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Cosa sono gli strumenti finanziari e perché devi conoscerli

Sono numerosi gli strumenti finanziari in cui oggi è possibile investire, ciascuno con rischi e rendimenti diversi.

Comprenderli può aiutarti a prendere le giuste decisioni quando scegli dove investire i tuoi soldi.

In questo articolo discuteremo dei diversi tipi e di come funzionano.

Ioinvesto.net fa il punto e spiega tutto quello che devi sapere sugli asset a tua disposizione per far crescere il capitale.

Cosa si intende con strumenti finanziari?

I prodotti o strumenti finanziari sono contratti, che vengono negoziati sui mercati dei capitali.

Possono essere quotati o meno.

Il mercato dei capitali è il luogo d’incontro di agenti con capacità finanziaria (investitori di ogni tipo) e altri soggetti bisognosi di finanziamento (emittenti): gli emittenti si dirigono verso il mercato dei capitali per raccogliere nuovi fondi e finanziare progetti, sviluppare le loro attività, etc.

Gli investitori (persone fisiche, giuridiche o istituzioni) con liquidità in eccesso acquistano strumenti finanziari presenti sul mercato dei capitali per beneficiare del potenziale rendimento offerto.

Uno strumento finanziario costituisce il mezzo attraverso il quale emittenti e investitori effettuano operazioni sul mercato.

Gli strumenti finanziari conferiscono ai loro possessori un certo numero di diritti pecuniari e non patrimoniali e sono accompagnati da obblighi.

L’obiettivo principale di un investimento in strumenti finanziari è quello di ottenere un rendimento (guadagno finanziario), accettando di sostenere i rischi associati allo strumento.

Quanti tipi di strumenti finanziari esistono?

Sono considerati strumenti finanziari:

  • azioni e titoli
  • obbligazioni e titoli di debito
  • quote o azioni di Sicav e fondi comuni di investimento
  • strumenti finanziari a termine (opzioni, swap, warrant, ecc.).

Titoli, azioni e obbligazioni sono anche detti strumenti finanziari non complessi.

La tabella qui sotto indica una prima grossolana distinzione tra classi di strumenti finanziari.

Fonte: https://www.pinterest.it/pin/what-is-a-financial-instrument-definition-and-examples-market-business-news–170855379602935712/

Classificazione degli strumenti finanziari per rischio

Esistono diversi modi per classificare questi prodotti. Quello più utile per gli investitori è basato sul rischio.

Si distinguono, dunque:

  • investimenti con capitale garantito: al termine del periodo di investimento, l’investitore recupera l’importo impegnato inizialmente, maggiorato di una certa ipercentuale di interessi (in caso di sviluppi positivi). Tra gli strumenti finanziari che rientrano in questa categoria ci sono i conti fruttiferi, i contratti di capitalizzazione, i fondi comuni di investimento con capitale garantito al 100%, etc.
  • investimenti a basso rischio: la probabilità che l’investitore recuperi in tutto o in parte il suo capitale alla fine del periodo di risparmio è alta. L’assunzione di rischio limitatanviene ricompensata con la promessa di una remunerazione più elevata. Gli strumenti finanziari trattati in questa sezione corrispondono, ad esempio, ai fondi comuni di investimento a capitale parzialmente garantito, monetari, etc.
  • investimenti a medio o alto rischio: in cambio di una significativa prospettiva di guadagno, l’investitore corre il rischio di perdere tutto il suo capitale. Tra i principali strumenti finanziari elencati in questa sezione rientrano le azioni o OICR partecipativi (SICAV, fondi comuni di investimento, etc.)
  • investimenti ad altissimo rischio: questo tipo di investimento comprende i derivati, è riservato agli investitori informati, perché la perdita potenziale massima può superare il capitale investito.

In definitiva, gli investimenti sono uno strumento utile per aumentare il proprio reddito e proteggere il patrimonio.

Sebbene ognuno di loro comporti un certo livello di rischio, alcuni sono più pericolosi di altri.

Vuoi saperne di più? Accedi al caveau degli investimenti di Ioinvesto o chiedi un consulto gratuito con un professionista.

