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Investire sul vino conviene?

Quando il vino è spillato, deve essere bevuto, ma il nettare degli dei può essere anche un buon investimento a lungo termine.

Investimenti in vino: il mercato

Chi al termine di una degustazione o di una cena non si è chiesto: qual è il vino più caro del mondo? Un grand cru? Uno champagne d’annata? Un vino dolce eccezionale?

Il vino più costoso del pianeta è il Romanée-Conti grand cru (rosso) dell’omonima tenuta in Borgogna, ben noto agli addetti ai lavori con l’acronimo DRC. Nello specifico si tratta dell’annata 1945 venduta a 558.000 dollari nel 2018 da Sotheby’s (fonte: CNBC).

Questa bottiglia dall’etichetta macchiata e dal prezzo esorbitante è una delle 600 prodotte nella stessa annata, poco prima che la tenuta sradicasse le sue viti per ripiantarle successivamente.

Se sul pianeta molti paesi producono vino, le bevande eccezionali provengono solo da un numero limitato di territori. Alla data della revisione di questo articolo (15/03/2024) la Francia la fa da padrona piazzando 8 bottiglie nella top 10 della più recente classifica Wine-Searcher che misura i vini più ricercati, per analizzare i trend di mercato.

L’Italia ha un rappresentante in ottima posizione, Sassicaia della Tenuta San Guido. Di seguito la top 10 delle bevande alcoliche più ricercate al mondo:

Nella top 10 non compaiono vini di altre nazioni oltre a Francia e Italia.

Perché questi vini costano così tanto?

La risposta non sorprende. Nel corso degli anni, infatti, i vini eccellenti sono diventati sempre più scarsi. I Grand Cru sono migliorati gradualmente, fino a raggiungere il loro apice. Le scorte, intanto, diminuiscono. L’offerta non riesce più a sostenere la domanda e i prezzi salgono.

I vini d’eccellenza sono particolarmente costosi perché prodotti a misura di vigneto,  quindi in quantità limitate e ricercati dai ricchi intenditori.

Investire in vini da collezione: si possono davvero fare soldi?

Prezzo di acquisto, origine del vino, qualità di conservazione e assottigliamento delle scorte: questi sono i fattori chiave che caratterizzano l’aumento di valore di un vino, secondo gli specialisti del settore.

Certo, i prezzi del vino oscillano verso l’alto o verso il basso, ma la volatilità di questo mercato è spesso inferiore rispetto a quella delle piazze finanziarie. Al contempo, investire oggi in vini pregiati può avere un rendimento annuo del 7%.

Ovviamente, le performance passate non possono prevedere quelle future. Investire nel vino, dunque, comporta anche rischi di perdita di capitale. Inoltre, è probabile che lo scopo iniziale cambi. Alcuni investitori, per esempio, pensavano di bere i loro vini e hanno finito per rivenderli, perché i loro gusti erano cambiati. Altri, al contrario, hanno acquistato per rivendere, ma alla fine hanno deciso di bere i vini pregiati parcheggiati in cantina.

In ogni caso la ricerca di investimenti alternativi sta incoraggiando sempre più individui a cercare il bene rifugio vino, grazie anche alla sua decorrelazione dal mercato.

Il vino, infatti, è considerato un investimento alternativo di pregio, proprio come le opere d’arte, le auto d’epoca, la gioielleria e gli orologi. Investire in bottiglie di vino, dunque, è una scommessa a lungo termine che consente di diversificare i propri asset divertendosi.

investire sul vino

Cosa vuol dire investire in vini?

Il vino è parte integrante del nostro patrimonio culturale. Le bottiglie eccezionali sono simbolo di lusso. È un piacere o addirittura una passione per molti, ma si tratta anche di un buon asset? Come si fa a investire nel vino? Consumare, insomma, senza moderazione? Assolutamente no.

Il vino è un investimento che qualifichiamo come atipico e, in quanto tale, dovresti investirci una minima parte del tuo patrimonio. Esattamente come altri investimenti esotici (oro, criptovalute, orologi, auto d’epoca, etc.), richiede moderazione e ricerche approfondite su mercati molto specifici.

