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pensione lorda e netta

Come calcolare il rapporto tra pensione lorda e pensione netta

Se stai leggendo questo articolo, hai probabilmente calcolato tramite INPS o qualche sito specifico l’ammontare della tua pensione lorda. Ti è già chiaro, quindi, che rispetto al tuo ultimo stipendio, la percentuale della tua pensione sarà diminuita del 25/35%, il cosiddetto “gap previdenziale”. Quanto influisce la tassazione, invece, sull’intero ammontare?

Come si fa a calcolare il rapporto pensione lorda e netta?

Partiamo dall’assunto che la pensione viene considerata reddito da lavoro e subisce la tassazione IRPEF. In primo luogo è necessario identificare la fascia di reddito corretta, in modo da considerare la giusta percentuale da applicare al lordo della tua pensione.

È importante specificare che, tramite il decreto legislativo n. 216/2023 pubblicato in Gazzetta ufficiale il 30.12.2023, è stata modificata parzialmente la disciplina fiscale e gli scaglioni di reddito IRPEF sono cambiati da quattro a tre. La materia è ancora suscettibile di variazione. Per questo è prevista una riforma fiscale che potrebbe modificare di nuovo la tassazione dei redditi.

In generale, per il solo periodo d’imposta 2024, gli scaglioni passano da quattro a tre e le aliquote sono le seguenti:

  • 23% per redditi fino a 28.000 euro;
  • 35% per redditi tra i 28.000 euro e i 50.000 euro;
  • 43% per redditi superiori a 50.000 euro.

Applicando l’aliquota corrispondente alla propria fascia di reddito si ottiene l’IRPEF lorda. Fortunatamente sulle pensioni, come avviene sui redditi da lavoro, sono previsti degli “sconti” sulla aliquota lorda, cioè le detrazioni d’imposta. Togliendo dalla aliquota IRPEF lorda la detrazione d’imposta spettante, si ottiene l’IRPEF netta, vale a dire la tassazione definitiva della propria pensione.

La detrazione per redditi di pensione è prevista dall’articolo 13 del TUIR e non è stata modificata per l’anno 2024: rimangono infatti in vigore le detrazioni d’imposta previste nel 2023 e 2022. Le ultime normative hanno cambiato le aliquote IRPEF da applicare agli scaglioni di reddito e non il regime delle detrazioni d’imposta.

Pensione lorda: addizionali regionali e/o comunali

Purtroppo non è finita qui. Alla tassazione IRPEF sarà necessario aggiungere anche l’addizionale regionale e quella comunale.

Le aliquote variano di regione in regione e di comune in comune, ma incidono sul complessivo solitamente di poche centinaia di euro all’anno.

pensione lorda

Detrazioni eventuali spettanti

Una volta che ci siamo fatti un’idea di quanto potrebbe essere la nostra pensione mensile netta, bisogna tenere in considerazione anche le spese detraibili dall’IRPEF e gli oneri deducibili dal reddito.

Esistono, infatti, delle spese per le quali è prevista una detrazione d’imposta. Il costo che hai sostenuto viene dichiarato all’Agenzia delle entrate e in parte ti viene rimborsato scontando i soldi oggetto di prelievo fiscale.

Le spese detraibili come gli scontrini della farmacia, le fatture del dentista o le spese per ristrutturare la tua casa vengono esibite in sede di dichiarazione dei redditi. Mi riferisco, quindi, al tuo Modello 730 o il Modello Unico, con cui l’Agenzia delle entrate ti rimborsa parte della spesa sostenuta e ti tornano indietro dei soldi, paghi di conseguenza meno tasse.

Stesso discorso per gli oneri deducibili. Qui, però, invece di avere una percentuale fissa di rimborso, si ha un abbassamento diretto del reddito imponibile a fini fiscali. Se hai pagato un onere deducibile di €5.000 e hai un reddito di 30.000€, non pagherai le tasse su 30.000€ bensì su 25.000€. Andranno ad applicarsi nuove fasce di aliquota IRPEF e di detrazione d’imposta.

Un esempio di onere deducibile? Il riscatto della laurea o i versamenti al tuo Fondo pensione. Apriamo una piccola parentesi dedicata al riscatto del titolo di laurea.

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Quanto costa il riscatto della laurea?

Prima di andare a vedere l’effettivo costo, è fondamentale mettere in luce che i contributi versati sono deducibili e pagabili in un’unica soluzione o spalmabili in 120 rate. Se scegli le rate, è bene ricordare che in qualsiasi momento si possono interrompere i versamenti, dunque verranno contabilizzati solo i contributi versati o anche estinguere anticipatamente il tutto.

Arrivando al costo: per quanto riguarda il riscatto della laurea ordinario, questo dipende dalla collocazione temporale del periodo di studi, poiché può variare il metodo di calcolo.

L’onere del riscatto di laurea ante 1996 viene quantificato con il sistema della c.d. riserva matematica: l’ente previdenziale calcola la pensione futura con e senza riscatto e sulla differenza tra i due applica dei coefficienti sintetici in base all’età. Per semplificare: si paga in parte il beneficio economico che si ha sull’importo di pensione.

Il riscatto laurea post 1996 viene calcolato con il metodo a percentuale: si prende l’ultima retribuzione pensionabile e si moltiplica per l’aliquota della gestione previdenziale. È semplice: per un dipendente prendo la RAL degli ultimi 12 mesi prima della domanda di riscatto e la moltiplico per l’aliquota del fondo lavoratori dipendenti, quindi per il 33%.

Per quanto riguarda invece il riscatto agevolato, il costo è fisso ed equivale a circa 6.000€ all’anno per il 2024.

Variabili per calcolo pensione netta e lorda

Possiamo riassumere in 3 punti le principali variabili che determinano il calcolo della pensione netta:

  • tassazione IRPEF;
  • aliquote regionali e comunali;
  • detrazioni eventuali spettanti.

Nel caso in cui prima di calcolare la pensione fossi interessato a comprendere gli step necessari per andare in pensione, suggeriamo un ottimo approfondimento sui contributi minimi per andare in pensione. Se questo argomento è di tuo interesse e vuoi fare un passo in più verso la tua pianificazione, ti consiglio la visione di questo video. Scoprirai quando iniziare!

Cosa significa “No Tax Area”?

Anche per il 2024, i pensionati con un reddito fino a 8.500€ (in precedenza erano 8.000€) non pagheranno tasse sulla pensione.

Se hai una pensione annua lorda inferiore a 8.500€ non pagherai tasse perché le detrazioni d’imposta spettanti annullano l’aliquota IRPEF prevista dal primo scaglione: la tua pensione lorda mensile è uguale alla tua pensione netta mensile.

INPS mette in pagamento 8.500€ annui e tu hai sul tuo conto corrente 8.500€ puliti. Questa è la “No Tax area”.

Conclusioni

A questo punto, puoi desumere che la differenza tra pensione lorda e netta generi un assegno mensile significativamente più basso rispetto agli ultimi redditi percepiti. Risulterà molto utile pianificare il proprio futuro pensionistico il prima possibile, prevedendo di integrare il proprio assegno con un reddito aggiuntivo.

Magari, sfruttare le agevolazioni fiscali che lo Stato mette a disposizione in tema di previdenza complementare. E tu, hai mai pensato ad un’integrazione pensionistica?

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