Strumenti finanziari: come funzionano

Gli strumenti finanziari sono negoziati sul mercato dei capitali.

In generale, in ogni mercato ci sono nuovi e usati. Bene, lo stesso principio si applica alle piazze finanziarie, dove strumenti finanziari di qualsiasi natura possono essere emessi, acquistati e poi rivenduti.

Mercato primario

È la piazza sulla quale gli emittenti di strumenti finanziari offrono per la prima volta titoli (principalmente azioni o obbligazioni) agli investitori, in cambio di capitale.

Le forme più conosciute di prima offerta di titoli sono le IPO e gli aumenti di capitale.

Il prezzo è generalmente fissato dall’emittente dei titoli e gli investitori lo sottoscrivono. Il tasso dl allocazione dipende dalla domanda e dall’offerta ed è limitato all’importo dell’emissione.

Mercato secondario

Qui vengono scambiati titoli già emessi (di seconda mano), sia mediante confronto tra domanda e offerta, sia tramite trattativa diretta. il prezzo varia a seconda dello stato della domanda e dell’offerta. Diversi fattori possono influenzarlo:

  • informazioni importanti sulla società emittente
  • presentazione dei risultati dell’azienda
  • raccomandazioni degli analisti finanziari
  • liquidità del titolo, etc.

Strumenti finanziari: i titoli azionari

I titoli azionari danno accesso a una frazione del capitale e ad altri diritti riservati ai loro possessori.

I più popolari sono le azioni. Ce ne sono altri, ma sono poco diffusi, ovvero:

  • certificati di investimento
  • certificati di diritto di voto
  • warrant di sottoscrizione.

Cos’è un’azione?

Un’azione è un titolo di proprietà (o di capitale) che rappresenta una porzione di azienda. Può essere nominativa o al portatore.

Se detieni azioni di una società, questo ti rende proprietario di una frazione del capitale dell’azienda e ti conferisce un certo numero di diritti tra cui:

  • il diritto al dividendo: i dividendi rappresentano il compenso che la società ti pagherà come reddito dalle tue azioni. L’importo e la data di pagamento del dividendo vengono stabiliti dall’assemblea generale degli azionisti
  • il diritto all’informazione: l’emittente delle azioni ha l’obbligo di fornirti un certo numero di documenti sulla situazione della società (bilancio, conto entrate e uscite, relazione di gestione, dei revisori, etc.)
  • il diritto di votare: possedere azioni di una società ti dà il diritto di voto nelle assemblee generali.
  • il diritto a una quota proporzionale del patrimonio di una società: in caso di liquidazione, ti spetta una porzione del capitale sociale (quota del patrimonio che ritorna agli azionisti dopo il pagamento dei creditori).

Certificato di investimento

È uno strumento finanziario che, come un’azione, rappresenta una frazione del capitale di una società. A differenza di un’azione, questo titolo di proprietà dà diritto al dividendo, ma toglie il diritto di voto al suo detentore.

Certificato del diritto di voto

È un titolo finanziario risultante dallo smembramento di un’azione in un certificato di investimento, da un lato, e in un certificato con diritto di voto, dall’altro.

I relativi diritti di voto saranno distribuiti tra gli azionisti di maggioranza, in modo da mantenere il potere all’interno della società.

Plusvalenze o minusvalenze

Oltre ai dividendi, le azioni offrono un ulteriore potenziale di redditività, ovvero le plusvalenze.

Plusvalenze o minusvalenze = Prezzo di vendita – prezzo di acquisto

Rendimento

Quando si investe in azioni, ci sono due concetti importanti da conoscere: il rendimento e il rischio.

Il rendimento di un’azione è il reddito che fornisce al suo detentore. La nozione di rischio, invece, si traduce nel fatto che il profitto atteso dall’investitore è ridotto o nullo. In generale, più un investimento è rischioso, maggiore è il suo potenziale rendimento.

