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Cos’è e come funziona l’Economic MOAT?

“Economic Moat”, letteralmente “FOSSATO Economico”. Si riferisce alla capacità che hanno le aziende, viste come un castello, di resistere nel tempo agli attacchi esterni della concorrenza, grazie al proprio fossato di difesa.

L’Economic Moat è un concetto:

  • molto caro a Warren Buffet, uno dei più grandi investitori al mondo;
  • utilizzato nelle proprie analisi da Morningstar, società leader nella ricerca finanziaria indipendente.

In questo articolo capiremo di cosa si tratta e quali benefici può portare negli investimenti.

Significato di Economic Moat 

Moat in inglese significa fossato. Il fossato di un castello è la prima e forse più importante opera difensiva. Se paragoniamo un’azienda a un castello, capisci subito che il suo Economic Moat è qualcosa che la protegge da minacce esterne. In particolare, protegge dalle altre aziende del suo stesso settore, i concorrenti. Queste, infatti, potrebbero “rubarle” la scena e quindi i clienti, arrecando un danno economico.

L’Economic Moat è proprio quel vantaggio competitivo che permette all’azienda di trasformare in modo duraturo il capitale investito in profitti superiori a quelli dei competitors. L’Economic Moat di un’azienda diventa tanto più ampio quanto più essa riesce a:

  • ottenere un guadagno dai propri prodotti e servizi, a parità di soldi spesi per produrli,
  • mantenere tali profitti per un lungo periodo di tempo.

Perché avere un grande Economic Moat è importante? Per sopravvivere nel libero mercato. Di fatti, se un determinato settore risulta redditizio molti cercheranno di entrarvi, per trarne profitto.

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Qual è un esempio di Economic Moat?

Ce ne sono parecchi di esempi di Economic Moat che proteggono un’azienda dall’assalto dei competitors. Basti pensare a una marca famosa che su una comune maglietta la rende più desiderabile al pubblico e ne aumenta il prezzo.

Le fonti del vantaggio competitivo (Economic Moat) di un’azienda sono le più svariate, ma le possiamo classificare in 5 tipologie:

  1. vantaggio di costo;
  2. economie di scala;
  3. effetto network;
  4. costi di switch;
  5. beni immateriali.

Descriviamo una per una queste 5 sorgenti di Economic Moat.

1. Vantaggio di costo

Le imprese, che sostengono per qualsiasi motivo costi più bassi rispetto ai concorrenti, non possono che avere un vantaggio competitivo, rafforzando il proprio Economic Moat.

Ciò, infatti, permette loro di vendere prodotti e servizi allo stesso prezzo o a un prezzo più basso rispetto a quello dei loro competitors, ricavandone maggiori guadagni.

I costi a cui si fa riferimento sono, ad esempio, quelli relativi:

  • alle materie prime;
  • al trasporto;
  • alle tasse.

Basti pensare ad aziende situate in regioni ricche di materie prime a basso costo o con particolari agevolazioni fiscali.

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2. Economie di scala

Altri vantaggi di costo che vanno a incrementare l’Economic Moat di un’azienda sono dati dalle cosiddette “economie di scala”. Esse si realizzano quando l’impresa raggiunge grandi dimensioni. I vantaggi che ne conseguono sono i seguenti:

  • potere d’acquisto: possibilità di ottenere prezzi favorevoli dai fornitori;
  • alti volumi di produzione: si spende meno per produrre la stessa quantità di prodotti;
  • capacità di trasporto: più ogni spedizione è “carica” più si risparmia;
  • finanziamenti a basso costo;
  • ricerca e sviluppo più efficace;
  • pubblicità e marketing più capillare e a basso costo;
  • costi di affitto e manutenzione favorevoli.

In questo caso, l’Economic Moat per l’azienda è dato dal fatto che, per entrare in quel mercato, occorrono forti investimenti iniziali, che solo pochi sono in grado di sostenere.

