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Investire in banca, conviene?

Oggi andremo ad analizzare le caratteristiche e le principali differenze tra investire in banca attraverso un consulente che vi lavora e affidarsi ad un consulente finanziario indipendente.

Prendiamo l’esempio di una persona che abbia accumulato, o si sia ritrovato, una discreta somma di denaro sul conto corrente.

La prima valutazione da fare è sicuramente quella di capire se vale la pena, anzitutto, mantenerla ferma.

Qui la risposta è semplice, ed è la stessa su cui sia il consulente bancario sia quello indipendente concordano.

Dato che i prezzi dei beni e dei servizi, così come il costo della vita, crescono di una data percentuale ogni anno (la cosiddetta “inflazione”) indipendentemente da questa è necessario adeguarsi e quindi investire il proprio denaro in qualche strumento finanziario.

L’albo dei Consulenti Finanziari

Ognuno ha il proprio lavoro e le proprie skill.

Se abbiamo un problema legale ci rivolgiamo ad un avvocato esperto nel settore ed iscritto ad un albo professionale, allo stesso modo per ben amministrare il nostro denaro dobbiamo richiedere la consulenza di un professionista.

Ecco che quindi interviene in nostro aiuto l’organismo di vigilanza dei consulenti finanziari, un ente che attraverso un sito accessibile a tutti, permette di consultare l’albo e avere informazioni riguardo i suoi iscritti.

L’albo possiede 3 rami d’iscrizione: uno che riguarda le società di consulenza finanziaria e due, invece, che distinguono il consulente finanziario “autonomo” e il consulente finanziario “abilitato all’offerta fuori sede”.

Il consulente finanziario bancario e autonomo: descrizione dei ruoli

Così come da descrizione presente sul sito, la differenza fondamentale tra i due è presente nella definizione dei due ruoli:

“L’attività di consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede è svolta esclusivamente nell’interesse di un solo soggetto abilitato” (Art. 31, commi 1 e 2, decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 – Testo Unico della Finanza)

Il consulente finanziario autonomo deve, invece, possedere i “requisiti di indipendenza: è necessario possedere i requisiti di indipendenza e pertanto non intrattenere, direttamente, indirettamente o per conto di terzi, rapporti di natura patrimoniale o professionale o di altra natura, compresa quella familiare con: emittenti e intermediari, società loro controllate, controllanti o sottoposte a comune controllo, azionista o il gruppo di azionisti che controllano tali società, amministratori o dirigenti di tali società” (Art. 18-bis, decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 – Testo Unico della Finanza).

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Investire in banca: il consulente finanziario bancario e autonomo e le principali differenze

La fondamentale differenza tra rivolgersi al consulente bancario o a quello indipendente è pertanto chiara: il primo viene remunerato dall’istituto di credito e il secondo dal cliente.

Se qualcuno mi paga, l’interesse che ho nei suoi confronti sarà il focus principale del mio lavoro.

Come possiamo pensare che un consulente finanziario che lavora presso una banca e da questa stipendiato, possa consigliare prodotti per il nostro interesse invece che per la struttura in cui lavora?

Per questo investire in banca non è un investimento nell’interesse del cliente.

Il consulente finanziario indipendente (o autonomo), invece, viene remunerato per legge solo ed esclusivamente dal cliente.

Consigliare un prodotto piuttosto che un altro, è irrilevante per lui: i fattori che lo guideranno saranno esclusivamente basati solo sulle esigenze del cliente stesso.

Il consulente bancario e la – non – iscrizione all’albo

Un’ultima, ma importante, considerazione da fare in merito al consulente bancario riguarda proprio l’iscrizione all’albo.

on è infatti necessario esservi iscritti se si lavora presso un istituto di credito come consulente dipendente.

Ciò significa che un impiegato di banca che si occupa di investimenti può non essere iscritto a nessun albo, non aver mai svolto l’esame professionalizzante e, paradossalmente, non avere mai studiato finanza.

Conclusioni

Cosa si può concludere, quindi, da questo breve articolo?

Investire in banca il proprio denaro potrebbe non essere la soluzione migliore, specialmente se si hanno poche conoscenze in materia finanziaria.

Avere qualcuno che lavora solo ed esclusivamente per noi è un requisito fondamentale, per cui scegliendo l’indipendenza si può avere la certezza che la consulenza ricevuta sarà adeguata ai nostri interessi e alle nostre esigenze.

E tu, hai già avuto esperienze di investimento in banca?

 

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