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Cosa sono gli strumenti finanziari e perché devi conoscerli

Cosa sono gli strumenti finanziari e perché devi conoscerli

Cosa sono gli strumenti finanziari? Una breve guida per conoscerli e usarli

Quando ci si chiede cosa sono gli strumenti finanziari la risposta non è sempre univoca. Infatti ci si riferisce a una categoria precisa di prodotti finanziari, così come definiti dal TUF, ossia il Testo Unico della Finanza. Lo scopo principale di tali strumenti è l’utilizzo per gli investimenti finanziari per cui non rientrano nella definizione di strumenti finanziari soluzioni di pagamento come le carte di credito, i contanti, o le soluzioni come i conti correnti.

Il TUF, nell’Allegato I Sezione C, riporta l’elenco specifico che permette di conoscere cosa sono gli strumenti finanziari: pertanto sarà sempre possibile verificare eventuali aggiornamenti visto che, proprio come i mercati, anche gli questi strumenti sono in continua evoluzione e cambiano nel tempo.

Perché conoscere gli strumenti finanziari?

Chi opera nei mercati ed effettua investimenti o chi vuole avvicinarsi a questo tipo di attività non può non conoscere gli strumenti che dovrà utilizzare. Ecco perché è fondamentale sapere non solo cosa sono gli strumenti finanziari ma anche e soprattutto come possono essere utilizzati, quali sono i punti di forza e debolezza, i vantaggi e gli svantaggi. In questo modo si potrà avere un quadro chiaro delle possibilità di investimento e scegliere l’opzione più idonea alle proprie necessità di speculazione.

La scelta degli strumenti finanziari da utilizzare per i propri investimenti è strettamente connessa alla strategia che si vuole utilizzare e, soprattutto, al tipo di rischio che si vuole assumere. Infatti, una buona conoscenza delle caratteristiche di tali strumenti permetterà di impostare al meglio le proprie tecniche speculative per realizzare soluzioni personalizzate e, a seconda delle esigenze, di puntare ai seguenti obiettivi:

  • incrementare il rendimento; • incrementare il capitale e i risparmi; • avviare una nuova attività o accrescerla; • pianificare la pensione; • pianificare il futuro dei propri figli; • raggiungere determinati risultati finanziari.

Queste, naturalmente, sono solo alcune delle possibilità e opzioni di utilizzo degli strumenti finanziari che andranno poi selezionati anche in base al termine temporale. Si può infatti scegliere di effettuare investimenti a breve, medio o lungo termine: puoi facilmente comprendere che il tipo di strumento finanziario da utilizzare sarà differente anche in base alla durata della strategia.

Quali sono i principali strumenti finanziari?

Il TUF riporta l’elenco di tutti gli strumenti finanziari oggi riconosciuti, ossia quelli ufficialmente previsti nei mercati. Di seguito verranno introdotti i più importanti, suddividendoli per categorie e fornendo le principali informazioni su ciascuno di essi. In questo modo si potrà avere una panoramica chiara e precisa non solo sui termini, ma anche e soprattutto sulle modalità d’uso e, quindi, sulle strategie più adatte per ogni differente asset.

Se sei alle prime esperienze nel campo degli investimenti, puoi rivolgerti a professionisti del settore come noi di IoInvesto SCF, che sapremo aiutarti a effettuare un’accurata analisi degli investimenti, spiegandoti le funzionalità, i rischi e le opportunità dei diversi strumenti finanziari.

Come si classificano gli strumenti finanziari?

Il sempre più elevato numero di strumenti finanziari ha portato all’esigenza di una classificazione, che tiene conto delle varie caratteristiche di ognuno. In realtà, si possono distinguere più tipologie di classificazione a seconda del parametro che viene preso in considerazione: si distinguono pertanto strumenti

  • ad alto o basso rischio; • monetari o derivati; • finanziari o non finanziari.

Alto e basso rischio. Gli strumenti ad alto e basso rischio si differenziano per la tipologia di rischio associato al’investimento. Infatti, alcune operazioni di speculazione sono note per essere particolarmente rischiose e pertanto adatte solo ai più esperti o comunque a chi possiede elevate risorse economiche; in tal caso si parla di strumenti finanziari ad alto rischio. Altri tipi di investimenti risultano relativamente più sicuri e, quindi, vengono classificati come operazioni a basso rischio. Si può facilmente immaginare che le operazioni ad alto rischio sono anche quelle che garantiscono maggiori risultati in termine di guadagno netto mentre quelle a basso rischio sono meno vantaggiose.

