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Come far lavorare i soldi per noi e costruire una rendita mensile, anche partendo da zero

Come sarà la strada che ci permetterà di far lavorare i soldi per costruire una rendita proveniente dai nostri investimenti?

Sarà lunga e non facile, soprattutto se partiamo da zero, ma tuttavia non impossibile.

Sarà fondamentale compiere passo dopo passo le azioni giuste e il tempo sarà nostro alleato, se saremo costanti.

E per generare un flusso di denaro passivo, la prima cosa che ci occorre, a meno che non possediamo già un capitale da mettere a rendita, è proprio il tempo, assieme alla perseveranza

La maggior parte delle persone tende infatti a sottovalutare i risultati che si possono raggiungere nel lungo termine, avvalendosi dell’interesse composto

E sopravvalutano invece quelli che si possono raggiungere nel breve termine.

Come calcolare il patrimonio da accumulare?

A questo punto, sorge spontanea la domanda:

come calcolare il patrimonio necessario da mettere da parte, per ottenere la rendita che vogliamo?

Intanto dobbiamo essere coscienti del nostro tenore di vita.

Un metodo diffuso è la “regola del 25”, la quale dice che il nostro capitale debba essere 25 volte più grande della rendita annua che desideriamo avere.

Nel pratico, se puntiamo ad ottenere una rendita mensile di 2000 euro il calcolo da fare è il seguente:

2000€ x 12 (mesi) =    24.000€

24000€ x 25 =  600.000€

Questo metodo di calcolo presume un interesse annuo, sul capitale investito, che frutti il 4%.

Questa è una cifra ragionevole se vogliamo ottenere un rendimento accettabile.

Ma che nello stesso tempo non ci faccia rischiare troppo.

La fase di accumulo del capitale

Il risparmio mensile è fondamentale per raggiungere il capitale totale necessario da accumulare.

Il primo passo è proprio quello di iniziare a costruire un capitale quanto prima, imparando a risparmiare, poi pensare a come investire, partire piano e crescere un passo alla volta.

Inevitabilmente, non sarà facile mettere da parte un capitale che ci permetta di vivere di rendita.

Anche se ci riusciremo, dobbiamo tenere conto che questo accumulo implica necessariamente rinunciare a qualcosa del presente per ottenere un risultato nel futuro.

Far lavorare i soldi per costruire una rendita comporta infatti dei sacrifici da non sottovalutare.

Possiamo riassumere così le azioni che ci aiuteranno in questo percorso di accumulo:

– Ridurre le spese al minimo indispensabile, limitare i nostri consumi all’essenziale ed eliminare i costi superflui;

– Aumentare le nostre entrate, investendo su noi stessi, formandoci continuamente ed investire sul nostro “capitale umano”.

Così avremo più possibilità di crescita professionale e di conseguenza crescita del nostro reddito.

-Infine, imparare ad investire fin da quando si comincia a lavorare.

Questo partire presto è un concetto chiave nella fase di accumulo del patrimonio.

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Far lavorare i soldi per costruire una rendita: la forza dell’interesse composto

Ipotizziamo di riuscire a risparmiare 500 €al mese, ovvero 6000 €all’anno  durante il periodo lavorativo che va dai 25 ai 55 anni, ovvero per 30 anni.

Il grafico simula un investimento di lungo termine, con una rivalutazione annua pari al 7%, in linea con le performance passate del mercato azionario globale.

vediamo come, se avessimo messo da parte questa cifra senza investire, ci ritroveremo dopo 30 anni una somma di 180.000 euro.

Al contrario, se avessimo investito i 6000 €, anno per anno, con l’aiuto fondamentale dell’interesse composto, avremmo maturato una cifra di circa 600.000 €.

Più siamo giovani, più tempo abbiamo davanti e più possiamo sperare di avere un rendimento interessante.

Far lavorare i soldi per costruire una rendita è una quindi una possibilità concreta.

Durante la fase di accumulo del capitale è necessario infatti avere un’adeguata consapevolezza finanziaria, avere chiari i propri obiettivi e la strada da percorrere per raggiungerli.

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Come mettere a rendita il capitale accumulato?

Una volta accumulato il nostro capitale di partenza, prima ancora di metterlo a rendita, dovremo pensare alla sua protezione.

La parola d’ordine per ottenere una rendita mensile da investimento è la prudenza.

Se infatti  il nostro capitale dovesse subire troppo le oscillazioni del mercato si svaluterebbe e di conseguenza la nostra rendita mensile ne risentirebbe negativamente.

Per ottenere una rendita mensile, possiamo avvalerci dei mercati finanziari.

Attenzione, questo non ha niente a che fare con il trading e con la speculazione, si tratta di far lavorare il nostro capitale nel lungo periodo.

Vediamo come con la giusta strategia è possibile creare un portafoglio che contenga i giusti strumenti e prodotti finanziari per creare delle rendite passive. 

Azioni che staccano dividendi

Il primo metodo per ottenere una rendita dai nostri investimenti, adoperando i mercati finanziari è quello di sfruttare le cosiddette “Dividend stocks”.

Si tratta di quella categoria di azioni che staccano trimestralmente o annualmente dividendi. 

I dividendi rappresentano una porzione dell’utile societario, che un’azienda distribuisce ai propri investitori.

Investendo ad esempio un capitale di 100mila euro in azioni che distribuiscono in media dei dividendi che ammontano al 5% annuo, il nostro flusso di denaro proveniente dagli stessi, sarebbe di  5.000 €. 

