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Investimenti in borsa: come iniziare? Cosa bisogna sapere?

Spesso, quando ci approcciamo ad argomenti che trattano di Borsa valori, investimenti in borsa e mercati finanziari, ci possiamo sentire a disagio o impreparati.

Questo perché spesso riteniamo che il settore finanziario sia legato alle élite più facoltose.

In realtà questa convinzione generale non rispecchia la realtà.

Il mercato di Borsa, è un mercato come un altro, che viene mosso dai principi generali di domanda e offerta.

Al suo interno vengono scambiate quote di azioni societarie ed altri strumenti finanziari.

In quest’articolo cercheremo di far chiarezza su alcuni punti, per rendere accessibile a tutti la comprensione di alcuni concetti che potrebbero sembrare altrimenti complessi.

Che cos’è la borsa e come funziona

La borsa valori è un mercato telematico all’interno del quale è possibile scambiare quote di diversi strumenti finanziari.

Ad esempio azioni, obbligazioni, ETF, materie prime, valute ed altri strumenti derivati.

Quindi, proprio come in un vero mercato, da una parte avremo degli acquirenti, i quali saranno disposti a pagare per entrare in possesso di strumenti finanziari.

Dall’altra i venditori, i quali avranno come obiettivo vendere le quote degli strumenti in loro possesso con lo scopo di trarne un profitto.

Conseguentemente, domanda ed offerta influiranno sul prezzo di un titolo.

Se gli acquisti delle quote di un titolo superano le vendite il prezzo tende a salire, al contrario, se sono le vendite che superano gli acquisti, il prezzo del titolo tenderà a scendere.

Un’azienda si “quota” in borsa con l’obiettivo di raccogliere fondi aggiuntivi, grazie agli acquisti degli investitori.

Essi a loro volta comprano infatti le quote dell’azienda con l’obiettivo di trarne un profitto, vendendole successivamente ad un prezzo superiore a quello di acquisto.

Uno dei compiti della borsa valori è quello di mantenere un’alta liquidità degli strumenti finanziari, in modo tale che essi possano essere venduti in breve tempo o istantaneamente.

Questo si fa quando si parla di investimenti in borsa.

In Italia la vigilanza suo mercati regolamentati spetta alla CONSOB (Commissione Nazionale per le società e la borsa.

Cenni storici, borsa tradizionale e telematica

Contrariamente a quello che si possa pensare, le origini dei mercati finanziari e degli scambi in borsa, non sono di epoca recente.

Vanno ricercati infatti agli inizi del 1500, quando in Belgio alcuni mercanti scambiavano titoli cartacei, il quale valore era legato a delle merci.

La prima borsa ufficialmente riconosciuta fu quella istituita nel 1531 nella città di Anversa.

Durante la seconda metà del XVI secolo, nacquero in Europa diverse Borse, all’interno delle quali cominciò ad essere possibile scambiare titoli di debito pubblico.

Erano le prime obbligazioni di stato, e successivamente cominciarono le negoziazioni di quote di comproprietà societarie.

Un tempo in borsa era possibile quindi scambiare sia merci che valute e titoli e il sistema non era telematico come oggi.

La contrattazione avveniva in presenza, all’interno di particolari recinti, chiamati corbeilles e si usava il termine “alle grida”, per indicare gli operatori di borsa.

Essi infatti, gridando e gesticolando come fosse un mercato appunto, cercavano di mettere in contatto domanda ed offerta delle varie proposte di acquisto e di vendita.

Successivamente un funzionario addetto, registrava tutte le operazioni effettuate durante la giornata.

Il passaggio completo alla contrattazione telematica avvenne durante gli anni ‘90.

Ogni operazione da questo momento viene registrata dai computer e gli intermediari operano dalla propria sede.

Cosa sono gli indici di borsa?

Ogni borsa ha un proprio indice di riferimento.

