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Come calcolare i contributi INPS

Se stai cercando di eseguire il calcolo dei contributi che hai versato a INPS, in questo articolo troverai degli spunti interessanti per procedere in autonomia. Per calcolare la somma di tutti i versamenti che hai fatto durante la tua carriera, ti serve avere qualche dritta!

Ovviamente, nella quasi totalità dei casi, procedere in autonomia può servire per farsi un’idea. Per sapere come e quando vai in pensione, o meglio, per andare in pensione prima e del migliore dei modi possibili, ti serve un consulente previdenziale indipendente.

Se alla fine della lettura di questo articolo ti sei fatto un’idea, ma non sai se è quella giusta o la migliore, non esitare a chiedere un check up gratuito della tua pensione!

Che cosa sono i contributi INPS?

I contributi INPS sono importi versati obbligatoriamente sia dal lavoratore che dal datore di lavoro, per costruire una pensione futura e assicurarsi contro eventi che potrebbero rendere il lavoratore non più idoneo allo svolgimento dell’attività lavorativa.

Si parla di contribuzione IVS (invalidità, vecchiaia e superstiti), cioè pagamento di un onere, per coprire il rischio invalidità. Parliamo della perdita della capacità lavorativa o riduzione della stessa, vecchiaia, quindi pensionamento per raggiunta età pensionabile oppure al versamento di molti anni di contributi, come nel caso della pensione anticipata, e supersiti, ossia copertura del rischio di premorienza.

L’assicurazione IVS è la principale tutela INPS per i lavoratori. In aggiunta, si versano a seconda della tipologia di attività svolta dei premi, per avere diritto alle prestazioni assistenziali, come la disoccupazione e la maternità. La quota di questi contributi dipende da vari fattori, tra i quali i più rilevanti sono la tipologia di lavoro svolto e l’attività dell’azienda per cui si lavora.

In primo luogo è necessario individuare la propria categoria lavorativa, per capire quali e quanti sono i contributi versati o da versare.

Segnaliamo, poi, che la quota a carico del lavoratore, in caso di lavoro dipendente è direttamente detratta dalla busta paga. Per i lavoratori autonomi, invece, i versamenti sono da fare in modo indipendente, è quindi consigliabile affidarsi a un commercialista qualificato.

Diventa, inoltre, interessante comprendere come si passa da pensione lorda a pensione netta. Questo aiuterà a comprendere quanto effettivamente dovremmo trovarci in tasca.

lavoratori pensione

Procediamo insieme e vediamo come si calcolano i contributi INPS.

Come si fa a sapere quanto manca alla pensione?

Per poter programmare la data presunta della tua pensione, è doveroso fare il calcolo dei contributi INPS versati negli anni di lavoro e verificare i requisiti e le regole in vigore per accedere alla pensione.

Ogni anno, all’interno della legge di bilancio definita al 31 dicembre, possono essere determinate e modificate queste variabili. In questo articolo andremo ad approfondire quali sono le modifiche rispetto al 2024 all’interno della legge di bilancio 2023 e come si riflettono in termini concreti sul calcolo dei contributi pensionistici.

La prima operazione da eseguire, per calcolare i contributi INPS, è quella di scaricare e leggere il tuo estratto conto contributivo. L’estratto conto contributivo è il documento di sintesi che elenca tutti i tuoi contributi versati durante la carriera lavorativa. È importante andare a controllarlo periodicamente, per verificare che non manchino dei periodi o ci siano delle anomalie.

Il controllo è consigliato soprattutto alla generalità dei lavoratori dipendenti. Verifica che il datore di lavoro ti stia regolarmente versando i contributi. I tempi di prescrizione per l’omissione contributiva sono attualmente cinque anni. Vale a dire che, se entro cinque anni non segnali o denunci l’omissione contributiva, non potrai più recuperare quei periodi di lavoro.

Il controllo dell’estratto conto è una delle 5 strategie consigliate da IoInvesto, per andare in pensione prima e con più soldi.

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Dove trovo il mio estratto conto contributivo?

Prima di tutto bisogna accedere al sito INPS, accedendo alla pagina personale My INPS. Per poterti identificare, sarà necessario utilizzare come identificazione lo SPID, oppure altre tipologie di identità digitale, la Carta nazionale dei servizi o la carta d’identità elettronica.

Una volta eseguito l’accesso potrai trovare, all’interno del fascicolo previdenziale, la consultazione dell’Estratto Conto Previdenziale. In questa pagina troverai tutti i contributi che hai accumulato durante gli anni lavorativi e l’ammontare totale.

Un’ulteriore variabile importante per il calcolo dei contributi INPS è quella che determina il regime con cui viene calcolata, successivamente, la pensione.

Quanto costa l’estratto conto contributivo?

L’estratto conto contributivo è gratuito. Basta accedere con le proprie credenziali nel sito INPS e scaricarlo.

Allo stesso modo, se sei un libero professionista e versi in una delle Casse dei liberi professionisti come ENPAM, Cassa geometri, ENPAF, INARCASSA ecc., potrai visualizzare l’estratto contributivo dal sito della tua Cassa.

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Differenza tra regime contributivo e regime retributivo

Procediamo a delineare le differenze tra regime retributivo e regime contributivo.

Le 3 possibilità sono:

  • se si è lavoratori con più di 18 anni di lavoro al 31/12/1995;
  • se si è lavoratori con meno di 18 anni di lavoro al 31/12/1995;
  • se si è lavoratori con inizio attività lavorativa dal 01/01/1996.

Nel primo caso si avrà il regime retributivo per i contributi versati sino al 31/12/2011, successivamente, il conteggio sarà eseguito con il metodo contributivo.

