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Parte Core e parte Satellite di un portafoglio

Quando ci si approccia alla creazione di un portafoglio di investimenti è buona norma pianificare quali siano le parti Core e quali quelle Satellite.

Queste due parti, complementari e imprescindibili tra loro, costituiscono quello che sarà il mezzo con cui poter raggiungere e realizzare i nostri obiettivi di vita.

Non stupisce, quindi, come sia assolutamente necessario dedicare tempo e attenzione nella definizione tanto dell’una quanto dell’altra componente.

Ma vediamo più nel dettaglio come si compongono, ricordandoci che quanto segue ha lo scopo di stimolare un ragionamento, e non di offrire una “guida passo a passo” nella creazione di un portafoglio.

A tal proposito, è sempre consigliato l’aiuto di un professionista che possa ridurre o evitare gli errori.

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Portafoglio – definizione e differenze tra Core e Satellite

Immaginiamo di dover costruire una casa.

Esiste un metodo preciso per edificarla correttamente: prima si creano le fondamenta e la struttura portante, infine si aggiungono i muri, il tetto e gli orpelli del caso.

Analogo metodo di creazione è applicabile alla creazione di un proprio portafoglio di investimenti: si parte da ciò che deve essere solido per poi ampliarlo ed arricchirlo.

Questo esempio ci porta alla definizione di parte Core, con cui si intende una percentuale dei propri investimenti allocata a creare le basi, le fondamenta del nostro portafoglio.

Dopotutto sarebbe inutile (oltrechè dannoso) costruire una casa partendo dal tetto, no?

Quindi perché seguire un procedimento differente per i nostri investimenti?

Le basi del nostro portafoglio ci consentiranno di avere solide fondamenta su cui strutturare il nostro piano di investimento.

Al contrario, la parte Satellite può essere vista come l’arredo dell’abitazione: qualcosa di piacevole, che può giovarci, ma di cui preoccuparsi solo una volta che le mura sono state alzate.

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La creazione e il funzionamento della parte Core e gli errori nella sua creazione

Partiamo con il dire una cosa: creare la parte Core del proprio portafoglio è un’operazione noiosa e deve esserlo.

Dopotutto, per fare le cose bene si DEVONO escludere e gestire le emozioni.

Per creare la struttura portante del portafoglio è necessario seguire alcuni step che ci aiutano a posare delle solide fondamenta da cui iniziare. Vediamoli insieme.

  • Partire dai propri obiettivi: bisogna partire a pensare al proprio portafoglio in base ai propri obiettivi. Solo definendoli saremo infatti pronti a scegliere gli strumenti meglio adatti a raggiungerli.
  • Trovare strumenti adatti al proprio obiettivo: a questo punto, si possono scegliere gli strumenti per comporre il proprio portafoglio. Ogni strumento deve rispondere ad una specifica necessità di investimento e avere un preciso orizzonte temporale.
  • Revisionare il portafoglio: il portafoglio va ribilanciato e gli strumenti al suo interno vanno controllati in modo metodico per assicurarsi siano ancora adatti all’obbiettivo per cui era stato inserito.

Proprio perché la parte Core rappresenta la base da cui partire, non dovrebbe contenere un numero troppo elevato strumenti.

In linea generale, 10 strumenti su un capitale di poche decine di migliaia di € potrebbero essere troppi.

1 solo strumento su un capitale di 100.000€  potrebbe essere, invece, poco.

come costruire un portafoglio d'investimenti

Errori più comuni

Non c’è una “formula perfetta”, ma ricordate il detto “LESS IS MORE” (meno è meglio, nda): se avete il dubbio di aver usato troppi strumenti è meglio fare un passo allo step precedente, chiedersi se quegli strumenti siano fondamenta o orpelli nella “casa” che stiamo costruendo e, nel caso, tagliarne qualcuno o spostarlo nella parte satellite.

Come per ogni cosa, si possono commettere molteplici errori in una fase delicata come quella della creazione delle fondamenta del proprio portafoglio.

