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Cosa può fare Jeff Bezos per i tuoi risparmi?

Al giorno d’oggi, una delle domande più quotate nel mondo del business e della finanza è la seguente: “ma quanto guadagna Jeff Bezos”?

Ogni anno il patrimonio dell’uomo più ricco del mondo tende ad aumentare e la crescita sembra inarrestabile.

Ma perché stiamo parlando del patrimonio di Jeff Bezos? E in cosa può esserci utile?

Scopriamolo subito!

Chi è Jeff Bezos?

Era il 5 luglio 1994 quando un giovane ed ambizioso americano creò l’azienda che oggi è a tutti nota come Amazon.

Una delle aziende a maggior capitalizzazione del mondo.

Questo giovane ragazzo, sconosciuto alle masse allora e popolare come una rockstar oggi, aveva da poco lasciato la D.E Shaw (azienda specializzata nella gestione di investimenti) per trasferirsi sulla costa occidentale.

Fu proprio allora, nel suo garage a Bellevue, che innalzò per la prima volta l’insegna di Amazon.

Un’insegna piuttosto “artigianale”, dato che si trattava di una scritta realizzata con dello spray blu su un rettangolo di plastica bianco.

Come ha iniziato Jeff Bezos?

Forse non tutti lo sanno, ma la “creatura” di Bezos è nata come una libreria online.

La nascita di Amazon ha visto Bezos investire tutti i suoi risparmi e quelli dei suoi genitori.

Eppure, già nel 1997 arriva la quotazione in borsa, mentre solo 2 anni dopo l’azienda conta già oltre 2 mila dipendenti.

A dimostrazione del fatto che Bezos ci aveva visto lungo.  

Intanto Amazon aveva già cominciato a commerciare CD, film, software e dispositivi elettronici trasformandosi di fatto nel primo e-commerce della storia.

Nel 1998 arriva il lancio di Kindle, lettore per libri in formato elettronico.

Poi arriveranno i servizi Prime, in grado di ridisegnare radicalmente il modo di fare e-commerce nel mondo.

E che dire dell’avvio di servizi di cloud computing e il lancio di Alexa, l’assistente virtuale sempre più diffuso nelle case degli utenti di tutto il mondo?

Ma non è finita qui.

Nel 2017 c’è l’attacco al mondo dei supermercati fisici con l’acquisto di Whole Foods Markets. 

Dal settembre 2018, la capitalizzazione ha sfondato a Wall Street la soglia psicologica dei 1.000 miliardi di dollari.

Un momento storico, che solo 10 anni prima sembrava impensabile quando Amazon valeva “appena” 38 miliardi di dollari.

Infine, dal 2021, Jeff Bezos ha trovato la via per entrare nel cuore dei tanti appassionati di calcio, investendo per comprare i diritti della Champions League.

Nel seguente grafico possiamo vedere da vicino la crescita impetuosa di Amazon:

amazon

In che modo Jeff Bezos ed Amazon possono aiutarti con i tuoi investimenti?

Ho voluto raccontarti in poche righe la vita di Bezos per sottolineare 3 segreti fondamentali che anche tu dovresti prendere seriamente in considerazione:

  1. Il tempo che ci ha messo per diventare l’uomo più ricco del mondo.
  2. Il fatto che ha usato la diversificazione nei diversi settori in cui investire.
  3. l’utilizzo esclusivo di strumenti efficienti.

Questi non sono altro che i spunti che possono cambiare la sorte dei tuoi investimenti.

Infatti, se applicati ai tuoi risparmi, questi tre punti possono permetterti di aspirare ad un futuro migliore ed economicamente stabile.

Sia che tu sia un imprenditore, un libero professionista o un dipendente.

Andiamo a vederli nel dettaglio.

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Il tempo

Il primo fattore rilevante è il tempo.

Se stai cercando il modo per diventare milionario entro domani mattina, ho una brutta notizia per te: hai sbagliato posto.

Persino lo stesso Bezos ha dovuto aspettare ben 25 anni prima di poter entrare nel gruppo degli uomini più ricchi del mondo.

Questo perché bisogna consentire ai mercati di maturare un rendimento importante che sia degno di essere chiamato tale.

