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ETF a distribuzione e ETF a accumulazione

ETF a distribuzione e ETF a accumulazione

La famiglia degli ETF: conoscere gli ETF a distribuzione e ad accumulazione

Come già saprai gli Exchange Traded Fund (ETF) sono un particolare strumento di investimento derivato, il cui valore dipende quindi dall’andamento del sottostante che replica, sia esso un indice, una materia prima, una criptovaluta o altro. La semplicità di utilizzo, il basso rischio e i rendimenti interessanti hanno reso questo strumento uno dei preferiti dagli speculatori di tutto il mondo, piccoli e grandi, neofiti ed esperti.

Proprio il successo degli ETF nel mondo degli investimenti ha portato allo sviluppo di differenti tipologie di tale strumento: in questo post ci occupiamo di due specifici ETF, quello a distribuzione e quello ad accumulazione. Vedremo di cosa si tratta, perché possono essere un tipo di investimento interessante e potremo comprenderne le differenze nonché le strategie più adatte ai due tipi di speculazione.

ETF a distribuzione: che cosa sono?

Questi ETF si caratterizzano per la modalità con cui vengono distribuiti gli utili: essi, infatti sono prodotti in forma di dividendi. A seconda del tipo di ETF in cui si investe, i dividendi potranno essere pagati a cadenza settimanale, mensile o annuale. Per sapere se un ETF è a distribuzione devi verificare che sia presente la dicitura DIST accanto al fondo.

Sul mercato esistono diversi tipi di ETF a distribuzione che possono essere differenziati in base al rendimento, alle dimensioni oppure ai costi, in quanto alcuni ETF sono più economici rispetto ad altri e quindi maggiormente idonei ai piccoli speculatori.

Tra gli ETF più interessanti ci sono ad esempio:

  • Fidelity Global Quality Income UCITS ETF
  • VanEck Morningstar Developed Markets Dividend Leaders UCITS ETF
  • Franklin Global Quality Dividend UCITS ETF
  • Vanguard FTSE All-World High Dividend Yield UCITS ETF Distributing
  • iShares STOXX Global Select Dividend 100 UCITS ETF (DE)
  • SPDR S&P Global Dividend Aristocrats UCITS ETF
  • Vanguard FTSE All-World High Dividend Yield UCITS ETF Distributing

Naturalmente, visto che si tratta di indici di mercato, deve essere subito chiaro che questi possono continuamente cambiare, grazie all’introduzione di nuovi indici oppure al crollo di quelli riportati. Pertanto è necessario regolarmente verificare regolarmente sui siti specializzati quali possano essere gli ETF più convenienti su cui investire, anche tenendo conto delle proprie esigenze specifiche di speculazione. Proprio per questo motivo, prima di effettuare una scelta che potrebbe rivelarsi un investimento sbagliato, è di primaria importanza procedere con un’analisi degli investimenti, ossia una verifica delle possibilità e delle diverse opzioni di diversificazione del portafoglio.

ETF ad accumulazione: le caratteristiche principali

Quando si parla di ETF ad accumulazione ci si riferisce a uno strumento finanziario in cui i dividenti non vengono distribuiti agli investitori, ma nuovamente investiti nel fondo. Non si avranno spese aggiuntive per il nuovo investimento e si potrà contare su un incremento del valore dell’ETF, ossia delle quote possedute. Pertanto, un ETF ad accumulazione crea maggiore valore rispetto ad altre tipologie di ETF. Per sapere se un fondo sia di tipo ad accumulazione basterà assicurarsi che riporta la dicitura ACC vicino al nome del fondo.

La scelta di ETF ad accumulazione va effettuata quando si vogliono realizzare strategie a medio-lungo periodo: infatti, questi strumenti finanziari accumulando i redditi e pertanto si pongono come una soluzione particolarmente interessante anche per la realizzazione di Piani di Accumulo (PAC). Una soluzione per la costruzione di un PAC, infatti, è quella di acquistare regolarmente importi ridotti di ETF ad accumulazione alle condizioni di acquisto più convenienti per trasformarli in reddito futuro.

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Differenze tra ETF a distribuzione e accumulazione

Le differenze tra queste due tipologie di ETF sono numerose, sia per quanto riguarda la struttura di tali strumenti, sia la possibilità di capitalizzazione sia, infine, le strategie e gli orizzonti temporali da prendere in considerazione.

Per scegliere meglio quale tipo di ETF può essere più adatto a te, quindi, devi definire il tuo piano di investimenti. Se preferisci puntare su un reddito passivo, che sia costante nel tempo, la tua scelta dovrà ricadere su un ETF a distribuzione; viceversa, se preferisci optare per speculazioni che crescano nel tempo, devi preferire gli ETF ad accumulazione.