In generale:

  • i rendimenti passati non sono garanzia di quelli futuri: se un titolo acquistato da un tuo amico gli ha dato un buon rendimento, ciò non significa necessariamente che sarà così anche per te.
  • l’aumento del prezzo non indica un migliore rendimento: l’interpretazione del rendimento deve tenere conto del prezzo delle azioni, del dividendo nonché di plusvalenze o minusvalenze.

Rischi

Quando si investe in azioni, l’investitore è esposto essenzialmente a 3 tipologie di rischio:

  • perdita di capitale: il valore del tuo investimento in azioni potrebbe diminuire. Quando il prezzo di un titolo scende, l’investitore potrebbe essere costretto a vendere le sue azioni a un prezzo inferiore a quello a cui le ha acquistate, perdendo quindi nel tempo parte del capitale.
  • rischio di liquidità: per un investitore, il rischio di liquidità corrisponde a una situazione in cui diventa difficile rivendere i propri titoli (a causa della mancanza di un potenziale acquirente) al prezzo desiderato. Il rischio di liquidità varia da un titolo all’altro.
  • default: in caso di fallimento della società emittente, l’investitore potrebbe perdere l’intero capitale. Il patrimonio dell’azienda verrà venduto e i debiti dell’azienda avranno la priorità.

Come acquisire le azioni?

Per poter investire è necessario innanzitutto aprire un conto titoli presso un broker finanziario, concretizzato da un accordo di intermediazione.

L’intermediario finanziario può essere una banca o una società mobiliare.

La scelta dell’intermediario

Se sei un investitore principiante, la tua conoscenza del mercato dei capitali è limitata o il tuo tempo non ti consente di monitorare da vicino i tuoi investimenti, rivolgiti a un gestore di portafoglio.

Se sei un investitore esperto (capacità di analisi, monitoraggio del portafoglio, ecc.) puoi investire direttamente tramite una società di intermediazione o la tua filiale bancaria.

Il mercato azionario online

È possibile abbonarsi ad un servizio di borsa on-line che consente la trasmissione e la gestione degli ordini, tramite una piattaforma internet.

Questo canale ti offre una maggiore flessibilità poiché potrai effettuare ordini di borsa in modo continuo e monitorarne l’esecuzione in tempo reale. Questo servizio, tuttavia, presenta alcune restrizioni pensate per proteggerti e limitare i rischi operativi (capping, stop loss, ecc.).

Vuoi capire come far fruttare i tuo capitale? Chiedi un’analisi gratuita della tua situazione finanziaria a un consulente di Ioinvesto.net.

Strumenti finanziari: titoli di debito

Rappresentano un credito che, in qualità di detentore, hai verso l’emittente (Stato o società). Hai, quindi, diritto al rimborso del valore del titolo, all’informazione e a ricevere una remunerazione sotto forma di interessi (detti anche cedole).

Cos’è un’obbligazione

Consentono a un emittente di prendere in prestito denaro sui mercati finanziari. Possono essere:

  • buoni del Tesoro: emessi da uno Stato (attraverso il Ministero del Tesoro)
  • titoli di debito rilasciati da determinate categorie di emittenti e disciplinati da una legge specifica.

A differenza di un’azione, che offre al suo acquirente una quota del capitale della società, un’obbligazione rende l’investitore un creditore nei confronti dell’emittente.

Il suo acquisto comporta la percezione di interessi, chiamati cedole, come remunerazione di questo prestito.

Al termine previsto, l’emittente ti rimborserà l’importo preso in prestito.

Le obbligazioni possono essere quotate in borsa, dandoti l’opportunità di negoziarle prima della scadenza.

Inoltre:

  • il valore nominale: è l’importo utilizzato come base per il calcolo degli interessi
  • il prezzo di emissione: è quello pagato dal sottoscrittore. Può essere diverso dal valore nominale.
  • il premio di rimborso: in caso di rimborso alla pari, le obbligazioni vengono rimborsate al valore nominale. Per rendere più appetibile un investimento, può accadere che un’obbligazione venga rimborsata a un prezzo superiore rispetto al suo valore nominale. Questo è chiamato premio di rimborso.
  • data di beneficio: giorno in cui iniziano a maturare gli interessi.
  • scadenza: periodo (anno, mese o trimestre) al termine del quale il capitale ti sarà interamente rimborsato.
  • tasso facciale (o nominale): remunerazione pagata al titolare del titolo.
  • premio di rischio: remunera il divario di rischio tra un investimento in obbligazioni sovrane (buoni del Tesoro) e un investimento ritenuto più rischioso.
  • modalità di rimborso delle obbligazioni: il rimborso delle obbligazioni viene effettuato secondo quanto riportato nei documenti informativi o nel contratto di emissione , ma, in generale può avvenire con tre diverse modalità, salvo il caso di obbligazioni perpetue.

