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Calcolo pensione insegnanti e personale scuola, come funziona?

Calcolo pensione insegnanti e personale scuola

La pensione degli insegnanti come si calcola? Il calcolo non è facile purtroppo. Il settore pubblico è complesso e la pensione insegnanti dipende come sempre anche da altre variabili.

Per chi ha iniziato a insegnare recentemente il calcolo dei contributi versati è più semplice. Per chi, invece, insegna da tanti anni, c’è un lavoro in più da fare: bisogna ricostruire la carriera.

Sarà necessario chiedere tutti i certificati di servizio dalle scuole, andare a cercare le domande cartacee di riscatto, computo dei servizi preruolo, ricongiunzioni e molto altro. Parliamo di un’attività di ricerca un po’ faticosa, ma utile per fare il calcolo pensione e scoprire quando si può smettere di lavorare.

Se anche tu sei insegnante precario o fisso, puoi scoprire qui come si procede al calcolo pensione insegnante. Consiglio l’articolo anche al personale scolastico ATA. Le istruzioni che diamo in questo articolo valgono anche per loro. Finalmente potrai capire entrambi come procedere, per abbandonare finalmente i banchi una volta per sempre e con il giusto assegno.

Dopo una vita passata a dare compiti e fare esami, è l’ora di fare il calcolo della tua meritata pensione!

Scuola: quando si va in pensione? 

Insegnare è uno dei mestieri più belli del mondo, oltre che uno dei più meritevoli, ma sai qual è il calcolo della pensione per il settore scuola? In molti se lo scordano, ma gli insegnanti meriterebbero delle medaglie con stipendi bassi, mancati rinnovi, precarietà e cambi di servizio presso più scuole sparse per il territorio.

Che pensione devono aspettarsi i docenti e il personale amministrativo delle scuole? Per chi ha già troppo lavoro e compiti da correggere, vediamo come funziona la pensione insegnanti. Calcolo e requisiti pensione dei professori non saranno più un mistero!

Gli insegnanti e tutto il personale del comparto scuola ormai vanno in pensione come la generalità dei lavoratori dipendenti: avranno, quindi, la pensione di vecchiaia, la pensione anticipata e le opportunità di Quota 103, Opzione Donna e Ape sociale.

pensione per chi lavora a scuola

Cosa deve fare un insegnante per andare in pensione?

I docenti e il personale ATA delle scuole pubbliche per andare in pensione devono volontariamente cessare il servizio oppure possono essere collocati a riposo d’ufficio.

Esiste un’unica finestra d’uscita per il comparto scuola: il 1 settembre di ogni anno. Significa che tutti possono cessare il loro servizio al 31 agosto di ogni anno, per andare in pensione con il 1 di settembre. La cessazione dal servizio e il pensionamento seguono i ritmi e le scadenze dell’anno scolastico.

Nel caso della cessazione volontaria di servizio, sarà il docente che si licenzia dalla scuola per poter andare in pensione. In questa situazione si dovranno rispettare i tempi dettati dal MIUR: ogni anno, di solito in autunno, viene emessa una circolare che apre la procedura annuale di dimissioni.

Le dimissioni vengono inviate tramite portale POLIS e vengono accettate entro una data massima. Una volta la scadenza per l’invio delle dimissioni dei docenti era in dicembre, negli ultimi anni il MIUR ha più volte anticipato la scadenza, per il 2023 la data ultima è stata il 23 ottobre.

Per l’anno scolastico in corso, per andare in pensione a partire dal 1 settembre 2024, bisognava inviare le dimissioni volontarie entro e non oltre il 23 ottobre 2023. Le scadenze differiscono per il personale scolastico dirigente e per chi può andare in pensione con Opzione Donna 2024. Per loro l’ultima data utile per inviare la domanda di cessazione dal servizio è il 28 febbraio 2024.

Nel secondo caso, cioè il collocamento a riposo per età o limite di servizio, sarà la amministrazione pubblica a licenziare il lavoratore. La scuola colloca a riposo, quindi sostanzialmente licenzia, il docente che compie 67 anni di età entro il 31/08/2024 e può andare in pensione di vecchiaia. L’alternativa è per il docente che compie 65 anni di età entro il 31/08/2024 e che ha versato il minimo, per accedere alla pensione anticipata.

Se il docente compie l’età pensionabile entro il 31 agosto dell’anno, sarà la scuola a collocarlo a riposo e non è necessaria la sua dimissione. Vale a dire niente istanza POLIS, per cessare il servizio.

Se il docente compie i 67 anni di età dopo il 31/08/2024, dovrà presentare la domanda di cessazione dal servizio entro i termini stabiliti dal MIUR altrimenti potrà trattenersi in servizio un anno e verrà collocato a riposo dal 1 settembre 2025.

