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Calcolo pensione contributiva: come si fa?

Il calcolo pensione con metodo contributivo è, ormai, quello più frequente. Ne abbiamo già parlato in tanti articoli del nostro blog e avrai capito che sempre di più questo sarà il sistema di calcolo delle pensioni.

In primo luogo, perché non esiste più dopo la riforma Fornero il sistema retributivo. Questo sistema di calcolo rimane in vigore, ma solo parzialemente, per alcuni lavoratori. A chi va in pensione oggi, quindi ha iniziato a versare prima del 01/01/1996, viene applicato un metodo di calcolo “misto”: un po’ retributivo e un po’ contributivo.

In secondo luogo, tutti quelli che hanno iniziato a versare dopo il 01/01/1996, avranno addirittura una pensione calcolata interamente con il metodo contributivo.

Per questo motivo in questo articolo andiamo ad approfondire come si calcola la pensione contributiva.

Come viene calcolata la mia pensione?

Nel procedere al calcolo della pensione contributiva, devi prima di tutto capire se ricadi o meno in questo tipo di sistema o se invece fai parte del sistema misto.

Prendi il tuo estratto conto contributivo e controlla la data del tuo primo versamento. Se è precedente al 01/01/1996, allora il tuo calcolo è misto, se posteriore a tale data spartiacque, allora sei nel contributivo puro.

Nel primo caso, a seconda di quanti contributi hai versato al 31/12/1995, ti verrà applicato il metodo contributivo a far data dal 01/01/1996 oppure 01/01/2012, mentre il resto verrà calcolato ancora con il retributivo.

Nel secondo caso, il tuo intero importo di pensione verrà elaborato applicando il sistema contributivo.

Qui sotto puoi vedere graficamente come funziona l’attribuzione del sistema di calcolo INPS.

 

calcolo pensione contributiva

Come funziona il sistema contributivo

Il sistema contributivo funziona sulla base dei contributi che versiamo. Questi contributi dipendono da diversi fattori come il tipo di impiego e la retribuzione. Si versano i contributi in base ad una specifica aliquota che varia a seconda dell’essere lavoratore dipendente o autonomo.

Il capitale versato viene rivalutato ogni anno in base alla variazione quinquennale del PIL nominale. Questi contributi, poi, devono essere capitalizzati sia anno per anno, sia al momento della pensione attraverso specifici coefficienti. Se vuoi capire nei dettagli come INPS calcola la pensione, trovi più informazioni nel nostro articolo “Come calcolo la mia pensione?”.

Se apri una posizione in previdenza complementare, il fondo pensione rivaluta come i tuoi versamenti, in base al PIL o con altri parametri? Entra nel nostro Caveau della previdenza e segui il videocorso, scoprirai cose che nemmeno immagini!

Proviamo ora a vedere insieme un esempio di calcolo contributivo per capire come si calcola.

Esempio calcolo contributivo

Nel caso del calcolo contributivo, conta molto l’aliquota contributiva e gli specifici coefficienti di capitalizzazione e di trasformazione aggiornati periodicamente. Prendiamo come esempio di calcolo contributivo un ragazzo che ad oggi ha 27 anni.

Maurizio, dipendente in un’azienda preposta alla lavorazione del legno. A lui si applicherà un’aliquota contributiva del 33%: il 23,81% a carico dell’azienda e il restante 9,19% a suo carico. Per Maurizio, dopo diversi stage, questa è la prima occupazione. La sua pensione verrà quindi calcolata interamente con metodo contributivo. Guadagna, oggi, un reddito di circa 18.000€ annui con un’ipotesi di crescita del 2% oltre l’inflazione. Il primo anno verserà ad INPS 5.940€ di contributi.

Ipotizzando che continui per sempre a lavorare presso questa azienda e che, come detto, continui ad avere promozioni e scatti contributivi, potrebbe arrivare ad un reddito finale di 38.000€. Un’ipotesi ottimistica, ma che, come vedremo, anche nella migliore delle ipotesi, non permette a Maurizio di avere una pensione dignitosa. Di certo non commisurata al proprio ultimo reddito.

Come puoi vedere dalla nostra simulazione pensione contributiva uscirà questa situazione per Maurizio:

calcolo pensione contributiva

Maurizio potrà andare in pensione nel 2060 e, dopo una vita di lavoro, potrà contare su una assegno molto inferiore rispetto al suo ultimo reddito. Il tasso di sostituzione, che misura proprio lo scarto tra ultimo stipendio e prima rata di pensione, sarà pari al 51,6%. Ciò equivale a dire che al momento della pensione potrà contare solo su 16.000€ all’anno.

Maurizio non potrà integrare il suo versamento all’INPS, magari potrà ricorrere al riscatto laurea, per aumentare il montante contributivo, ma, finché lavora, non può versare di più di tasca propria. La soluzione quale potrebbe essere? Chiedi un check up della tua pensione. Siamo gli unici in Italia che possono darti una stima di pensione futura e trovare la soluzione, per aumentarla ricorrendo ai fondi pensione.

Calcolo pensione contributiva: tutte le variabili necessarie

Nel sistema di calcolo contributivo ha molto peso quanto versiamo ad INPS ogni anno. Il montante contributivo individuale si alimenta proprio in base ai nostri versamenti. Questo, tuttavia, non è l’unico parametro che può cambiare il tuo importo di pensione: quello che versi annualmente viene rivalutato in base al PIL italiano e la cifra finale dipenderà anche dal tasso di inflazione.

La pensione di Maurizio, come abbiamo visto nel nostro esempio, è commisurata al suo versamento annuo, ma è sensibile anche da alcune variabili macroeconomiche che non dipendono da lui. Sul calcolo della pensione contributiva fanno la differenza le seguenti variabili:

  • retribuzione;
  • continuità e aspettative di crescita;
  • andamento del PIL e dell’inflazione;
  • i coefficienti per il calcolo pensione contributiva aggiornati periodicamente dallo Stato.

Se vuoi approfondire il tema e scoprire come Maurizio è riuscito ad ottenere una pensione ben più alta, ti consigliamo di leggere il nostro articolo “3 trucchi per aumentare la tua pensione”.

Tu sai già quando e con quanto andrai in pensione? Hai mai fatto una simulazione pensione contributiva? Non perdere tempo e fai la nostra consulenza ora!

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