L’indice rappresenta il movimento di prezzo di un paniere di titoli, il quale può essere rappresentativo per un determinato settore (tecnologia, alimentazione, salute, etc), aerea geografica (globale, Europa, USA, etc…) e per la stessa borsa di riferimento.

Per la borsa italiana ad esempio, l’indice più importante è il FTSE MIB, il quale rappresenta l’andamento delle 40 aziende quotate alla borsa di Milano a maggiore capitalizzazione.

Per la borsa statunitense l’indice più importante è lo Standard & Poor 500, abbreviato S&P 500, nato nel 1957.

Esso segue l’andamento di un paniere azionario formato dalle 500 aziende statunitensi a maggiore capitalizzazione.

Come investire in borsa, muovere i primi passi

Come abbiamo già accennato durante l’introduzione, quando si parla di investimenti in borsa l’opinione comune è che questo sia un argomento riservato a pochi esperti o esclusivamente a persone facoltose.

Nulla di più sbagliato!

Purtroppo l’Italia, si colloca in Europa, molto in basso in termini di cultura ed educazione finanziaria.

Questo ci porta ad ignorare quanto sia fondamentale investire nella maniera giusta.

Per preservare il nostro potere d’acquisto nel tempo e per creare valore sul nostro capitale, scongiurando la svalutazione dello stesso causata dall’inflazione.

Quindi per prima cosa, quando cominciamo ad investire, dobbiamo pensare alla protezione del nostro capitale.

Ma vediamo per l’appunto come iniziare a muovere i primi passi ed fare investimenti in borsa per chi si approccia a questo mondo per la prima volta.

Facciamo subito un’importante distinzione tra trading ed investimenti.

Il trading è una vera e propria attività lavorativa, la quale contempla ampie conoscenze nel settore.

Conoscenze macroeconomiche, di analisi tecnica e fondamentale, oltre che l’impiego di alcune ore di dedizione della nostra giornata.

Una vera professione appunto.

Investimenti in borsa

L’attività di investimento invece, per essere fatta correttamente, prevede una necessità di conoscenze molto minori ed un tempo da dedicare davvero esiguo.

Per cominciare ad investire non dovremmo quindi essere degli esperti tecnici o analisti.

Ma semplicemente essere in possesso delle conoscenze basilari che ci permettano di stilare un piano d’investimento.

Un piano adeguatamente elaborato per le nostre esigenze personali.

Investire vuol dire mettere in piedi un processo che inizia nel momento in cui decidiamo di investire e prosegue durante tutto il corso della nostra vita.

Un processo fatto da piccole azioni, eventi, periodicamente ricorrenti, che contribuiranno al raggiungimento dei nostri obiettivi.

Quando si parla di investimenti dobbiamo considerare il rapporto rischio/rendimento, e tenere presente che ogni investimento presenta un certo profilo di rischio.

E che ambire ad un rendimento più alto vuol dire sostenere anche un rischio maggiore.

Come mitigare il rischio intrinseco presente in ogni investimento, senza mettere a repentaglio il nostro capitale?

Si punta sulla diversificazione degli strumenti, sia geografica, che anche delle stesse asset class presenti all’interno di un portafoglio d’investimento.

Investire in borsa: bisogna diversificare

Dunque a seconda delle personali esigenze, è bene costruire un portafoglio coerente con la nostra tolleranza al rischio ed il nostro orizzonte temporale.

Con il giusto mix di azionario, obbligazionario, materie prime, liquidità e perché no, una piccola parte di criptovalute.

La liquidità presente nel nostro portafoglio, dovrà rappresentare solo una piccola parte del totale.

Il suo compito sarà quello di sopperire ad emergenze ed imprevisti.

Obbligazioni: quando compriamo obbligazioni stiamo finanziando il debito di uno stato o di una società, prestando a questi il nostro denaro, con la promessa che ci venga restituito il nostro capitale investito, più un’interesse.

In base a quanto sono rischiosi i debiti di paesi o società, il rendimento dell’obbligazione sarà più alto o più basso.

Azioni: nel mercato azionario, noi investitori diventiamo soci delle aziende di cui compriamo le quote.