La scelta verso l’uno o l’altro dipende anche dal tipo di strategia che vuoi adottare: non sempre è facile definire una strategia e proprio per questo motivo avere un punto di riferimento, un consulente che possa fornire indicazioni professionali e suggerire soluzioni personalizzate è fondamentale. Un esperto saprà indicarti anche la scelta dell’orizzonte temporale da preferire: investimenti a breve, medio e lungo termine possono richiedere infatti strategie diverse ed esigenze di capitalizzazione variabili a seconda del tuo piano di investimenti.

Per comprendere meglio le caratteristiche degli ETF a distribuzione e ad accumulazione nonché le loro differenze, devi tuttavia avere ben chiaro un concetto fondamentale, ossia quello dei dividendi. Infine, come si vedrà in seguito, un aspetto di particolare rilievo nella differenziazione tra i due tipi di ETF è dato dalla tassazione, ossia dalle implicazioni fiscali derivanti dagli utili degli ETF ad accumulazione o a distribuzione.

Cosa sono i dividendi?

I dividendi rappresentano un elemento di particolare importanza nel mercato degli investimenti, in quando rappresentano le fonti di guadagno di chi investe in azioni. Si possono definire come la parte di utili che gli azionisti ricevono a chiusura di un esercizio, nonché, se si opera con gli ETF a distribuzione, gli utili che gli investitori possono ricevere a chiusura del proprio investimento.

Poter investire su ETF il cui reddito deriva dalla distribuzione o dall’accumulazione dei dividendi significa anche avere ben chiari quali sono i vantaggi dei dividendi, ossia:

  • un reddito costante; • una volatilità inferiore; • il reinvestimento dei dividendi; • la diversificazione.

Il reddito costante deriva dal flusso regolare e affidabile che, a loro volta, sono generati dal pagamento a intervalli temporali fissi da parte delle società sottostanti. A seconda dei tassi di interesse, si potranno avere redditi più o meno convenienti a parità di investimento.

Per quanto riguarda la volatilità va sottolineato che le società sottostanti che pagano i dividendi sono solitamente caratterizzate da una bassa volatilità. Questo significa che il rendimento sarà più stabile e sicuro nel tempo, assicurando agli speculatori una maggiore garanzia di profitto.

Per quanto riguarda il reinvestimento dei dividendi, questo aspetto è quello tipico degli ETF ad accumulazione, in cui i dividendi maturati quotidianamente vengono nuovamente investiti per garantire un maggiore flusso di capitale nel medio-lungo termine.

Infine, va sottolineato che investire su ETF che operano sui dividendi, siano essi ad accumulazione o a distribuzione, significa poter contare su una buona diversificazione del portafogli, con conseguente maggiore stabilità dei propri investimenti. Infatti, questo tipo di ETF è disponibile per numerosi settori societari e industriali offrendo allo speculatore numerose possibilità di scelta. Per poter valutare quale tipologia di ETF selezionare per i tuoi investimenti, puoi effettuare una simulazione utilizzando dei calcolatori finanziari, strumenti che ti permetteranno di verificare le migliori opzioni da associare all’interno del tuo portafoglio.

ETF e tassazione

Quando senti parlare di investimenti e della possibilità di incrementare il tuo capitale devi sempre ricordare che la maggior parte dei redditi derivanti dalle speculazioni è soggetta a tassazione. Quest’ultima è differente a seconda del tipo di investimento che si effettua, sia esso su asset nazionali o internazionali, nonché dalle caratteristiche stesse dell’asset.

Nel caso specifico degli ETF ad accumulazione o a distribuzione è importante sottolineare che vi è una differenza rilevante nel come vengono valutate le tasse da pagare. Infatti, gli ETF a distribuzione prevedono una tassazione al momento della distribuzione stessa: ad essere tassati sono le entrate derivanti dai dividendi o dagli interessi. La percentuale da pagare è solitamente quella del reddito da capitale, ossia al 26% per le persone fisiche e al 24% per le società. Invece nel caso degli ETF ad accumulazione non è prevista una tassazione per il rendimento ottenuto ma solo per i guadagni derivanti dai proventi derivanti dalla vendita degli ETF.

Vediamo più in dettaglio come funziona questo aspetto. Gli ETF ACC sono pensati per non effettuare la distribuzione delle cedole: la mancata distribuzione ne garantisce una “protezione” dal pagamento delle tasse in quanto, non essendo ancora un reddito, non potranno essere tassate. Tuttavia, i redditi accumulati vengono investiti e non essendo stati soggetti a tassazione, risultano maggiori rispetto allo stesso reddito soggetto a tassazione. Praticamente si verifica che il capitale investito ingloba anche la quota che, in caso di pagamento delle cedole, sarebbe invece andata al fisco permettendo quindi la realizzazione di un investimento maggiore.

etf attivi

EFT ad accumulazione, distribuzione e fisco: quanto si paga di tasse?

