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L’evoluzione del denaro: dal baratto al Bitcoin

Quando si sente parlare di criptovalute le prime domande che sorgono spontanee sono:

Cosa sono i bitcoin? Come funzionano i bitcoin? Come acquistare bitcoin? Dove comprare bitcoin? Come cambiare euro in bitcoin?

E poi, di solito, si passa a temi sempre più complessi, come:

Come investire in bitcoin? Come guadagnare con i bitcoin?

Ma prima di tutto occorre sempre ripartire dalle basi.

Innanzitutto, dobbiamo ricordarci che siamo portati a pensare al denaro come qualcosa di stabile e duraturo nelle nostre vite. Una certezza a cui siamo talmente abituati da non riuscire nemmeno ad immaginare un’alternativa ad esso.

In realtà, durante la propria storia, l’uomo ha sempre ricercato il miglior strumento possibile per semplificare lo scambio di beni; ricordiamoci anche che la moneta, come la conosciamo oggi, esiste da molto meno tempo di quanto si possa immaginare.

Vediamo come siamo arrivati alla moneta digitale per eccellenza, il bitcoin, passando attraverso le varie fasi di scambi, a partire dal baratto.

Prima dei bitcoin e prima della moneta: il baratto

È impossibile risalire all’esatta data di “invenzione” della moneta, ma è ben noto quale fosse il sistema di pagamento usato prima di essa: il baratto.

Il baratto fu, ed è ancora, un metodo per scambiare beni o servizi in cambio di altri beni e servizi.

Il problema maggiore di questo metodo di pagamento è che le necessità del compratore e del venditore non sempre combaciano in termini di:

volontà: il venditore puo’ non essere interessato al bene ricevuto in cambio dal compratore;

quantità: l’accordo sulle quantità scambiate non è mai di facile definizione e puo’ far incagliare o addirittura saltare la trattativa.

Nacque dunque l’esigenza di una soluzione, introducendo un bene “terzo” allo scambio e capace di soddisfare entrambe le parti: la moneta.

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Prima del bitcoin: la moneta

La moneta quindi nacque per semplificare gli scambi tra gli uomini ma, affinché essa “funzioni”, deve possedere le seguenti caratteristiche:

  • Non deperibilità: caratteristica che permette di conservarne il valore nel tempo
  • Verificabilità: caratteristica che riduce le incertezze legate al pagamento e aumenta quindi l’accettazione;
  • Divisibilità: anche se divisa in più parti, la moneta deve conservare in ogni sua parte un valore proporzionale al tutto e, nella somma delle singole parti, lo stesso valore totale;
  • Trasferibilità: al fine di essere facilmente scambiata e trasportata, la moneta deve essere leggera e poco ingombrante;
  • Uso comune ed utilità: una moneta deve essere diffusa ed accettata negli atti di scambio;
  • Omogeneità: deve esserci uguaglianza tra le varie unità della merce-moneta, in modo che due di esse aventi lo stesso peso abbiano lo stesso valore;
  • Stabilità di valore: costanza del valore della moneta nel rapporto di scambio con le altre merci.

Prima del bitcoin: la moneta fatta con metalli preziosi

Superato il baratto, la soluzione più semplice che l’uomo trovò per soddisfare i requisiti di una “buona” moneta furono i metalli preziosi.

Questi ultimi garantivano:

  • una notevole resistenza al deperimento
  • facilità di frazionamento e lavorazione al fine di ottenere omogeneità di peso e forma
  • un valore intrinseco dato dai metalli stessi che la componevano (es.: oro, argento).

Purtroppo la moneta fatta di metalli preziosi non superò l’esame della storia, costellata da cattivi esempi di gestione da parte dei governi di tutte le epoche.

In periodi di crisi o per finanziare politiche espansive e guerre, spesso i governi ricorrevano ad una eccessiva produzione di monete riducendo la quantità di metalli nobili all’interno delle stesse (es.: aggiungendo rame nelle leghe).

In altre parole gli Stati finivano per emettere più denaro della loro reale disponibilità di ricchezza (e di metalli nobili), generando così una svalutazione della valuta stessa.

Un aumento così incontrollato dell’inflazione, se non ribilanciato in qualche modo, portava sistematicamente al degrado socio-economico, guerre civili ed un cambio dell’élite al governo.

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Prima del bitcoin: la nascita delle banconote

La moneta composta di metalli preziosi fu superata da un nuovo tipo di denaro, sempre però legato al valore del più prezioso dei metalli: l’oro.

La prova del fatto che l’oro fosse pienamente considerato una moneta risale al 1815, quando la Gran Bretagna attuò il cosiddetto “sistema aureo” (gold standard), poi adottato da tutte le principali economie occidentali nel 1867.

Gli istituti bancari si fecero carico della custodia dell’oro emettendo titoli di credito (banconote), i quali erano convertibili in oro in qualunque momento ad un tasso di cambio fisso.

Anche in questo caso però, la necessità delle Nazioni di attuare politiche espansive ben oltre le proprie riserve auree spinse gli Stati a stampare più banconote dell’oro effettivamente posseduto.