Quando l’azienda produce utili possiamo concorrere alla loro distribuzione se previsto, o beneficiare dell’incremento del valore delle quote in nostro possesso.

Allo stesso tempo ci prendiamo anche il rischio di un loro deprezzamento.

Materie prime: le materie prime coinvolte nei processi industriali presentano delle caratteristiche particolari, per le quali risulta difficile inserirle in un portafoglio d’investimento a lungo termine.

La materia prima per eccellenza che dovrebbe essere sempre presente in un portafoglio di un investitore, è sicuramente l’oro.

Esso bilancia e stabilizza il portafoglio nei momenti più critici che attraversano i mercati.

Criptovalute: le criptovalute funzionano un po’ come l’oro, ovvero sono un bene deflattivo ed aumentano di valore per il principio di scarsità, quando ovviamente c’è una richiesta alta delle stesse.

Rappresentano un asset class estremamente volatile: se vogliamo inserirle in portafoglio, dobbiamo riservare loro solo una piccola percentuale del totale, in ottica di ulteriore diversificazione.

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Con quali prodotti finanziari iniziare ad investire?

L’industria finanziaria ci propone una vasta scelta di prodotti finanziari.

Abbiamo l’imbarazzo della scelta tra fondi, certificati, ETF, prodotti strutturati, ecc…, ma come scegliere quello più adatto alle nostre esigenze?

E’ doveroso precisare che tutti i prodotti finanziari hanno un costo, chi più alto e chi più basso.

Per effettuare una prima scrematura iniziale, potremmo innanzitutto scartare quei prodotti il cui costo di gestione è molto alto.

Il costo di gestione è una commissione che l’emittente del prodotto trattiene all’investitore quando egli detiene il prodotto in portafoglio.

Così ad esempio se il fondo X, ha un costo di gestione del 3% e noi investiamo in questo prodotto 100mila euro, pagheremo al gestore 3000 euro all’anno come costi di gestione.

Essi ovviamente andranno ad erodere il rendimento dell’investimento nel corso degli anni.

E’ bene dunque selezionare quegli strumenti che hanno un costo di gestione annuo molto basso, e tra questi ci sono gli ETF.

ETF ed investimenti in borsa

Gli ETF sono strumenti che allo stesso tempo offrono un’ampia diversificazione geografica (un unico ETF può includere aziende di tutti i continenti).

Ma anche per asset class, ovvero esistono ETF che replicano sia indici azionari (anche molto settoriali), che obbligazionari ed altri che replicano l’andamento dell’oro, altri ancora che replicano l’andamento di alcune criptovalute.

Inoltre, non meno importante, sono prodotti che hanno un costo di gestione davvero molto basso, in media 0,20% annuo.

Proprio perché offrono un’ampia diversificazione ad un basso costo e sono molto liquidi, gli ETF, sono prodotti adatti per chi si approccia per la prima volta agli investimenti in borsa.

Perché è fondamentale la diversificazione negli investimenti?

Facciamo un esempio: comprando una singola azione mi espongo ad un alto rischio specifico, in quanto quest’azienda potrebbe andare in crisi per un lungo periodo.

O non riuscire a rendere come ci aspettavamo, o peggio ancora potrebbe fallire e in quel caso avremmo perso tutto il nostro investimento.

Al contrario investendo in un ETF azionario esso ci dà la possibilità di diversificare, visto che al suo interno presenta un paniere di centinaia, a volte migliaia di titoli diversi.

Abbiamo così la possibilità di ridurre al massimo il rischio specifico: se anche dovesse fallire una delle aziende presenti all’interno dell’ETF, non sarebbe un grosso problema.

Questo in quanto la stessa rappresenterebbe solo una piccola porzione dell’investimento e la perdita sarebbe minima.

Ugualmente se investiamo tutto il nostro capitale sui titoli di stato di un paese singolo, e questo va in default, avremmo perso tutto il nostro investimento.