Da quanto visto, risulta evidente un’ulteriore differenza tra le strategie di investimento in ETF a speculazione o a distribuzione. Tale differenza, tuttavia, viene spesso sottovalutata perché relativa a un aspetto in qualche modo successivo all’investimento stesso. Si tratta invece di un aspetto molto importante che andrebbe preso in considerazione da subito, in modo da avere ben chiari quali potrebbero essere le possibilità di investimento e, soprattutto di gestione dei profitti.

Infatti, si può dire che la scelta degli ETF ad accumulazione è quindi più conveniente in quanto permette di ottimizzare i redditi dal punto di vista fiscale. Naturalmente, se hai l’esigenza di avere entrate periodiche, ti dovrai necessariamente orientare verso gli ETF a distribuzione, ma dovrai comunque ricordare che essi sono fiscalmente meno convenienti.

Che differenza c’è tra investimenti a breve, medio e lungo termine?

Abbiamo già accennato a come sia fondamentale, nel momento in cui si definisce la strategia di investimento, valutare anche l’orizzonte temporale, ossia se si voglia realizzare un investimento a breve, medio o lungo termine. Il tempo è un fattore di primaria importanza soprattutto per gli ETF a distribuzione ed ETF ad accumulazione e in particolar modo per questi ultimi, proprio per quanto riguarda la tassazione. Infatti, posticipare il momento in cui si dovranno calcolare le imposte significa poter contare su un vantaggio finanziario.

Per comprendere meglio perché gli investimenti in ETF DIST ed ETF ACC a medio e lungo termine siano più convenienti rispetto a quelli a breve termine devi sepere che investire nuovamente i rendimenti di un investimento porta a un incremento del capitale in maniera esponenziale grazie a quello che viene definito effetto compounding o effetto dell’interesse composto.

Si tratta di un particolare effetto matematico che si genera su prodotti a leva, proprio come questo tipo di ETF. Per potersi attivare, è necessario che l’asset investito venga tenuto nel portafoglio per un intervallo di tempo almeno superiore alle ventiquattro ore: in tal modo si potrà effettuare il calcolo della leva riferita al prezzo di chiusura dell’asset di riferimento dell’ETF, ossia al suo sottostante.

In parole povere si può dire che l’effetto dell’interesse composto rappresenta il ricalcolo che viene fatto quotidianamente sul rendimento relativo agli andamenti del sottostante. Se si considera una finestra temporale medio-lunga, il ricalcolo quotidiano verrà effettuato regolarmente su un rendimento sempre accresciuto (a meno di chiusure in perdita) e quindi raggiungerà un valore di volta in volta maggiore.

Va notato che l’interesse composto non è fisso ma cresce (o decresce) a seconda dei risultati del sottostante nell’arco di tempo considerato. Nella maggior parte dei casi, soprattutto se stai investendo in ETF a basso rischio, potrai avere la certezza di un interesse in crescita. Da questo si può facilmente riconoscere la differenza con l’interesse standard: questo infatti viene calcolato sulla base del capitale investito e pertanto è sempre uguale, indipendentemente dal valore raggiunto dal sottostante e, quindi, dal rendimento che genera. Tuttavia, ricorda che gli interessi semplici e quelli derivanti dall’effetto compund si possono sommare per cui, in caso di andamento positivo del sottostante potrai contare su un rendimento da interesse molto interessante.

Un aspetto interessante che riguarda gli ETF a lungo termine è che dopo un certo numero di anni, non ha più importanza se un ETF stia accumulando o distribuendo: infatti se due ETF, uno a distribuzione e uno ad accumulazione, contenessero gli stessi asset, nel lungo periodo raggiungerebbero un rendimento comune. Infatti, la variazione legata alle tassazioni, nonché alla crescita del rendimento si annulla per investimenti a scadenze molto lunghe, ossia dell’arco di diverse decine di anni.

Distribuzione o accumulazione? Come migliorare gli investimenti in ETF

Come sempre accade nel mondo delle speculazioni, le strategie di investimento possono essere molto personali: esse dipendono infatti non solo dall’interesse che si può avere in un determinato settore piuttosto che in un altro, ma anche dal capitale che si vuole investire, dal rischio che si è disposti a correre e dalla finestra temporale in cui si vuole operare. Considerando tutti questi parametri, si può dire che non è semplice definire quale tra i due tipi di ETF, accumulazione o distribuzione, possa essere il migliore.