Il risultato di questa cattiva pratica fu anche in questo caso svalutazione della moneta ed inflazione.

Spesso la soluzione a questo circolo vizioso di svalutazione del denaro era proprio la guerra; possiamo infatti affermare con certezza che la maggior parte delle guerre nella storia dell’uomo sono mosse da ragioni economiche.

Le stesse Nazioni coinvolte in un conflitto finanziavano gli ingenti investimenti bellici stampando valuta ben al di sopra delle proprie possibilità, confidenti alla fine della guerra di impadronirsi delle risorse del nemico sconfitto (comprese le riserve auree).

Prima del bitcoin: la moneta con sistema a cambi flessibili

Alla fine della seconda Guerra Mondiale gli USA possedevano la più grande riserva aurea del mondo ed il dollaro si affermò presto come moneta di riferimento degli scambi internazionali.

Ogni dollaro poteva essere convertito in un certo quantitativo di oro della riserva aurea americana, e di fatto, divenne la riserva di valore mondiale.

Purtroppo sappiamo che alla storia piace ripetersi e nel corso degli anni gli USA stamparono più dollari di quanto potessero permettersi.

Fu così che nel 1971 l’allora presidente americano Richard Nixon abbandonò definitivamente il sistema aureo dichiarando al mondo che i dollari americani in circolazione non potevano più essere convertiti in oro.

Nacque così il “dollar standard” ed il sistema monetario attuale, nel quale l’ammontare di banconote in circolazione è controllato dalle Banche Centrali.

Il valore di ogni banconota è confrontato con il valore delle banconote delle altri Nazioni (da qui il nome: “cambi flessibili”).

Non esiste pertanto alcun limite alla stampa di denaro né un bene collaterale che ne garantisce il valore, come era precedentemente l’oro.

Il valore della moneta è dato unicamente dalla fiducia che le persone (ed i creditori) ripongono in essa.

In altre parole il valore di una moneta è data dalla capacità di uno Stato di ripagare i propri debiti e quindi dalla propria potenza economica e militare.

La nascita di Bitcoin

Come sempre accaduto nella nostra storia, l’avidità umana e la cattiva gestione del denaro hanno portato i governi a stampare denaro in quantità superiore alla reale ricchezza posseduta, generando così una svalutazione continua i cui effetti sono oggigiorno evidenti.

Dalla crisi dei mutui del 2008 in poi, passando per il COVID, i governi di tutto il mondo hanno ritenuto la stampa di più denaro come la soluzione “più indolore” per sostenere ogni ripresa economica.

Gli effetti di queste politiche non si sono fatti attendere: inflazione record ed un mercato azionario “drogato” che ha registrato continuamente nuovi massimi nonostante le aziende presentino trimestrali in calo.

Negli ultimi 15 anni, tra crisi e pandemie, è nato però uno strumento che sembra essere destinato a rivoluzionare il mondo come lo conosciamo: il Bitcoin.

Entrato in scena nel 2008, la sua nascita è ancora avvolta dal mistero: non si sa esattamente se sia stato creato da una persona o da un team, ma Bitcoin rappresenta un “unicum” che puo’ diventare un game changer nell’evoluzione del denaro.

Bitcoin è di fatto un metodo di scambio di valore Peer-to-Peer basato su una tecnologia open source e senza intermediari: la blockchain.

Le transazioni in Bitcoin non possono quindi essere bloccate da alcun ente centrale (governo o banca), e sono registrate su libro mastro condiviso su migliaia di nodi nel mondo.

Oltre ad avere caratteristiche fondamentali per una moneta (non deperibilità, disponibilità, verificabilità, divisibilità, trasferibilità, omogeneità) Bitcoin possiede anche una sorta di indipendenza ed incorruttibilità da ogni componente umana causa di fallimento delle precedenti forme di moneta.

Bitcoin possiede infatti anche le seguenti peculiarità che ne accrescono il valore:

Decentralizzazione: non è gestito da alcuna banca centrale ed è di fatto un sistema di scambio libero. Chiunque possegga una potenza di calcolo sufficiente puo’ partecipare alla creazione di Bitcoin e chiunque possegga un cellulare o un computer può scambiare Bitcoin.

Scarsità: Bitcoin è un asset raro perché ne potranno essere “creati” al massimo 21 milioni.

Sicurezza: per un malintenzionato è più facile e più conveniente creare nuovi Bitcoin che provare ad hackerare tutti i nodi della sua blockchain. Dal 2008 infatti la sua blockchain non è mai stata compromessa.

È quindi impossibile per un qualunque governo “stampare” più Bitcoin di quelli che l’algoritmo consente, scongiurando così la sua svalutazione forzata.

Al momento ciò che manca a Bitcoin per avere tutte le caratteristiche di una moneta sono la diffusione e la stabilità nel prezzo, ma non passerà troppo tempo prima che anche queste due caratteristiche vengano acquisite.

Sarà in quel momento che vedremo una nuova fase dell’evoluzione del denaro: dopo il gold standard ed il dollar standard, il mondo entrerà nel “Bitcoin standard”.

Ma cosa il futuro ci riserverà, ancora non ci è dato sapere.

 

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