Cosa succede se il docente cessa il servizio e poi non va in pensione?

Fortunatamente i docenti, gli insegnanti e tutto il personale ATA hanno la possibilità di inviare le dimissioni con riserva. Gli insegnanti, a fronte di una maggiore complessità di calcolo pensione docenti, hanno un salvagente, per non trovarsi senza lavoro e senza pensione. Che significa?

Quando un lavoratore della scuola invia le dimissioni, può chiederle con riserva, quindi dice alla sua scuola di validare il licenziamento se e solo se ha veramente diritto alla pensione.

Se l’insegnante invia la domanda di cessazione dal servizio per il 01/09/2024, ma INPS scopre che non può andare in pensione,  perché non ne ha i requisiti minimi, allora la scuola gli farà ricominciare un nuovo anno scolastico, conservandogli il posto di lavoro.

Requisiti minimi, pensione, dimissioni = ansia? Puoi provare ad approfondire con calma la conoscenza delle pensioni nella guida più completa che troverai online per il 2024!

Quanto tempo prima un insegnante deve fare la domanda di pensione?

Come abbiamo visto prima, la domanda di cessazione dal servizio va inviata per tempo, rispettando la scadenza decisa dal MIUR. È possibile che non si invi rispettando la data ultima. In questo caso non si potrà andare in pensione con l’inizio del prossimo anno scolastico, ma si dovrà rinviare di un ulteriore anno.

La domanda di pensione all’INPS non ha un termine così stringente. Di solito si invia quando si fanno le dimissioni, ma ci si può pensare anche in un secondo momento. L’importante è inviarla entro il 31 di agosto dell’anno.

Certo, dal momento che le segreterie delle scuole e l’INPS dovranno ricostruire la tua carriera e trasmettersi numerosi dati, meglio inviarla con anticipo, così da velocizzare i tempi di pagamento del primo mese di pensione.

Puoi inviare la domanda di pensione anche con un anno d’anticipo. Un consiglio? Inviarla entro il 31 dicembre dell’anno precedente è una buona scadenza.

Pensione di vecchiaia insegnanti: i requisiti 

Per andare in pensione di vecchiaia con il 1 settembre 2024 i requisiti sono:

  • 67 anni di età compiuta entro il 31/12/2024;
  • 20 anni di contributi.

Per andare in pensione di vecchiaia, bisogna infatti raggiungere l’età pensionabile prevista fino al 2028 è pari a 67 anni e aver versato almeno un minimo di contributi, cioè 20 anni.

Pensione anticipata insegnanti: i requisiti

L’alternativa è accedere con la pensione anticipata insegnanti.

Per accedere alla pensione anticipata dal 1 settembre 2024 bisogna aver versato entro il 31/12/2024:

  •  42 anni e 10 mesi di contributi se uomini;
  •  41 anni e 10 mesi di contributi se donne.

Dunque, per via delle particolarità del settore scuola pubblica, il docente che matura il requisito minimo, per andare in pensione anticipata insegnanti nel corso dell’anno, potrà comunque andare in pensione prima, quindi dal 1 settembre.

I requisiti per andare in pensione anticipata sono fissi a 42 anni e 10 mesi (o 41 anni e 10 mesi se donne) fino al 31/12/2026.

professore in pensione

Scuola: chi va in pensione nel 2024?

Oltre alla pensione di vecchiaia e quella anticipata che abbiamo visto prima, ci sono altre possibilità di andare in pensione per gli insegnanti, il personale ATA e i lavoratori della scuola pubblica.

Nel 2024 si potrà andare in pensione Quota 103 se al 31/12/2023 si sono compiuti i 62 anni di età e 41 anni di contributi.

Si potrà valutare l’accesso ad Ape sociale, se si compiono 63 anni e 5 mesi di età e si possono far valere le condizioni di svantaggio previste dalla normativa.

Per ultimo, si potrà andare in pensione Opzione Donna 2024, se si compie l’età prevista dalla nuova normativa e si possono far valere le nuove condizioni d’accesso.

Vuoi sapere se puoi andare in pensione prima quest’anno? Leggi subito 5 modi per smettere di lavorare prima e prendere una pensione più alta!

Calcolo agevolato per chi lavora negli asili nido

Gli insegnanti dell’infanzia o degli asili nido possono andare in pensione con qualche mese di anticipo.

Infatti, la loro professione fa parte di quelle professioni gravose che prevedono la pensione con 66 anni e 7 mesi al 31 di dicembre di questo anno. Possono contare per il calcolo pensione scuola almeno 30 anni di contributi.