Se al 31/12/1995 si avevano meno di 18 anni di contributi, si avrà il regime retributivo per i contributi versati sino al 31/12/1995. Successivamente, il conteggio sarà eseguito invece con il metodo contributivo.

Nel terzo caso, infine, il calcolo sarà al 100% con il regime contributivo.

Come avviene il calcolo pensione nel sistema retributivo?

Segnaliamo che per le prime due tipologie sopra citate, il regime viene anche definito “misto”, poiché si tratta della somma tra retributivo e contributivo.

Per semplificare i due regimi, possiamo identificare il sistema retributivo come più vantaggioso per i lavoratori (più gravoso per le casse dell’INPS) a differenza di quello contributivo. Il regime retributivo, infatti, basa il suo calcolo previdenziale sulla media dei redditi percepiti negli ultimi 5 anni della vita lavorativa del dipendente (10 se si tratta di lavoratore autonomo).

Spesso, quindi, il lavoratore che rientra, in tutto o in parte, in questo regime ha un assegno previdenziale maggiore poiché gli ultimi anni lavorativi sono quelli tendenzialmente caratterizzati da un reddito più rilevante.

Come avviene il calcolo pensione nel sistema contributivo?

Il regime contributivo, a differenza del precedente, basa il suo calcolo su quelli che sono stati i contributi versati dal lavoratore nel corso della sua vita professionale.

Questo totale, che viene definito “montante contributivo”, è rivalutato in base all’indice ISTAT delle variazioni quinquennali del PIL. Deve, poi, essere moltiplicato per uno specifico indicatore, il “coefficiente di trasformazione”. Esso aumenta all’aumentare degli anni del lavoratore che decide di andare in pensione e viene aggiornato ogni due anni. Anche in questo caso è possibile trovare la tabella dei coefficienti di trasformazione sul sito dell’INPS.

Se vuoi saperne di più in merito al sistema di calcolo della tua pensione, abbiamo scritto un articolo sull’argomento “come calcolo la mia pensione?”.

Adesso che sai dove reperire il tuo estratto conto contributivo e come verrà calcolata la tua pensione,ti puoi fare un’idea di quanti anni hai versato e di quando puoi andare in pensione. Attenzione, però, che la materia è in continua evoluzione e ogni anno ci sono delle novità. Con la legge di bilancio 2024 sono state modificate alcune particolari condizioni del sistema pensionistico.

Vediamo nel dettaglio alcune delle novità in tema pensioni. Per sapere tutte le novità 2024 sulle pensioni, ti invitiamo invece a scaricare il nostro manuale gratuito Guida News pensioni 2024.

calcolo pensione

Chi può andare in pensione con Opzione Donna nel 2024?

Con questa opzione sarà possibile richiedere la pensione anticipata con un’età anagrafica di 61 anni per le lavoratrici che non hanno avuto figli, 60 anni con una maternità e 59 se madri di due o più figli. Resta in vigore la clausola, in questi casi, di almeno 35 anni di contributi versati al 31 dicembre 2023.

Attenzione che l’età prevista dalla normativa Opzione Donna deve essere stata compiuta entro il 31/12/2023 e bisogna far valere delle ulteriori condizioni a lato del pensionamento:

  • invalidità civile pari o superiore al 74%;
  • essere delle caregiver ovvero assistere da almeno sei mesi il coniuge o un familiare convivente con legge 104 riconosciuta in situazione di gravità;
  • essere lavoratrici licenziate o dipendenti di imprese per le quali sia attivo un tavolo di confronto per la gestione della crisi aziendale (59 anni di età).

Quali sono i requisiti per l’Ape sociale 2024?

Questa misura, introdotta per la prima volta con la legge di Bilancio del 2017, permette a tutti coloro che rispettano determinate regole contributive e abbiano già compiuto 63 anni e 5 mesi di età anagrafica di andare in pensione.

Con la legge di bilancio 2023 viene prorogata questa misura sempre con il limite di 36 anni di contribuzione e di 30 se disoccupati, disabili o caregiver.

Ti interessa approfondire quali siano le condizioni per accedere a Opzione Donna 2024 e Ape sociale 2024? Entra nel nostro Caveau delle pensioni: trovi tutti i dettagli e tutte le novità sul mondo pensioni.

Come funziona il bonus mamma 2024?

Per quanto riguarda i contributi previdenziali a carico delle lavoratrici dipendenti con contratto a tempo indeterminato, questi ultimi vengono ridotti, in via sperimentale e per un anno del 100% se madri di due o più figli, almeno uno deve avere meno di dieci anni di età.

Per il periodo di paga dal 01/01/2024 al 31/12/2024 viene di fatto prevista una decontribuzione totale dei contributi INPS a carico della lavoratrice: non ci sarà il prelievo INPS del 9,19% calcolato sulla retribuzione imponibile.

Quando richiedere bonus mamma 2024?

Non devi produrre alcuna domanda ad INPS.

Sarà il tuo datore di lavoro che penserà a calcolare il nuovo importo di stipendio netto e lo metterà in pagamento, tenendo conto dello sgravio sul contributo IVS dell’INPS pari al 9,19%.

Calcolo contributi INPS e pensione

Con le informazioni di questo articolo, dovresti essere in grado di simulare i tuoi contributi INPS. Potrai calcolare in questo modo la tua potenziale pensione futura. È importante sottolineare che, data la mole di casi particolari e di modifiche delle leggi nel corso degli anni, spesso può risultare difficoltoso eseguire questa analisi in autonomia.

Sei sei in dubbio sul calcolo dei tuoi contributi o su quale regime previdenziale utilizzare per questi conteggi, fai subito un’analisi previdenziale personalizzata!

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