 Uno studio della JPMorgan lo dimostra chiaramente:rendimenti

La banca d’affari statunitense ha elaborato uno studio in cui è stato analizzato il contributo di diverse asset class nel rendimento complessivo di un portafoglio, arrivando alla conclusione che allungando l’orizzonte temporale di riferimento, la probabilità di andare incontro ad un risultato negativo si riduce in modo molto importante.

Ipotizzando esistano 3 portafogli, dal grafico risulta subito evidente che per un orizzonte temporale di 1 anno è difficile fare previsioni sul risultato.

Il discorso cambia allungando un pochino l’orizzonte: già a 5 anni la parte sotto lo 0 si riduce decisamente.

E ancora di più succede a 10 o 20 anni.

Quindi questo ci permette di concludere che è fondamentale scegliere un orizzonte adeguato ed una diversificazione corretta.

La diversificazione nei diversi mondi dell’universo investibile

E questo ci porta al secondo caposaldo degli investimenti.

La diversificazione è l’unico segreto che ci consente di tenere sotto controllo il rischio.

Certo, un mondo senza rischio sarebbe bellissimo. Non è vero?

Eppure, se pensiamo al rendimento come il premio da ottenere in cambio del rischio sopportato, ecco che la concezione stessa di “rischio” cambia improvvisamente.

 

L’immagine sopra riportata riguarda la tabella dei rendimenti delle diverse asset class dal sito Callan Institute.

È importante ricordare che parlando di rischio, le componenti da tenere in considerazione sono:

  1. Rischio sistemico, caratteristico del mercato e che non può essere gestito e nemmeno annullato.
  2. Rischio specifico: è la parte che caratterizza il singolo titolo su cui dobbiamo andare a lavorare e che può essere gestita fino ad eliminarla del tutto.

Per aumentare l’effetto positivo di queste strategie, il consiglio è di ridurre il rischio gestibile, cioè il rischio specifico.

L’esempio più banale di applicazione del principio di controllo del rischio si traduce, ad esempio, nel non inserire in portafoglio titoli singoli. 

Al contrario, l’uso di strumenti efficienti può permettere un abbassamento del rischio in cambio di un rendimento maggiore.

Usare solo strumenti efficienti.

Cosa si intende per strumenti efficienti? 

Il rendimento non lo produce né il promotore finanziario che ti segue né tantomeno tutti quei prodotti costosi che lo stesso promotore cerca di venderti.

Il rendimento è prodotto solo e soltanto dal mercato.

E questo lo sa bene un bravo consulente finanziario indipendente, il quale è in grado di non disperdere il rendimento che arriva dal mercato minimizzando i costi e aumentando il risparmio. 

Ma come fare per scegliere il miglior prodotto possibile in termini di rendimento ad un costo contenuto?

La risposta sta nel mondo degli ETF.

Si trattano di strumenti di investimento passivi, cioè che non prevedono la figura del gestore.

Questo significa che replicano passivamente il parametro di riferimento (benchmark), nella maniera più precisa possibile. 

Il fatto che si parli di replica “passiva” fa sì che questi strumenti abbiano costi di gran lunga più bassi rispetto ai fondi attivi, gestiti (questi sì) da una figura predisposta.

Gli ETF riescono così ad offrire un servizio tale e quale ai fondi di investimento attivi, ma ad un minor prezzo.

Ed i costi che non paghi al gestore finiscono tutti nelle tue tasche sotto forma di rendimento.

Sì, ma il costo maggiore dei fondi attivi lo si paga per avere un rendimento maggiore garantito!

Vero, il maggior costo che paghi sui fondi attivi potrebbe giustificare la capacità di questi gestori professionisti nel superare il benchmark di riferimento.

Peccato che il 98,1% dei fondi a gestione attiva non riesce nemmeno a eguagliare il benchmark.

Quindi per quale motivo continuare a pagare cifre spropositate? 

Richiedi l’analisi gratuita dei tuoi investimenti e scopri quanto puoi risparmiare ogni anno.

Grazie all’aiuto di un consulente finanziario indipendente, invece, hai la certezza di vedere il tuo capitale investito in strumenti efficaci e che rispecchino alla perfezione gli obiettivi che ti sei prefissato.

Il tutto nella totale trasparenza e serenità (e al minor costo!). 

Magari non diventeremo tutti dei Jeff Bezos, però…perché non imparare proprio da chi ce l’ha fatta? 

 

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