I settori più comuni in cui si manifesta tale barriera all’ingresso sono le utility, le ferrovie e gli aeroporti. Pensiamo a una società energetica che costruisce un gasdotto in un certo territorio. Una volta costruito, i concorrenti hanno poche possibilità per entrare nel mercato perché:

  • le utenze gas del territorio sono già ben servite da quella infrastruttura (dimensioni del mercato ridotte) e
  • i capitali iniziali da investire sono ingenti (non tutti possono permetterselo).

3. Effetto network

Un elemento che potenzia il “Fossato Economico” è il cosiddetto effetto network (rete). Esso si realizza quando il valore di un prodotto o di un servizio cresce esponenzialmente all’aumentare del numero di utenti.

Inoltre, non solo i nuovi clienti beneficiano dell’aumento del suo valore, ma anche gli utilizzatori già esistenti. Il network che via via si crea può essere di tipo:

  • diretto: es. Meta: gli utilizzatori ne portano altri);
  • indiretto: es. Google: le ricerche dei navigatori fanno migliorare gli algoritmi e portano a risultati più rilevanti per tutti gli utilizzatori, presenti e futuri, creando sempre più attrattiva.

4. Costi di switch

Una potente difesa dalla concorrenza è rappresentata dai costi di cambio o switch. Si tratta dei costi per passare a un altro prodotto / servizio equivalente avente, cioè, la stessa funzione.

I costi di switch costringono i clienti a non cambiare, a meno che non trovino un vantaggio economico nel farlo, ma il prezzo non è l’unico deterrente al cambiamento. Contano anche lo sforzo, il fastidio, la volontà, il tempo impiegato e il disagio psicologico per fare il passaggio a una società concorrente magari poco conosciuta.

Questi si manifestano in tanti settori in cui i clienti hanno investito tempo e denaro per prodotti o servizi importanti per i loro obiettivi.  Ad esempio, per i software utilizzati in ambiente lavorativo pesano:

  • l’elevato rischio organizzativo dovuto all’abbandono della vecchia piattaforma;
  • il tempo, la spesa e la perdita di produttività che l’adozione della nuova applicazione comporta.

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5. Beni immateriali

I beni immateriali di un’azienda sono una classica fonte di Economic Moat e la proteggono dalla concorrenza. Essi possono comprendere la riconoscibilità del marchio, i brevetti e le licenze.

Tutti strumenti che impediscono ai concorrenti di replicare i propri prodotti.  Anche se ciò non gli nega la possibilità di provare a fare una versione migliore. Inoltre, l’ampio Economic Moat che deriva dai beni immateriali legati al marchio di un’azienda, le consente anche di applicare prezzi superiori proprio grazie alla grande notorietà del marchio.

Cos’è il Moat Investing?

Dopo aver definito cosa si intende per Economic Moat di un’azienda e da cosa è determinato, non dovrebbe essere difficile comprendere cosa sia il Moat Investing. Esso è una metodologia di investimento che punta su società che hanno:

  1. un ampio Economic Moat, quindi vantaggio competitivo duraturo nel tempo;
  2. valutazioni interessanti ovvero dovrebbero continuare, anche in futuro, a produrre utili importanti rispetto alla concorrenza.

Come è possibile determinare l’ampiezza dell’Economic Moat di un’azienda e la sua capacità di produrre per lungo tempo ricavi superiori ai competitors?  Bisogna affidarsi a:

  • un’analisi qualitativa sulle fonti che generano Economic Moat;
  • indicatori economici quantitativi, che misurano la redditività dell’impresa.

Tra questi ultimi, ad esempio, troviamo:

  • il ROE (Return On Equity) che ci dice quanto ha reso il capitale aziendale proprio;
  • il ROI (Return On Investment) relativo alla redditività del capitale investito nell’azienda, a prescindere dalla sua origine.

A questo punto penserai che il Moat Investing non fa per te, in quanto è materia da veri esperti. Se vuoi saperne di più, puoi sfruttare una consulenza finanziaria online gratuita e senza impegno.

