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Cos’è l’indice FTSE MIB?

Cos’è l’indice FTSE MIB?

Composto dalle 40 aziende italiane a più grande capitalizzazione, il FTSE MIB (acronimo di Financial Times Stock Exchange Milano Indice di Borsa) rappresenta il principale benchmark del mercato azionario italiano e riveste da solo l’80% della capitalizzazione del mercato italiano.

Creato nel 2009, la sua composizione interna viene verificata (e nel caso modificata) a cadenza trimestrale nei mesi di marzo, giugno, settembre e dicembre.

Questa operazione serve a garantire l’uniformità dell’indice e la sua rappresentatività del mercato italiano.

Con 400 miliardi di euro di dimensione, le singole aziende che lo compongono non possono infatti superare il 15% del valore dell’indice, misura volta ad evitare un’eccessiva preponderanza di una società rispetto alle altre.

i questi 400 miliardi, l’azienda meno capitalizzata ne conta 650 milioni di euro.

La più grande tocca i 47 miliardi di euro di capitalizzazione, con una capitalizzazione media di circa 10 miliardi di euro per azienda.

Va notato, tuttavia, come solo le prime 10 società componenti l’indice rappresentino circa il 65% dell’intero FTSE MIB.

Di conseguenza le loro oscillazioni di prezzo influiranno molto sulla quotazione dell’indice.

Di forte interesse, contestualmente, è l’analisi dei settori principali che compongono l’indice.

Primo tra tutti, il comparto bancario che pesa per il 18,5% sulla quotazione del FTSE MIB.

Seguono per peso i settori delle utilities e dell’energia, rispettivamente al 16,5% e 13,8%.

Il settore automobilistico, poi, arriva al 13,2% mentre il comparto relativo ai beni e servizi industriali tocca “solo” il 12,1%.

Insomma, appare evidente come il FTSE MIB rappresenti un indice ben diversificato in termini settoriali.

Come tenersi aggiornati?

Il monitoraggio del FTSE MIB è di fondamentale importanza per tutti coloro che decidano di operare sul settore italiano. 

Che si sia un investitore inesperto o un professionista della finanza, monitorare l’andamento dell’indice italiano risulta non solo utile, ma addirittura necessario per meglio comprendere i movimenti di mercato delle aziende del Bel Paese.

Una delle domande che mi sento più spesso fare dagli investitori che si approcciano al mercato italiano è “ma quanto vale il FTSE MIB oggi?”.

O ancora “dove posso trovare le quotazioni del FTSE MIB?”.

Per chi non fosse pratico di software di analisi dei mercati, è possibile trovare la quotazione del FTSE MIB aggiornata in tempo reale con relativo grafico sul sito di BorsaItaliana.

Essendo un indice che ingloba le aziende italiane più capitalizzate, le sue oscillazioni saranno direttamente correlate a quelle delle aziende sottostanti.

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Sì ma… ha senso investirci?

Abbiamo visto le caratteristiche dell’indice di riferimento del mercato italiano.

A questo punto la domanda sorge spontanea: ha senso investire nel FTSE MIB?

La risposta è… dipende da quale scopo ci prefiggiamo.

L’indice FTSE MIB, per sua conformazione, rappresenta il “meglio” del settore societario italiano, come l’S&P 500 rappresenta il top del mercato azionario americano.

Ma mentre il secondo investe in TUTTA l’America, il primo è considerabile “settoriale” investendo in una sola porzione del mercato europeo.

Sarebbe tuttavia avventato investire basando la nostra decisione solo su questo punto.

La prima domanda che dovrebbe sorgere spontanea ad un bravo investitore è: a che esigenza di investimento voglio far fronte investendo nel panorama italiano?

Voglio ottenere una diversificazione geografica del mio portafoglio

O voglio investire su aziende “di casa”, vicine e che hanno un impatto quotidiano sul mio Paese?

Come potete vedere, il rischio di cadere nell’home bias (l’errore che ci porta ad investire in aziende e settori vicini geograficamente a noi solo perché li conosciamo nel nostro vissuto quotidiano) è grande e rischia di allontanarci da un corretto processo di investimento.

Per ogni investimento dobbiamo sempre chiederci: a cosa mi serve e cosa miro a raggiungere con questo strumento?

Rispondendo a queste domande la decisione sarà abbastanza chiara.

Indice FTSE Mib: conclusioni e spunti

Quando si parla di Paese natale, si sa, noi italiani tendiamo a farci fuorviare dalla situazione che vediamo quotidianamente dando per scontato che alcune aziende nostrane siano sicure perché “le vediamo ogni giorno”.

Purtroppo, di fatto, il FTSE MIB può essere considerato un indice ad alto rischio specifico: sto parlando ovviamente del rischio Italia, tanto temuto e allo stesso ignorato da molti investitori.

Infatti, solo quando le cose vanno male, le persone iniziano a comprendere di essersi esposte troppo al mercato italiano.

Ma quando il governo cade, o quando c’è lo spettro di una “patrimoniale”, solo allora i famosi BTP, le Enel, Saipem o Intesa di turno diventano “pericolose”.

Insomma, i momenti di crisi mostrano quanto abbiamo sottovalutato il rischio nella creazione del nostro portafoglio.

Quotidianamente, poi, analizziamo portafogli zeppi di aziende italiane dai pessimi fondamentali acquistate sulla base del “tanto non può fallire”.

Ancora di più, bisogna considerare come i residenti in Italia sono già esposti a rischio di investimento sul suolo italiano.

Stipendio o pensione, casa, lavoro, beni: tutti questi si trovano in Italia.

Se dovesse comparire uno scossone finanziario come ad esempio il default (cui, ricordiamolo, non siamo immuni) tutti questi asset ne risentirebbero.

Perché quindi esporsi ancora di più alla stessa fonte di rischio, quando uno dei capisaldi dell’investimento è la diversificazione?

In questo ambito, l’aiuto di un consulente finanziario indipendente che possa avere un distacco emotivo dal patriottismo in ambito di investimento o che possa conoscere i bias comportamentali (ed evitarli) è quanto mai essenziale.

Tutela i tuoi risparmi: affidati ad un consulente che possa aiutarti a prendere coscienza di errori che possono, un domani, rivelarsi costosi.

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