Tipi di obbligazioni

Le obbligazioni possono essere:

  • convertibili in azioni: offrono la possibilità, se lo desideri, di convertirle in azioni secondo una parità specifica.
  • rimborsabili in azioni: in quanto detentore, e secondo una parità prefissata, le tue obbligazioni saranno rimborsate in azioni della società alla scadenza.
  • subordinate: vengono rimborsate per ultime in caso di liquidazione o fallimento. I creditori, come gli obbligazionisti ordinari, hanno la priorità.
  • perpetue: titoli di debito senza data di scadenza. L’investitore riceve interessi a tempo indeterminato.
  • zero coupon: non sono soggette alla distribuzione di cedole per tutta la loro durata. Il capitale e le cedole verranno rimborsati alla scadenza. Il prezzo di emissione è generalmente inferiore, per rimanere attraente per l’investitore.
  • a tasso fisso: producono interessi fissi per tutta la durata del prestito.
  • a tasso rivedibile/variabile: il loro tasso di interesse viene ricalcolato periodicamente sulla base di un indice di riferimento, al quale viene aggiunto un premio per il rischio.

Rendimento

Esistono due tipologie di rendimento:

  • corrente: corrisponde al rapporto tra la cedola periodica e il prezzo dell’obbligazione al tempo T.
  • attuariale: è la redditività ottenuta mantenendo l’obbligazione fino alla scadenza e reinvestendo gli interessi.

Rischi

Se investi in obbligazioni, sei esposto essenzialmente a 3 tipologie di rischi:

  • default/credito: chiamato anche rischio emittente. Rappresenta la capacità dell’emittente di onorare i propri impegni (pagamento degli interessi e rimborso del capitale).
  • rischio di tasso di interesse: nei mercati finanziari, un investitore può subire perdite sul suo investimento quando il tasso di interesse cambia. Esiste una relazione inversa tra il tasso di interesse e il prezzo dell’obbligazione. Se i tassi di interesse nel mercato aumentano, il prezzo dell’obbligazione scende e viceversa.
  • rischio di liquidità: lo affronta l’investitore se non riesce a trovare una controparte per vendere l’obbligazione.

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Strumenti finanziari: i fondi di investimento

Ne esistono di 3 tipologie:

Fondo comune

È un portafoglio che raccoglie il denaro di molti investitori. È gestito da professionisti, che scelgono gli investimenti appropriati. Tutti i fondi sono tenuti a rispettare determinate linee guida. La loro performance può variare notevolmente a seconda delle competenze del gestore.

Fondo di investimento immobiliare

Un Real Estate Investment Trust o REIT è una società che possiede centri commerciali, uffici, fabbriche o hotel. L’obiettivo dei REIT è trovare beni immobili da affittare e acquistare per generare plusvalenze e redditi per gli investitori.

Fondi di investimento locali

Consentono di sostenere imprese locali per rilanciare l’economia.

Si tratta principalmente di un investimento in esenzione fiscale, poiché consente di ridurre il reddito imponibile in modo attrattivo per i privati.

Devono essere composti per almeno il 70% da titoli di PMI europee che svolgono la propria attività prevalentemente in un’area determinata dal gestore e limitata a quattro regioni adiacenti.

Strumenti finanziari alternativi

Comprendono gli investimenti in criptovalute o in start up.

Questi ultimi sono detti anche partecipativi. In pratica, queste società emettono titoli che, una volta venduti, permettono loro di reperire le risorse finanziarie necessarie a realizzare progetti.