Monetari o derivati. Si definiscono strumenti monetari quelli che vengono direttamente influenzati dagli andamenti del mercato, come ad esempio le azioni. Sono invece strumenti derivati quelli il cui andamento dipende da un altro strumento al quale essi si riferiscono: tra gli strumenti derivati più noti vi sono le opzioni e i futures.

Finanziari o non finanziari. Gli strumenti ad attività prettamente finanziaria sono rappresentati da tutti i titoli che si possono riconoscere all’interno dei diversi mercati; quelli ad attività non finanziaria sono invece rappresentati dai beni tangibili, come materie prime e immobili. Quando si parla di attività finanziaria in senso stretto quindi, non si prende in considerazione il mercato del mattone, ma solo gli strumenti prettamente finanziari.

Gli investitori più esperti operano in vari tipi di mercati per avere una maggiore sicurezza in termini di diversificazione del portafoglio, strategia fondamentale per ridurre il rischio.

Cosa sono gli strumenti finanziari e perché devi conoscerli

I principali strumenti finanziari

Come si può vedere dall’Allegato I del TUF che riporta quali sono gli strumenti finanziari, essi sono davvero tanti e possono essere utilizzati per diverse esigenze di speculazione in diversi mercati. Di seguito riportiamo quelli più noti e maggiormente utilizzati dagli investitori.

Le azioni. Si tratta probabilmente di uno degli strumenti più noti nel mercato finanziario, uno dei primi ad apparire nelle Borse. Le azioni rappresentano una quota relativa alla proprietà di una Società per Azioni e possono garantire a chi le detiene valore e diritti di diversi tipo. In alcuni casi, infatti, chi detiene una quota di un’azienda detiene anche diritti amministrativi sulla stessa, in altri casi può avere diritti economici o gestionali: nella scelta delle azioni su cui investire è importante tenere conto anche di questi aspetti.

Le obbligazioni. Investire in obbligazioni significa speculare su un titolo di credito che viene emesso da un’azienda, una società privata o un ente pubblico che in tal modo potrà raccogliere denaro a debito. Nel momento in cui investe, lo speculatore otterrà il diritto ad avere una cedola, ossia una remunerazione del capitale investito e dell’interesse. La cedola potrà avere tasso fisso o variabile, per cui gli interessi potranno essere definiti a priori oppure variare a seconda degli andamenti del mercato, dell’inflazione e dei tassi di cambio.

Contratti Futures. Investire in Futures significa scegliere degli strumenti derivati, il cui valore dipende da un sottostante, ossia un altro strumento finanziario a cui il Futures fa riferimento. I contratti Futures sono una sorta di scambio di attività finanziaria che si effettua tra un venditore e un acquirente: questi fissano una data al raggiungimento della quale avverrà lo scambio al prezzo prefissato. Ne deriva che il venditore avrà convenienza in questo strumento in caso di ribasso del prezzo mentre l’acquirente nel rialzo.

Le opzioni. Anche in questo caso si tratta di strumenti derivati di particolare interesse perché permettono di scegliere, ossia forniscono un opzione, sul comprare o vendere un particolare sottostante entro una determinata data. Chi opta per l’opzione avrà il diritto di procedere o meno con l’acquisto e il venditore dovrà soddisfare la scelta dell’investitore.

Contratti Swap. Gli Swap sono ulteriori strumenti derivati, anche essi a termine, che prevedono la definizione di un determinato flusso di cassa secondo tempi e modalità da definire in base al contratto che si stipula. Si tratta di un tipo di investimento relativamente sicuro o comunque a basso rischio, perché non dipende molto dalle oscillazioni dei tassi di interesse e di cambio.

Fondi comuni di investimento. Se scegli di acquistare una quota di un fondo comune di investimento, dovrai affidare il capitale investito a un amministratore che, insieme alla tua quota, amministra anche quelle di altri investitori. Il valore della tua quota potrà variare a seconda degli andamenti di mercato del settore in cui hai investito e ti permetterà un incremento di capitale differente a seconda che tu abbia optato per un investimento a capitale fisso o variabile.

Titoli di debito. Si tratta di investimenti nel breve periodo, con scadenza inferiore all’anno. Sono titoli emessi da enti o autorità pubbliche nonché da privati: i più noti sono i Buoni del Tesoro oppure le accettazioni bancarie.

Conti deposito. Particolarmente adatti a chi cerca un investimento a bassissimo rischio, i conti deposito sono dei conti bancari con capitali vincolati, solitamente per un massimo di sei anni, che permettono prelievi o versamenti ma non tutte le altre operazioni tipiche dei conti correnti.