Vediamo quali possono essere gli errori principali in cui si può incappare nella creazione della parte Core di un portafoglio.

  • Inserire un numero di strumenti non adeguato al patrimonio investito;
  • Trattare alcuni strumenti che dovrebbero essere inclusi nella parte Satellite come appartenenti alla parte Core (e viceversa);
  • Scegliere strumenti non adeguati per la sua composizione o per gli obiettivi di vita che ci si prefigge.

 

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La creazione e il funzionamento della parte Satellite e gli errori nella sua creazione

Se la parte Core rappresenta la struttura portante del nostro portafoglio, la parte Satellite dovrebbe rappresentare tutto ciò che vi ruota attorno, che lo personalizza e lo integra.

La parte Satellite di un portafoglio mira infatti a cercare di cogliere le opportunità dei mercati finanziari e dei trend in corso per generare un extra-rendimento.

Si capisce facilmente come la funzione della parte Satellite sia più speculativa e, come tale, vada gestita con maggior attenzione e con un occhio critico: il rischio di esporsi in modo sbagliato è sempre dietro l’angolo.

Anche in questo caso, la creazione del comparto del portafoglio segue un processo ben definito che ha inizio con una fase di analisi dei trend macroeconomici e di settore in corso per poi orientarsi nella scelta degli strumenti da utilizzare e nel successivo ribilanciamento degli stessi.

Questa parte del portafoglio dovrebbe pesare meno della componente Core, anche in virtù del rischio specifico dato dagli strumenti settoriali.

Tra gli errori che più frequentemente si incontrano nell’analizzare un portafoglio spicca quello di trattare la parte Satellite come fosse la parte Core del portafoglio o nel darle un peso eccessivo.

Atro grosso errore prevede di esporsi a settori ridondanti, che non fatto che amplificare il rischio legato alle singole aziende che contengono: per esempio, l’ETF sulla mobilità elettrica e quello sulle batterie sono in parte composti dalle stesse aziende.

L’ultimo errore di cui vorrei trattare è legato ad un bias cognitivo, quello di overconfidence: nessuno può realmente sapere se un trend è destinato a perdurare nel tempo, ciò nonostante siamo sempre sicuri che “questo settore sarà il settore del futuro”.

Questo comportamento, assimilabile ad una scommessa, rischia di portarti ad una sovraesposizione in un settore specifico e potrebbe portare più rischi che benefici.

portafoglio d'investimenti

Conclusioni

Non esiste un portafoglio “perfetto”, ma ogni portafoglio deve rispondere a specifiche necessità d’investimento.

La stessa parte Core può variare enormemente da persona a persona, adattandosi alle sue necessità.

Ogni investitore dovrebbe quindi fare molta attenzione nel creare il proprio asset, limitandosi a prodotti che realmente svolgono una funzione ben chiara e codificata. 

La frase “ho scelto prodotti che credo andranno bene nel futuro” o “ho scelto prodotti che rendono bene” contengono due errori importanti:

  1. la prima frase ha insita la presunzione di voler prevedere qualcosa di imprevedibile. Questo ci espone a rischi che, per quanto improbabili, sono comunque possibili (strumenti sulle batterie o sulle energie rinnovabili dicono qualcosa?).
  2. la seconda, invece, parte dall’assunto sbagliato che un prodotto che cresce va bene per tutti. Basta ragionarci un attimo per capire che un determinato prodotto potrebbe, ad esempio, andar bene per un 25enne, ma non per un 40enne (o viceversa).

Proprio per questo è necessario rivolgersi ad un professionista che possa aiutarci a mettere ordine nel proprio portafoglio.

Così da ribilanciarlo al meglio secondo le esigenze e necessità del cliente.

Se invece partite già da un portafoglio costruito e volete un secondo parere per capire se avete fatto le cose per bene, potrebbe essere utile richiedere un’analisi del vostro portafoglio gratuita: un secondo parere da un professionista del mondo finanziario che può permettervi di capire se qualcosa si può sistemare e vi può aiutare ad evitare errori che possono rivelarsi costosi.

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