Selezionare le società giuste con il più ampio Economic Moat e prevedere quali riusciranno a mantenere un alto livello nel tempo non è affatto semplice, ma, fortunatamente, c’è chi può farlo al posto tuo. Infatti Morningstar, società accreditata di ricerca finanziaria, seleziona le aziende con ampio Economic Moat e VanEck, importante fornitore di servizi finanziari, ha costruito due ETF, per investire proprio in società con elevato Economic Moat, secondo i parametri definiti da Morningstar.

Qual è la filosofia Moat Investing alla base di questa strategia? La ricerca azionaria di Morningstar combina l’assegnazione di un rating Economic Moat con la stima del prezzo azionario più interessante in prospettiva futura.

Su questi due cardini si basa la costruzione dei Moat ETF di VanEck, analizzati nei prossimi paragrafi.

Conviene investire in ETF Moat Investing?

Abbiamo visto in che cosa consiste la strategia Moat Investing: investire in aziende con grande Economic Moat. Abbiamo, in aggiunta, accennato a due ETF basati su indicatori Morningstar di selezione di aziende con ampio “vantaggio competitivo”. I loro nomi sono:

  • VanEck Morningstar US Sustainable Wide Moat UCITS ETF (codice ticker: Moat);
  • VanEck Morningstar Global Wide Moat UCITS ETF (codice ticker: Goat).

Vediamo ora le caratteristiche di ciascuno e come si sono comportati rispetto al loro mercato di riferimento, chiamato anche benchmark.

investire secondo economic moat

VanEck Morningstar US Sustainable Wide Moat UCITS ETF (codice: Moat)

L’ETF con codice Moat ha le seguenti caratteristiche:

  • Mercato di riferimento: Azionario Stati Uniti;
  • Strategia: segue l’indice “Morningstar US Sustainable Moat Focus” che replica i titoli azionari del mercato statunitense con i più bassi rapporti prezzo di mercato/valore equo (fair value). Qui le società sono filtrate in base a criteri ESG (ambientali, sociali e di corporate governance);
  • Costi: 0,49% annuo;
  • Dimensione del fondo: 441 milioni di euro;
  • Volatilità ad 1 anno: 24,65%;
  • Categoria di rischio: 6 (in una scala da 1, rischio minimo, a 7, rischio massimo);
  • Data di lancio: 16 ottobre 2015;
  • Numero di azioni (società) all’interno dell’indice: 61;
  • Peso delle prime 10 azioni: 27,63%.

VanEck Morningstar Global Wide Moat UCITS ETF (codice: GOAT)

L’ETF denominato Goat ha le seguenti caratteristiche:

  • Mercato di riferimento: Azionario mondiale.
  • Strategia: segue l’indice “Morningstar Global Wide Moat Focus” che replica l’andamento delle azioni di società di tutto il mondo con valore interessante e con un vantaggio competitivo sostenibile.
  • Costi: 0,52% annuo.
  • Dimensione del fondo: 71 milioni di euro.
  • Volatilità ad 1 anno: 18,32%.
  • Categoria di rischio: 6 (in una scala da 1, rischio minimo, a 7, rischio massimo).
  • Data di lancio: 7 luglio 2020.
  • Numero di azioni (società) all’interno dell’indice: 70.
  • Peso delle prime 10 azioni: 22,78%.

Conclusioni

Capire se conviene investire nei Moat ETF non è affatto facile, ma alcune considerazioni sono d’obbligo:

  • la strategia Moat Investing permette di investire in aziende che possiedono dei vantaggi competitivi nei confronti degli altri competitors;
  • le performance passate non sono indicative dei risultati futuri;
  • evita di investire in una singola azienda con ampio Economic Moat (ti esporresti a un rischio specifico elevatissimo);
  • se ti piace il Moat Investing, meglio diversificare: investi in più aziende ad alto Economic Moat o in un ETF Moat;
  • non partire mai dallo strumento finanziario in sé;
  • parti da te stesso, dalla tua situazione finanziaria, dai tuoi obiettivi e orizzonti temporali.

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