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Differenza tra token e criptovaluta

Qual è la differenza tra differenza tra token e criptovaluta?

La differenza tra una Coin ed un Token è per certi versi un dettaglio e per altri invece questione molto importante

Ma di certo è un concetto non basilare che richiede di essere a conoscenza di alcuni concetti.

Per comprendere la differenza è quindi importante partire dalle basi per poi addentrarci nel dettaglio in questione.

Cosa sono i token: la tecnologia

Naturalmente il primo passo da cui partire è la tecnologia alla base del mondo delle criptovalute, la blockchain!

Quindi cos’è la blockchain token?

Viene definita come un “registro distribuito”, ossia un database con alcune caratteristiche che lo differenziano dalla maggior parte dei database a cui siamo abituati.

Le peculiarità ed il funzionamento di questo database richiederebbero un articolo dedicato per scendere nel dettaglio, per cui ci limiteremo ad elencare quelle caratteristiche di base che lo rendono così interessante:

  • Decentralizzato
  • Sicuro
  • Trasparente

In primo luogo viene definito distribuito, o decentralizzato, poiché viene custodito ed aggiornato in tempo reale per tutti coloro che ne detengono una copia.

I detentori delle copie sono un numero indefinito, infatti chiunque voglia possederne una è potenzialmente abilitato a farlo.

Altra caratteristica di questo database è il fatto di essere di pubblico dominio (è sempre on-line), ed in gergo i detentori delle copie vengono chiamati Nodi.

Assicurare l’accesso a chiunque voglia controllarne le transazioni, in qualsiasi momento è la risposta della blockchain alla richiesta di trasparenza e tracciabilità che il mondo moderno richiede.

Ultimo, ma non per importanza, è l’aspetto della sicurezza. Questo aspetto fondamentale viene garantito dal funzionamento del database stesso, che incapsula le informazioni detenute nell’unità fondamentale, i cosiddetti blocchi, nell’unità successiva.

In questo modo le informazioni vengono riportate in ogni blocco successivo, garantendo di fatto l’impossibilità di andare a modificare le informazioni contenute in un blocco a monte della catena.

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La funzione delle criptovalute nell’ecosistema

Benissimo, ma in tutto questo non abbiamo fatto ancora il minimo cenno alle criptovalute.

Quindi dove si collocano in questo processo?

Le criptovalute sono unità di valore digitale che nascono per funzionare esclusivamente sull’infrastruttura della blockchain.

Dalla stessa ereditano alcune caratteristiche che le rendono molto differenti dalle valute tradizionali con le quali siamo abituati a svolgere le transazioni quotidiane.

Alcune di queste caratteristiche sono la decentralizzazione, l’impossibilità di contraffazione e “double-spending”.

Il “capostipite” di questo nuovo veicolo di valore è Bitcoin, che nasce con un progetto semplice ma ambizioso.

Ossia permettere a chiunque di accedere ad una valuta che non sia soggetta a restrizioni di tipo territoriale o di permessi di spesa che implichino più di due entità, ossia l’eliminazione di qualsiasi intermediario.

Differenza tra token e coin

Possiamo adesso finalmente addentrarci nel topic principale dell’articolo.

Finalmente parliamo della differenza tra Coin e Token!

A primo impatto potrebbero sembrare la medesima cosa, in realtà è possibile visualizzare la differenza sotto forma di insiemistica.

In sostanza è corretto affermare che le coin siano anche dei token ma non il contrario!

Le Coin sono unità di valore digitale native della blockchain per cui sono state create, mentre un Token si basa su una blockchain pre-esistente per permettere agli utenti di sfruttare le sue peculiarità.

In linea di massima i token nascono per adempiere a funzioni particolari.

Al momento tra le principali ci sono gli utility-token, che hanno la funzione di permettere la fruizione di alcuni servizi, ed i security-token.

Questi possono essere definiti come la controparte cripto di asset finanziari classici che rendono eleggibili ad ottenere una parte del profitto della piattaforma emittente.

Importante sottolineare la possibilità da parte degli sviluppatori di un progetto di dare avvio allo stesso partendo da un token e raccogliere capitali da una ICO, per poi procedere allo sviluppo della blockchain proprietaria.

A quel punto è possibile “migrare” i token dalla blockchain di supporto alla blockchain “nativa” così da cambiare lo status della criptovaluta in esame da token a coin!

Qualche esempio pratico

Per rendere la differenza ancora più chiara è bene fare qualche esempio pratico.

Andando a prendere in esame le criptovalute più famose e rilevanti anche per capitalizzazione, al primo posto non possiamo che trovare Bitcoin.

Bitcoin è nata ed è tutt’oggi una coin vera e propria, essendo l’unità di valore digitale legata all’omonima blockchain.

Altro esempio tra i big del settore è Ether, coin nativa della blockchain Ethereum.

Parlando invece dei token i più famosi in generale sono le stablecoin.

Possiamo prendere ad esempio Tether, meglio conosciuta come USDT.

Lo scopo di questo particolare token è quello di mantenere un valore costante nel tempo.

Inoltre questo valore è ben preciso, infatti l’idea su cui si basa è di un ancoraggio al valore del dollaro, garantito dai dollari effettivi che la società emittente (Tether Limited Inc.).

Sono token anche tutte quelle criptovalute definite ERC-20, ossia che sfruttano uno standard funzionante sulla blockchain Ethereum.

Quanto vale un token?

Quando parliamo del valore di una coin o di un token è bene distinguere tra il valore intrinseco ed il prezzo.

Per valore intrinseco si intende quel valore fornito dall’utilità della criptovaluta in questione e dalla bontà del progetto di cui fa parte.

A farla da padrone però è il prezzo, ossia il controvalore di qualsiasi criptovaluta in termini di valute tradizionali.

Questo prezzo è spesso scollegato dal suo valore intrinseco, ed è oggetto di forti movimenti speculativi essendo dettato unicamente dall’incontro tra domanda ed offerta!

Questo è il motivo per cui valutare un investimento in questa tipologia di asset esclusivamente basandosi sul prezzo è una pessima decisione!

Non è raro infatti assistere ad eventi di “Pump&Dump” in cui un movimento coordinato di investitori pompano il prezzo di una piccola criptovaluta spingendo molti altri investitori meno consapevoli ad entrare per paura di perdere il treno.

Per poi lasciarli col cerino in mano una volta raggiunto un prezzo target e realizzato un importante profitto.

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Differenza tra token e criptovaluta: conclusioni

La raccomandazione finale è sempre quella di conoscere ed approfondire qualsiasi strumento prima di investirci.

Capirne il funzionamento, le caratteristiche, i vantaggi e soprattutto i rischi connessi ci permette di maneggiare in maniera appropriata qualsiasi asset.

Investire, o peggio speculare, su un asset di cui non comprendiamo appieno le dinamiche potrebbe avere conseguenze disastrose per il nostro portafoglio finanche a esporci a perdite di capitale di cui nemmeno disponiamo.

Specialmente in un mondo particolare come quello delle criptovalute, caratterizzato da una volatilità estrema, è talmente importante da dare vita ad un acronimo DYOR.

Sigla che sta per Do Your Own Research, ossia “Fai la tua ricerca” ed è una sorta di mantra nel settore delle crypto.

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