Per la domanda di pensionamento si deve allegare alla domanda della pensione anche una specifica istanza.

Calcolo pensione personale ATA: c’è differenza?

In realtà, con la riforma Fornero, per tutti i dipendenti pubblici la pensione si raggiunge al verificarsi di uguali requisiti per tutti.

Il calcolo pensione ATA e il calcolo pensione insegnanti differisce così solamente per il valore finale dell’assegno determinato anche dal diverso numero di contributi pensione che i docenti versano rispetto ai collaboratori ATA.

Anche per i docenti o personale della scuola rimangono, però, alcune differenze a seconda che abbiate maturato contributi prima o dopo il 1996 e, dunque, a seconda del regime a cui appartenete.

pensione inpdap

Calcolo pensione INPDAP, cosa cambia?

L’INPDAP, Istituto Nazionale di Previdenza e Assistenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica, era responsabile delle pensioni dei docenti, ma anche delle seguenti pensioni:

  • la Cassa trattamenti pensionistici statali (CTPS);
  • Cassa pensione sanitari (CPS);
  • la Cassa pensione dipendenti enti locali (CPDEL);
  • Cassa pensioni ufficiali giudiziari (CPUG);
  • Cassa insegnanti (CPI).

Dal 2011 è stato congiunto all’INPS, pertanto si dovrà presentare la domanda di pensione all’INPS. Poi, sarà sempre l’INPS a pagare.

Calcolo pensione insegnanti, come si fa? 

Per il calcolo della pensione docenti, se hai contributi versati o ricongiunti prima del 01/01/1996, rientri nel regime misto. Se, invece, hai iniziato a lavorare da dopo il 1996 ,rientri nel sistema contributivo.

Dalla Riforma Fornero non esiste più il calcolo interamente retributivo. Perciò, anche se hai versato più di 18 anni entro il 1995, hai comunque un calcolo misto con quota contributiva minore.

A differenza della generalità dei lavoratori dipendenti del settore privato, i docenti e il personale ATA, con iscrizione alla Cassa CTPS, hanno dei vantaggi sul calcolo pensione. Una quota retributiva verrà calcolata praticamente sull’ultimo reddito annuale, sull’ultimo stipendio. Inoltre, si ha diritto ancora oggi a delle aliquote di rendimento migliori rispetto al 2% del settore privato.

Discorso diverso per chi ha iniziato a insegnare dopo il 01/01/1996. A loro spetterà il calcolo interamente contributivo senza differenze di calcolo pensione rispetto a un collega che lavora nel settore privato.

Qualche esempio di calcolo di pensione scuola

Un volta c’era il calcolo retributivo, tutto basato sugli ultimi stipendi incassati prima della pensione.

Un professore nato nel 1951 andato in pensione nel 2010 con il sistema retributivo, ha preso di pensione circa il 90% dell’ultimo reddito. Non c’era grossa differenza, un grande gap previdenziale, tra ultimo stipendio e primo mese di pensione.

Il nostro professore, se ad oggi avesse solo 25 anni di contributi, e andasse in pensione quest’anno, potrebbe prendere solo il 62% dell’ultimo reddito. Questo è l’effetto di un minor numero di contributi versati e del calcolo misto della pensione.

Se egli o ella avesse un figlio del 1998, che decide di seguire le sue orme, in pensione ci andrà in ritardo di almeno 3 anni e con una pensione insegnanti molto più bassa. Se tutto dovesse filare liscio siamo su un assegno pari solo al 60% dell’ultimo reddito.

Pensione integrativa, è possibile?

Non solo è possibile la pensione integrativa, ma, come hai avuto modo di capire, anche per i docenti le pensioni saranno ai minimi. Vedi di non farti, perciò, trovare impreparato e provvedi da solo.

Devi già oggi valutare la tua situazione, ma devi pensare anche a come e quanto integrare con una pensione complementare. La pianificazione previdenziale è importante per assicurarti una pensione futura che ti permetta di vivere serenamente una volta smesso di lavorare. Come fare?

Chiedi una consulenza previdenziale personalizzata, per scoprire se ti conviene trasferire dei contributi già versati come lavoratore autonomo presso l’INPS nella cassa degli insegnanti pubblici.

Ti si aprirà davanti un ventaglio di vantaggi e il funzionamento di tutti i Fondi pensione,per aderire alla previdenza complementare!

Non rimandare a settembre la questione pensione! Qua c’è in gioco il tuo futuro! Fai con noi la consulenza pensionistica gratuita e vedrai che nessuno ti boccerà per la pensione.

Come calcolare i contributi INPS

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