Titoli di Stato. Per finanziare il disavanzo del bilancio statale, lo Stato emette delle obbligazioni, prendendo a prestito dei capitali e rimborsando tale prestito, con gli interessi legittimi, allo scadere dei termini. Si possono acquistare Titoli di Stato non solo italiani, ma anche di altre nazioni: prima, tuttavia, è fondamentale documentarsi sull’andamento economico della nazione stessa per ridurre il rischio di investimento.

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Quali sono i rischi degli strumenti finanziari?

Investire nei mercati può essere un’attività di particolare interesse ma non sempre semplice o sicura. Le speculazioni, infatti, comportano dei rischi che vanno valutati prima di iniziare qualsiasi tipo di investimento. Nella maggior parte dei casi, quando si pensa al rischio speculativo, si fa riferimento solo alla possibilità di perdere il capitale investito. Tuttavia, il concetto di rischio finanziario è più ampio e prevede diverse sfaccettature, legate alle differenti tipologie di instabilità presenti in un’operazione di speculazione.

Non bisogna mai dimenticare, infatti, che quando si investe si entra a contatto con un mondo ampio e variabile, fatto di investimenti, variabili economiche, relazioni internazionali, equilibri politici e molti altri parametri che possono far cambiare da un momento a un altro le sorti del proprio investimento. Spesso, prima di effettuare un investimento, può essere di aiuto effettuare una simulazione, ossia verificare tramite un calcolatore finanziario le possibilità di investimento per prendere decisioni più accurate.

Di seguito vedremo i principali fattori di rischio, ossia

  • il rischio specifico; • il rischio liquidità; • il rischio valutario; • il rischio sistematico; • il rischio del gestore.

Il rischio specifico

Il rischio specifico deriva dal fatto che si effettua un investimento in un unico mercato, ossia in un unico strumento finanziario. Se utilizzi tutti i tuoi risparmi per investire in un unico settore e quel settore va in fallimento, automaticamente avrai perso tutto il tuo investimento.

Per questo motivo, oggi la strategia più quotata è quella della diversificazione del portafoglio: con questa metodologia si potrà suddividere l’investimento in più settori riducendo il rischio specifico perché non si dipenderà solo dall’andamento di uno specifico settore di mercato.

Un interessante modo per ridurre questa tipologia di rischio è di investire negli ETF oppure in fondi di investimento. In tal modo si avrà una diversificazione strutturata che ti permetterà di non dipendere dagli andamenti di un unico asset ma da numerosi strumenti che ti permetteranno di bilanciare i rischi del mercato. Infatti, se anche un indice andrà in rosso, avrai numerose altre possibilità di introito tramite i risultati di altre società che presumibilmente saranno in positivo. La diversificazione offre un’eevata riduzione del rischio a fronte di profitti leggermente inferiori, rappresentando una scelta particolarmente adatta soprattutto per i piccoli speculatori oppure per chi è alle prime esperienze.

finanza

Il rischio liquidità

Essere titolari di uno strumento finanziario poco richiesto significa essere soggetti al rischio liquidità. Infatti un qualsiasi oggetto poco vendibile porta necessariamente a una svalutazione e questo significa che per poterlo vendere si dovrà vendere sottocosto rispetto all’effettivo suo valore.

Non sempre è possibile vendere: in particolari periodi, infatti, i mercati possono non richiedere determinati strumenti finanziari per cui, anche sottocosto risulta difficile trovare un acquirente. Per non incorrere in questo tipo di rischio è fondamentale effettuare investimenti solo in quegli strumenti che garantiscono la possibilità di effettuare scambi a breve termine.

Il rischio valutario

Ci si imbatte in questo tipo di rischio quando si investe in mercati esteri, in cui la valuta è differente dall’euro. Infatti, l’investimento non sarà influenzato solo dal valore del bene in sé, ma anche dal rapporto tra le valute, ad esempio tra euro e dollaro in caso di mercati americani, tra euro e sterlina, se si opera in mercati inglesi oppure ancora tra euro e yen o yuan quando ci si rivolge al mercato orientale.

Il cambio può essere a favore o meno dello speculatore, per cui è fondamentale, prima di effettuare investimenti nei mercati esteri, verificare gli andamenti delle monete, i grafici storici e studiare eventuali possibilità di andamento nel breve o medio periodo.

Il rischio sistematico

Il rischio sistematico è una tipologia di rischio insita nel mercato e, pertanto, non eliminabile. Il mercato, infatti, è caratterizzato da oscillazioni continue, alcune prevedibili, altre no: proprio per questo motivo, le operazioni di speculazione, anche le più studiate, controllate e accurate, sono sempre rischiose. Si può quindi parlare di basso rischio, ma non si può pensare di effettuare un investimento a rischio nullo.