Da un lato bisogna essere abbastanza appassionati e ben informati, per investire bene nel vino o delegare ai professionisti. Dall’altro è tassativo applicare buone pratiche di investimento. Non è necessario essere un enologo, ma bisogna conoscere il ventaglio di possibilità, le buone pratiche e le insidie ​​da evitare. Come ogni investimento, il valore aggiunto non è garantito e la prudenza riduce i rischi.

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Investire in vino: perché farlo?

Investire in vino vuol dire scommettere su bottiglie di eccezionale qualità, che pesa meno dell’1% sulla produzione mondiale.

Si tratta di vini prodotti con le migliori uve dei migliori terroir e vigneti (suolo e clima adatti), dai migliori viticoltori e con il confezionamento più accurato.

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Investire in vino francese

Fattore chiave nella determinazione della qualità del vino francese è il concetto di grand cru: questa denominazione indica una zona di produzione i cui vini sono considerati di qualità superiore.

Tra i vini di Bordeaux sono una sessantina i Châteaux che hanno la denominazione di Grand Cru (con una specifica classificazione da primo cru a quinto cru), mentre la Borgogna conta una trentina di Grand Cru. Le più grandi annate hanno una reputazione internazionale: Angélus (Saint-Emilion), Petrus, Romanée Conti, Mouton Rothschild, Haut-Brion, etc.

Un altro concetto importante è quello di millesimato: i vini con questa caratteristica sono ottenuti da uve raccolte nello stesso anno. Questo si lega al concetto di il grand cru, in quanto l’annata ha un impatto significativo sul gusto, a seconda della temperatura e del soleggiamento durante l’anno.

Investire nel vino è un’operazione che può essere esaltante, perché può sembrare di acquisire un piccolo tesoro ad ogni transazione. In alcuni casi si acquista un autentico pezzo di storia con vecchie annate che potrebbero aver superato la prova del tempo e con una forte reputazione. Immagina di acquistare una bottiglia del secolo precedente!

Investire in vino italiano

In Italia, al pari del ricchissimo e variegato patrimonio gastronomico, sono presenti vini d’eccellenza riconosciuti in tutto il mondo. Questa peculiarità rende allettante la prospettiva di investire sul vino italiano. A questo punto, la domanda sorge spontanea: in quali bottiglie italiane conviene investire?

Un aiuto può provenire da classifiche redatte da riviste e testate sul tema enologico, che permettono di raccogliere pareri dai più esperti; un esempio è la classifica redatta da giornalevinocibo.com (immagine sotto).

In prima posizione si piazza il Bolghieri Sassiccaia del 2012, il vino rosso prodotto dalla Tenuta San Guido, che rivela uno squisito fruttato e una lunghezza eccezionale. Puro e carnoso, si distingue per tannini vellutati e sapide note tostate di bergamotto, mirtilli, macchia mediterranea, confettura di amarene e grafite.

Pur conservando un grande potenziale di invecchiamento, ha il vantaggio di poter essere degustato senza attese eccessive, cosa particolarmente rara per un vino italiano e che contribuisce a renderlo un vino eccezionale.

Ecco di seguito la classifica degli altri vini tricolore:

Fonte: https://giornalevinocibo.files.wordpress.com/2017/03/classifica-vini-gentleman-2017-giornalevinocibo.jpg

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Quanto rende investire in vino?

Investire in vino quali rendimenti promette? In linea di massima, i grandissimi vini si rivelano e migliorano con il tempo. Ci vogliono decenni per apprezzare tutte le loro complessità. Man mano che vengono alla luce, diventano più rari, in aggiunta al fatto che, con ogni bottiglia bevuta per una data annata, lo stock si assottiglia.

Le quotazioni delle bottiglie evolvono gradualmente, tanto più se alcuni critici si saranno mostrati particolarmente entusiasti. Quindi, un vino che raggiunge un punteggio Parker (scala di valutazione molto usata per giudicare i vini) di oltre 97/100 vale oro e raggiungere 100/100 equivale a essere qualcosa simile al Santo Graal.

