Tali prodotti sono ancora più inefficienti dei fondi a causa dei doppi costi.

Innanzitutto per il costo della gestione assicurativa, la quale sceglie in quali fondi investire.

Questi fondi, poi, hanno a loro volta un costo di gestione annuo (il tutto a carico dell’investitore, ovviamente).

Questi prodotti vengono venduti con duplice finalità (assicurativa e di investimento), ma purtroppo non svolgono in maniera efficace nessuna delle due.

Dal punto assicurativo hanno una copertura ridicola e soprattutto non personalizzata sul fabbisogno assicurativo specifico del cliente.

Infatti in caso di evento dannoso come la morte, queste poco più del capitale investito

Dal punto di vista finanziario, invece, abbiamo visto che hanno dei costi spropositati.

In questo modo distruggono il rendimento nel tempo e non hanno alcuna possibilità di competere con il mercato.

Analisi portafoglio: alcune considerazioni

In questo articolo vi ho presentato un’analisi portafoglio reale che rispecchia fedelmente la situazione di gran parte degli investitori italiani.

La maggioranza dei risparmiatori ha in portafoglio prodotti di investimento inefficienti, costosissimi e che garantiscono guadagni certi solo alle banche.

La soluzione è eliminare il conflitto di interesse affidandosi ad un libero professionista indipendente.

Un professionista che viene pagato solo dal cliente e non può avere rapporti con banche o assicurazioni: è il consulente finanziario autonomo.

Solo in questo modo sarà possibile creare un portafoglio di investimento efficiente e personalizzato.

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