La rendita da dividendi può risultare molto interessante per un investitore, soprattutto quando la cedola staccata è molto alta.

Tuttavia un portafoglio che fonda la sua redditività, basandosi unicamente su aziende da dividendo, può presentare delle grosse criticità: 

non è detto che un azionista riceva sempre il dividendo, neppure in caso di esercizio chiuso in utile. Questo perché i risultati di un bilancio positivo, possono non essere distribuiti ma utilizzati per altri obiettivi societari.

Questo scenario, ovviamente, comporta non avere la certezza di ricevere una rendita costante e stabile. 

Inoltre il nostro portafoglio azionario, nei momenti di grave crisi di mercato, subirà inevitabilmente delle oscillazioni che andranno ad influire sul valore totale del capitale, e di riflesso sul flusso dei dividendi che percepiremo.

In altre parole, è sufficiente che il valore delle nostre azioni da dividendo crolli per far crollare anche il valore della nostra rendita.

In conclusione, investire in azioni da dividendo può essere sicuramente più redditizio rispetto ad altre strade, tuttavia presenta dei rischi specifici, legati alle singole aziende.

ETF per un portafoglio diversificato che staccano una cedola

Gli ETF sono dei panieri di titoli a basse commissioni di gestione negoziati in Borsa. 

I pregi degli ETF sono quelli di essere strumenti semplici da adoperare e comprendere per l’investitore.

Sono trasparenti, perché consentono agli investitori di essere perfettamente consapevoli del profilo rischio/rendimento del proprio investimento nonché del portafoglio titoli a cui sono esposti, sono economici ed abbattono il rischio emittente.

Infatti il patrimonio degli ETF  è per legge di esclusiva proprietà dei possessori delle quote dell’ETF.

Di conseguenza anche nell’ipotesi di insolvenza delle società che si occupano della gestione, amministrazione e promozione del fondo, il patrimonio dell’ETF non verrebbe intaccato

Doverosa distinzione da fare è quella tra ETF ad accumulazione ed a distribuzione.

I primi incassano i dividendi delle aziende che fanno parte del fondo e li reinvestono nel fondo stesso, i secondi distribuiscono ai possessori dell’ETF i dividendi staccati dalle aziende presenti nell’ETF.

Nel caso volessimo costruire la nostra rendita avvalendoci degli ETF a distribuzione, i vantaggi sarebbero importanti.

L’ETF raccoglie i dividendi distribuiti e li paga agli investitori dell’ETF periodicamente, da una a dodici volte l’anno. Inoltre avremo la possibilità di  aver accesso ad una grande diversificazione, anche disponendo di un capitale ridotto, ed a costi bassi.

Investire in ETF che distribuiscono dividendi, si configura come il metodo più congeniale per chi voglia avere una rendita mensile, adoperando il proprio capitale in modo efficiente e mitigando i rischi.

Le entrate da dividendi sono quelle distribuite da utili di società azionarie e immobiliari, mentre le entrate da interessi provengono dalle cedole delle obbligazioni.

Si può arrivare dunque, ad una composizione bilanciata del portafoglio ricorrendo a varie tipologie di ETF.

Se decidete di investire in un ETF a distribuzione, le entrate da dividendi o interessi che riceverete saranno tassate al momento della distribuzione, come per le azioni.

Pertanto la rendita che riceverete sarà decurtata dall’importo che dovrete pagare al fisco, generalmente il 26%

ETF ad accumulazione per poi vendere all’occorrenza

Questa terza opzione, si profila come caso d’uso, quando non ci sia necessità di avere un flusso di cassa costante, ma ad esempio si voglia vendere la parte che occorre del capitale investito.

Negli ETF ad accumulazione, le entrate maturate dalla composizione dell’indice sono automaticamente reinvestite nell’ETF in nuovi titoli.

In questo modo, il patrimonio netto dell’ ETF aumenterà quindi dell’importo dei dividendi ricevuti.

E aumenteranno così il valore delle posizioni dei detentori di quote dell’ETF.

Gli ETF ad accumulazione non sono soggetti a tassazione per i proventi che reinvestono e saranno oggetto di imposizione fiscale soltanto nel momento in cui deciderete di vendere quote dell’ETF.

E’ evidente, che questa importante differenza rispetto agli ETF a distribuzione diventa più significativa nel corso del tempo a causa dell’effetto degli interessi composti.                                                                                                

Di conseguenza, scegliere un ETF ad accumulazione e liquidare una porzione della nostra posizione investita ci permette di ottimizzare l’investimento.

Far lavorare i soldi per costruire una rendita: conclusioni

Abbiamo analizzato come, sfruttando i mercati finanziari e facendo lavorare i soldi per noi, possiamo crearci una rendita mensile

Questa rendita, in base alle nostre esigenze, potrà rappresentare un aiuto per le nostre finanze, o persino una parte importante del nostro reddito annuo.

Spesso si cerca di raggiungere la tanto ambita libertà finanziaria. 

Tuttavia risulta difficile a volte poter quantificare quanto denaro ci serva per poterci definire liberi finanziariamente.

Ovviamente non esiste una risposta univoca, questa sarà diversa e di carattere individuale.

Ma far lavorare i soldi per costruire una rendita è sicuramente possibile.

Ma la perseveranza è ciò che rende l’impossibile possibile, il possibile probabile ed il probabile certo.

Io voglio, io posso, io sono capace.

Buona prosperità a tutti.

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