L’emissione, tuttavia, non equivale a una rinuncia di quote della società, e, dunque, ai diritti di governance.

Vuoi conoscerli meglio? Consulta le risorse gratuite di Ioinvesto.it.

Strumenti finanziari complessi

Richiedono conoscenze tecniche per essere scambiati.

La loro valutazione non risulta esclusivamente o direttamente dal confronto tra domanda e offerta, ma vengono presi in considerazione altri indicatori, come ad esempio l’evoluzione di un sottostante.

Uno strumento complesso, dunque, non fa riferimento al prezzo di mercato, ma a un modello. Ne fanno parte derivati e i CFD (Contratti per Differenza).

Cosa sono i derivati?

Sono prodotti finanziari, il cui valore varia a seconda dell’evoluzione di un asset, denominato sottostante.

Inizialmente, ​​furono creati per consentire alle aziende di proteggersi da diversi rischi: mercato, liquidità, controparte, rischio politico, etc, ma il loro ruolo è stato messo in discussione durante la crisi finanziaria del 2008.

La quantità eccezionale di prodotti derivati ​​è colossale e rappresenta oltre 10 volte il PIL globale.

Il loro regolamento viene effettuato a una data futura. Sono negoziati sui mercati OTC.

Si tratta di un contratto tra 2 parti, un acquirente e un venditore, basato sul comportamento di un asset sottostante. Questo sottostante può essere un titolo, un indice, una valuta, un tasso di interesse, una merce agricola, un metallo, ecc.

La Borsa di Milano consente la negoziazione di 3 principali categorie di derivati:

  • futures e opzioni su indici (Ftse Mib 40);
  • opzioni su azioni
  • materie prime.

Il grafico qui sotto illustra il mercato degli strumenti complessi:

Fonte: kfknowledgebank.kaplan.co.uk

La maggior parte delle transazioni (circa 80%) ​​avviene over-the-counter, cioè bilateralmente tra due controparti e non attraverso un mercato organizzato.

I derivati ​​formano una famiglia estremamente diversificata, che comprende:

  • opzioni
  • futures su azioni
  • CFD
  • ETF o tracker
  • warrant
  • certificati
  • contratti (future)

Le 3 categorie più importanti sono opzioni, warrant e futures .

In particolare, i warrant sono emessi da un istituto bancario e non da co-contraenti, come nel caso di un’opzione.

Dotati di leva finanziaria, vengono negoziati in Borsa: danno al possessore il diritto, ma non l’obbligo, di acquistare (warrant call) o vendere ( warrant put) un’attività sottostante a un prezzo determinato in anticipo o fino ad una determinata data (scadenza).

Trascorso tale termine, il diritto cessa.

Per acquistare un warrant, un investitore paga un premio che, nella stragrande maggioranza dei casi, è molto inferiore a quello dell’asset sottostante. A differenza di un’opzione, non è possibile vendere un warrant allo scoperto.

I contratti futures sono, invece, prodotti standardizzati che consentono di acquistare o vendere una quantità specifica di un’attività sottostante a una data di scadenza e a un prezzo prestabilito.

A differenza delle opzioni e dei warrant, costituiscono un impegno: l’investitore acquisterà l’attività sottostante al prezzo concordato alla data di scadenza.

Da parte sua, il venditore consegnerà l’attività sottostante o il suo equivalente in contanti alla scadenza.

Con questa formula, gli investitori che anticipano il rialzo del sottostante assumono una posizione long, impegnandosi ad acquistarlo mentre i venditori, che fanno la scommessa opposta, assumono una posizione short, obbligandoli a consegnarlo.

I derivati ​​consentono di gestire i rischi economici e finanziari legati a variazioni sfavorevoli del prezzo delle attività sottostanti.

Fissando fin dall’inizio il costo di alcuni attivi che saranno acquistati o venduti in un secondo momento, forniscono all’investitore una copertura contro il rischio.

I derivati, come futures, opzioni e swap, limitano il rischio finanziario proteggendo da fluttuazioni intempestive dei tassi di cambio, dei tassi di interesse o dei prezzi delle materie prime.

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