Si può però considerare una strategia di miglioramento dei propri investimenti con gli ETF. Questa va realizzata tenendo conto delle esigenze specifiche dell’investitore. Se ad esempio sei uno speculatore che vuole puntare su una rendita passiva, anche se con un tasso di rendimento non particolarmente elevato, allora puoi optare per gli ETF a distribuzione, selezionando quelli più convenienti sul mercato, ossia in grado di assicurarti un rendimento superiore alla media. Viceversa, se non hai l’esigenza di liquidità immediata, puoi optare per gli ETF ad accumulazione che sono in grado di garantirti, al momento del bisogno, un reddito maggiore. Un altro aspetto importante con gli ETF ad accumulazione è che non avrai il riporto di piccole somme, spesso poco fruttifere, sul conto corrente.

Quali sono i rischi degli ETF a distribuzione e accumulazione?

Gli ETF, come tutti gli strumenti finanziari, sono investimenti a rischio. Nello specifico, si devono considerare alcuni elementi particolari, come ad esempio quelli relativi al rischio derivante dai rendimenti dei dividendi. In media, i rendimenti derivanti dai dividendi possono essere del 2% per gli ETF che replicano gli indici globali, mentre per quelli che replicano gli indici specializzati questa percentuale sale, e anche di molto. Devi comunque porre particolare attenzione al sottostante che stai replicando: se esso è elevata volatilità, infatti, il rischio è di una svalutazione del tuo sottostante e, quindi, di una riduzione del profitto dai dividendi se non addirittura una perdita.

Una particolarità a cui non sempre si presta attenzione, poi, è la relazione tra il comportamento dell’ETF (a distribuzione o ad accumulazione) e quello del sottostante. Infatti, può accadere che l’ETF sia a distribuzione mentre il sottostante accumula oppure viceversa. In situazioni di questo tipo non si riesce ad avere subito chiara la situazione legata ai redditi: infatti, se ad esempio l’ETF è ad accumulazione mentre il sottostante è a distribuzione, sembrerà che il fondo stia andando alle stelle mentre, viceversa, potrà sembrare che il fondo sia il performance negativa. Se non sai come effettuare un confronto in maniera corretta rivolgiti ai nostri professionisti! Troverai tutte le informazioni necessarie per verificare con cura l’andamento relativo dei tuoi ETF ad accumulazione o distribuzione.

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ETF distribuzione e accumulazione: la convenienza dipende anche dalla nazione di residenza

Quando detto fino ad ora, soprattutto per quanto riguarda la sezione relativa alla tassazione degli ETF, è valido solo ed esclusivamente per quanti risiedono fiscalmente in Italia. Infatti, non tutte le nazioni hanno le stesse normative relative al pagamento di tasse connesso ai guadagni delle speculazioni nei mercati.

Poiché i fondi, inclusi quindi gli ETF, seguono le norme fiscali del paese di residenza dell’investitore, quanto detto fino ad ora non sarà valido, ad esempio, per gli investitori americani, per quelli francesi, cinesi o di altra nazione. Ad esempio, la normativa fiscale degli Stati Uniti non prevede le due differenti tipologie di ETF ad accumulazione e distribuzione, in quanto almeno il 90% del profitto del fondo deve essere ridistribuito agli azionisti. Pertanto, sono possibili solo gli ETF a distribuzione e non anche quelli ad accumulazione.

Il dualismo tra ETF a distribuzione e accumulazione, quindi, esiste solo nei paesi che prevedono la possibilità sia di distribuire sia di accumulare: prima di iniziare a fare investimenti nei mercati, quindi, è bene verificare con attenzione quali sono le possibilità nel proprio paese di residenza.

Cos’è il NAV e perché è importante?

Nella scelta tra ETF ad accumulazione e a distribuzione un altro parametro da prendere in considerazione per valutare la convenienza verso l’uno o l’altro tipo di fondo è il NAV (Net Asset Value). Il NAV rappresenta il valore netto dell’ETF, ossia decurtato delle sue passività. Si tratta di un parametro che viene calcolato intraday, cioè su base giornaliera e rappresenta il modo migliore per verificare l’andamento del proprio portafoglio e decidere come orientarsi in casi di valori non convenienti.

Quando si opera con gli ETF a distribuzione, un NAV con valore elevato può generare una maggiore liquidità perché si verrebbero a generare situazioni di frazionamento delle azioni, situazione non sostenibile, perché gli investitori non possono possedere frazioni di azioni, ma solo azioni complete. Questo tipo di situazione non si verifica nel caso di ETF ad accumulazione che, accumulando i profitti, non possono generare frazionamento.

Per concludere

Operare nei mercati con gli ETF può sembrare semplice, ma in realtà il mondo di questi fondi è oggi sempre più complesso per cui rivolgersi ad esperti del settore può aiutare a proteggere i propri investimenti e a scegliere le strategie più adatte alle proprie esigenze.

Hai mai pensato di far analizzare i tuoi investimenti, per verificarne la correttezza?

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