Michel-Jack Chasseuil, per esempio, è un appassionato noto per aver fatto fortuna collezionando migliaia di bottiglie di grandi vini. Partito da zero e di origini modeste, la sua cantina vale oggi più di 50 milioni di euro. La redditività può, quindi, essere estremamente elevata con valori facilmente moltiplicabili per 10 nel giro di 20 anni. Ad esempio, uno Château Mouton Rothschild 2000 vale oggi circa 2.300 €, ma ne costava meno di 200 € all’epoca!

Calcolare la redditività di un investimento in vino non è per niente semplice. I fattori in gioco sono molti, ma è utile avere le conoscenze o rivolgersi a degli esperti per trovare le bottiglie con più alto potenziale, studiando il mercato. Un’analisi efficiace è stata effettuata da inumeridelvino.it (immagine qui sotto), che mostra i rendimenti medi del vino tra il 2013 e il 2022, mettendoli a confronto con alcuni importanti indicatori finanziari:

Fonte: http://www.inumeridelvino.it/wp-content/uploads/2023/03/wine-invest-1.jpg

Come si investe in vino?

Come anticipato, se vuoi investire nel vino ci sono due possibilità: puoi scegliere se farlo da solo o se assumere un esperto.

Procedere in maniera autonoma è molto eccitante, ma richiede tempo, conoscenze e risorse. Quindi, come iniziare a investire in vino?

Esistono 6 idee interessanti che possono essere usate come punti di partenza.

1. Acquistare vini en primeur

Si tratta di un’antica tradizione di prevendita che consente ai produttori di ottenere denaro necessario, per far fronte ai costi operativi. Con questa modalità il vino viene venduto dopo la produzione, ma prima del termine della sua maturazione.

In sostanza, la vendita avviene quando il prodotto deve ancora essere affinato in botte prima dell’imbottigliamento e della consegna, 24 mesi dopo. Questo si traduce spesso in prezzi interessanti.

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2. Investire in vino online

L’acquisto en primeur (e non solo) può essere fatto direttamente sul web. Tuttavia, per molte proprietà dovrai passare attraverso diverse piattaforme che propongono quantitativi particolari (X casse da 6-12 bottiglie). Molti lotti, infatti, non si vendono più direttamente ai privati, ma esclusivamente ai commercianti.

Con lo sviluppo di Internet tutto è diventato più semplice e alcune piattaforme sono dei veri e propri specialisti (trader) negli acquisti, consentendo di acquistare bottiglie di dimensione standard o anche di investire in grandi quantità (fino a 18 litri). Esiste, poi, una lista di criteri ben definita che regola il mercato del vino (non solo online) :

  • colore (rosso, bianco, rosato);
  • gusto (fruttato, secco, intenso, dolce, ecc.);
  • prezzo;
  • area geografica;
  • denominazioni;
  • punteggio Parker;
  • annata;
  • occasioni: fine lotto, etichetta danneggiata, etc. con offerte fino al -30%.

3. Siti di aste e annunci

Siti come eBay ne sono un classico esempio. Tuttavia, ci sono anche e soprattutto piattaforme online specializzate (come iDealwine) che offrono un servizio di asta o di personal shopper.

Questa modalità di acquisto porta con sé notevoli opportunità, ma ne devi considerare anche i notevoli rischi, dati soprattutto dalla mancanza di uno storico prezzi accessibile ai potenziali acquirenti.

4. Cantine da investimento

La cantina online è un concetto abbastanza recente. Rivolgersi ad un agente specializzato, per far custodire il vino da investimento ha molti vantaggi anche se, ovviamente, ha un costo non trascurabile.

L’alternativa è privilegiare la sicurezza (cantine sicure e le migliori condizioni di conservazione per le bottiglie) e la diversificazione (ampia offerta di vini).

La possibilità di far stoccare il proprio vino ti solleva da vincoli enormi in termini di movimentazione e sicurezza, dal momento che non tutti abbiamo la fortuna di avere una cantina ampia e adatta (temperatura stabile intorno ai 12 gradi e umidità vicina al 70%).