Il rischio sistematico può essere calcolato in maniera statistica, tenendo conto degli andamenti del mercato nel tempo: si potrà quindi verificare quale sia la deviazione standard, ossia la volatilità di un mercato proprio grazie a quelli che sono gli andamenti storici, calcolabili in range di periodi più o meno lunghi. Un mercato con una volatilità bassa è sicuramente meno rischioso di un mercato ad elevata volatilità ma, come già detto, rischio basso non significa rischio nullo.

Il rischio del gestore

Questa tipologia di rischio è associata alla presenza di un gestore del portafoglio degli investitori, ad esempio in casi di fondi comuni. Non tutti i gestori operano nello stesso modo o fanno le stesse scelte: alcuni, più esperti o particolarmente intuitivi, riescono a garantire investimenti più profittevoli di altri.

Si tratta di un rischio poco controllabile dall’investitore perché questi non sempre è a conoscenza di chi gestisce i propri fondi; inoltre può accadere che l’azienda di gestione, sia essa una banca o altro istituto finanziario, abbia più personale che opera sullo stesso fondo per cui non è detto che le operazioni di investimento vengono svolte sempre dalla stessa persona. In termini specifici, tuttavia, in questa situazione particolare è più corretto parlare di incertezza che di rischio.

Un particolare strumento finanziario: gli ETF

Tra gli strumenti finanziari più apprezzati in questi ultimi anni ci sono gli ETF, acronimo per Exchange Traded Funds. Si tratta di uno strumento a gestione passiva, il che significa che si lega a un indice azionario preesistente dal quale traggono il proprio valore finanziario. Come si comprende dal nome, gli ETF sono dei fondi e, pertanto, quando si investe in un EFT in realtà si sta effettuando una differenziazione di investimenti, ossia non si opera in un solo mercato, ma in più titoli, azioni e mercati. Il fondo viene gestito da un professionista del settore che definirà le tecniche e le strategie più adatte a far fruttare il fondo e a far crescere il capitale investito.

Gli ETF stanno riscuotendo sempre maggiore successo sia tra i piccoli speculatori sia tra i grandi esperti degli investimenti perché presentano interessanti vantaggi. Il primo è che garantiscono un’elevata liquidità, perché le loro quote possono essere facilmente acquistate o vendute. Un altro aspetto, di particolare rilievo per i piccoli investitori, è quello di essere molto versatile, permettendo a tutti di potervi accedere investendo quanto possibile per acquistare una o più quote che caratterizzano il fondo. Infine, gli ETF rappresentano un tipo di investimento a bassissimo rischio, per cui sono molto apprezzati anche da quanti si affacciano per la prima volta nel mondo delle speculazioni.

Come già evidenziato, gli ETF sono fondi a gestione passiva, ossia replicano l’andamento o il prezzo di determinato asset. Per questo motivo, quando scegli di investire in un EFT, già saprai quale sarà il valore dell’investimento in quanto è lo stesso di quello dell’indice, della materia prima, dell’azione o di un altro asset selezionato.

Inoltre, essendo la gestione passiva, il gestore del fondo non avrà la possibilità di influire sulle scelte di investimento. Questo significa che viene annullato il rischio del gestore perché l’andamento del fondo dipenderà solo dall’andamento dell’asset scelto e non da chi lo dirige. Naturalmente, è fondamentale valutare con cura quale tipo di ETF prendere in considerazione: oggi sul mercato ve ne sono infatti un numero molto elevato, solo la Borsa Italiana ne prevede circa mille! Pertanto, quando non si ha la giusta esperienza per selezionare in maniera consapevole, è fondamentale rivolgersi a un esprto del settore per avere le giuste indicazioni sugli ETF più idonei alle proprie esigenze di investimento. Noi di IoInvesto SCF possiamo aiutarti a selezionare la tipologia di investimento che meglio si adatta alle tue necessità. Richiedi una consulenza gratuita per definire il tipo di fondo, la strategia e il capitale da investire in maniera sicura e a basso rischio.

Per concludere

Gli strumenti finanziari rappresentano tutti quei prodotti che permettono di effettuare investimenti all’interno dei diversi mercati. Conoscerne le caratteristiche principali ti permetterà di selezionare meglio quelli più adatti alle tue necessità di investimento nonché a definire le strategie idonee all’incremento del tuo capitale.

Si tratta tuttavia di parametri complessi per cui è fondamentale, prima di utilizzarli, avere una chiara panoramica sulle differenti caratteristiche, sui punti di forza e le criticità nonché sul rischio di ciascuno di loro. Se sei alle prime armi, evita di rischiare il tuo capitale ma rivolgiti a un consulente esperto per una valutazione gratuita. Contattaci per ulteriori informazioni!

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