Contrariamente un ETF obbligazionario ci da la possibilità di diversificare l’investimento sul debito di diversi paesi.

Mercati regolamentati e non

Se siamo alle prime armi in materia d’investimenti, dobbiamo sapere che esistono due tipi di mercati, quelli regolamentati e quelli non regolamentati.

I primi, come suggerisce la parola, hanno più regole, sono più trasparenti e includono più tutele per l’investitore.

Il mercato MTA italiano, il Nasdaq o il NYSE americano, sono mercati regolamentati.

Il mercato del forex, dove vengono scambiate le valute nazionali o il mercato delle criptovalute, sono mercati non regolamentati.

Se quindi ti stai approcciando per la prima volta al mondo degli investimenti e non hai ancora molta esperienza, ti consiglio di operare inizialmente su mercati regolamentati.

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Gli intermediari finanziari

Per accedere alla compravendita di strumenti e prodotti finanziari, dobbiamo avvalerci necessariamente di un intermediario.

Esso media, ovvero mette in contatto le richieste di domanda e di offerta dei vari strumenti.

Tra i vari intermediari, troviamo le classiche banche, le quali però solitamente presentano costi di negoziazione abbastanza elevati.

Poi ci sono le SIM (società di intermediazione immobiliare) ed i classici Broker.

Spesso c’è la convinzione diffusa che se fallisce il broker l’investitore perde i suoi soldi, ma non è cosi.

Il broker è solo il mezzo che usiamo per comprare un azione, un ETF, un obbligazione.

Se fallisce l’intermediario, noi rimaniamo proprietari dello strumento finanziario senza rischio di perdere nulla.

Anche per quello che concerne la scelta dell’intermediario da utilizzare, è importante focalizzarsi sul discorso costi.

Ogni intermediario ha un suo piano commissionale a seconda degli strumenti che dobbiamo acquistare.

Sceglieremo quindi il nostro broker in base ai costi commissionali più vantaggiosi che vengono offerti sui prodotti di nostro interesse.

Due modalità per iniziare ad investire

Un investitore che parte con il suo primo investimento in borsa, ha due possibilità di scelta:

Investire in un PIC o in un PAC.

PIC (piano di investimento capitale) sta ad indicare un investimento singolo del nostro capitale, ovvero in un’unica soluzione o al massimo diviso in due o tre tranche.

PAC (piano di accumulo capitale) sta ad indicare delle entrate a mercato periodiche, ad esempio mensili.

Il PIC è ovviamente consigliato per chi ha a disposizione già un capitale cospicuo.

Il PAC al contrario è ideale per chi non ha un capitale a disposizione, ma una capacità di risparmio mensile.

Naturalmente nulla vieta di fare un PIC, avendo a disposizione già un capitale, e successivamente alimentare l’investimento con un PAC mensile/trimestrale.

Facciamo vari esempi di PAC e di PIC+PAC

Un PAC da 300 euro mese, con rendimento ipotetico del 7% annuo, dato un orizzonte temporale di 20 anni, darebbe un risultato potenziale di 153 mila euro.

Un PIC da 50 mila euro + un PAC da 200 euro al mese con un rendimento del 7% annuo ed un orizzonte temporale di 20 anni, darebbe un risultato ipotetico di 306 mila euro.

Conclusioni

In quest’articolo abbiamo quindi affrontato vari punti, che spesso sono poco chiari a chi si approccia per la prima volta al mondo degli investimenti in borsa.

Vuoi approfondire ed appassionarti così a questo affascinante mondo della finanza?

Il consiglio è quello di studiare ed accumulare sempre più competenze in materia, investendo sulla tua formazione, sul tuo capitale umano.

Rivolgersi ad un consulente finanziario indipendente è altrimenti una scelta responsabile per chiunque non abbia tempo per imparare e fare da solo.

E che voglia essere certo di prendere, con l’aiuto di un professionista, le scelte giuste che possono cambiare la salute finanziaria di una persona e di un’intera famiglia.

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