Aderire a una cantina online permette di:

  • acquistare bottiglie e farsi consigliare sulla scelta da un sommelier;
  • essere accompagnati ad investire nel vino;
  • lasciare che le bottiglie migliorino in cantina con le condizioni ideali;
  • tracciare le tue bottiglie;
  • farti consegnare i vini quando vuoi per consumarli;
  • rivendere quando lo desideri.

5. Crowdfunding

Si tratta di investire su startup o in un’azienda vinicola, per partecipare al finanziamento del suo progetto, ad esempio, l’acquisto di ettari di vigneto, botti, una cantina, la costruzione di una sala degustazione, etc. In cambio ricevi interessi sotto forma di denaro o di prodotto finito.

Le aziende vinicole offrono diverse forme di crowdfunding: donazioni con controparti, prestiti o obbligazioni (crowdlending) ma anche ingresso nel capitale delle aziende vitivinicole (crowdequity).

6. Fondi investimento in vino

Un’altra forma di investimento nel vino più borsistica, può essere quella di investire in Fondi Comuni di investimento che si occupano di investire e tenere le bottiglie per tuo conto a fini speculativi e di reinvestimento.

I benchmark si basano sugli indici LIV-EX (London International Vintners Exchange), in particolare il Liv-ex Fine Wine 100 (composto dalle 100 bottiglie più ricercate).

fare soldi col vino

Investire in vino: best practice

Se investire nel vino ti tenta, devi comunque rimanere vigile. Come tutti i beni rifugio, anche questo non è esente da rischi. 

Investire in vino a lungo termine

Come per le azioni, investire nel vino dovrebbe essere considerato solo a lungo termine, poiché la volatilità può essere elevata.

Questo si traduce in investire in prestigiosi vini da invecchiamento, cioè che maturano bene e migliorano nel tempo, puntando sulla conservazione in cantina adeguata, alla giusta temperatura stabile (12 gradi) e ad un perfetto grado di umidità (70%).

Diversificare

Anche in questo caso, come nei mercati finanziari, è preferibile diversificare. Purtroppo non esiste un ETP grand cru per investire nel vino. Puoi scegliere tra diverse bottiglie o casse, diversificando in base a:

  • zona geografica;
  • proprietà organolettiche;
  • annata;
  • prezzo di acquisto.

Che vino comprare per investire?

Il punto centrale è su quale vino investire? I criteri sono diversi.

Si può cominciare, per esempio dalle aree geografiche: rinomati in tutto il mondo, i vini della Borgogna sono particolarmente apprezzati. Ci sono anche i grand cru di Bordeaux e i nettari di eccezione del Rodano.

Anche alcuni vini della Loira o del Giura cominciano ad essere molto ricercati, al pari degli champagne che restano un investimento privilegiato. Per spostarsi dalla prima della classe, alcune bottiglie provenienti da Italia, Spagna, Portogallo, Stati Uniti, Australia, Sudafrica stanno andando bene, ma le loro performance restano ben al di sotto dei prodotti francesi.

A questo punto, ti chiederai quanto dovresti investire per sperare di realizzare una plusvalenza. Il consiglio è di acquistare bottiglie rare, a causa della loro bassa produzione e/o della loro età, la cui qualità è riconosciuta da amatori e professionisti. Tuttavia, l’acquisto di una bottiglia da una tenuta rispettabile, indipendentemente dalla regione, non è necessariamente sinonimo di valore aggiunto alla rivendita.

Un’altra strategia consiste nello scommettere su aree non (ancora) ambite. Incontrando viticoltori, andando alle fiere, partecipando alle degustazioni, puoi trovare un’ottima tenuta le cui bottiglie potrebbero aumentare di valore.

Certi vini, infatti, attirano improvvisamente l’attenzione di amatori e collezionisti e vedono esplodere i loro prezzi in breve tempo. Cercare di trovare le aree che potrebbero sfondare, dunque, richiede tempo.

Perciò gli esperti consigliano la lettura di riviste e libri specializzati che ti consentiranno di ottenere indicazioni sulle tendenze e sui che si stanno affermando.

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