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Pensione di vecchiaia INPDAP: a che età si esce?

Se anche tu appartieni alla gestione ex INPDAP, scopriamo insieme i requisiti necessari per l’accesso alla pensione di vecchiaia INPDAP. In passato tutti i dipendenti pubblici potevano contare su un’età pensionabile più bassa rispetto ai dipendenti privati.

È ancora così, malgrado le ultime riforme pensionistiche? La pensione di vecchiaia quando arriva? Quali sorprese dobbiamo aspettarci?

INPDAP: pensione di vecchiaia

La gestione INPDAP è stata accorpata nel 2012 alla gestione INPS grazie alla riforma Fornero. Da tale data l’attività dei dipendenti pubblici viene gestita da INPS e le domande di pensione vanno presentate all’Istituto stesso, non alla amministrazione datrice di lavoro.

Sempre a partire dal 2012, la pensione di vecchiaia INPDAP, al pari delle altre pensioni, funziona come per la generalità dei lavoratori dipendenti. L’età pensionabile oggi è uguale per tutti, a prescindere dal sesso o dall’attività svolta (pubblica o privata).

Per il 2024/2025 l’età pensionabile stabilita per legge è pari a 67 anni di età.

INPDAP pensione di vecchiaia: chi va prima?

Bisogna stare, però, attenti perché per la vecchiaia INPDAP abbiamo delle eccezioni per alcune categorie di lavoratori statali.

  1. Primi tra tutti, le forze dell’ordine: le pensioni di vecchiaia INPDAP sono diverse per chi appartiene al settore difesa e sicurezza. Le forze dell’ordine infatti, viste le peculiarità della loro mansione, accedono alla pensione di vecchiaia a un’età più bassa. Abbiamo, quindi, dei requisiti di accesso più agevolati per militari, polizia, vigili del fuoco ecc. Il sistema è complesso, le età variano anche a seconda del ruolo e del grado, ne abbiamo già parlato in un nostro articolo dedicato al calcolo pensione forze di polizia.
  2. In secondo luogo, abbiamo delle piccole eccezioni anche per i lavoratori del comparto scuola per i quali è prevista un’unica finestra di uscita annuale. I docenti e il personale ATA vanno in pensione di vecchiaia sempre il 1 settembre di ogni anno. La finestra unica di pensionamento per il comparto scuola è stata introdotta per regolarizzare l’uscita dei docenti. Fino a qualche anno fa non esisteva e gli insegnanti potevano cessare il loro servizio e andare in pensione quando preferivano. Questo creava dei problemi di organizzazione, per coprire le cattedre vuote. Il problema è stato risolto prevedendo un’uscita unica per tutti a chiusura dell’anno scolastico.
  3. In terzo luogo, ricordiamoci che le date di pensione di vecchiaia INPDAP sono ormai uguali a quelle del settore privato, ma il calcolo pensione è diverso. Ugualmente saranno diverse nell’importo oltre che nell’accesso nel caso si appartenga al regime contributivo o al retributivo.

Sei un insegnante e vuoi sapere quando puoi andare in pensione? Abbiamo scritto un articolo solo per te: calcolo pensione personale scuola.

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Quali sono i requisiti pensione INPDAP?

Per accedere alla pensione di vecchiaia è necessario ad oggi aver compiuto 67 anni. Dal 2018 i requisiti di età per uomini e donne e sono stati parificati.

L’età non basta per la pensione di vecchiaia, perché è necessario avere all’attivo almeno 20 anni di contributi. Inoltre, come per le altre pensioni anche per la pensione INPDAP, vi è l’adeguamento alla speranza di vita. Siamo sicuri che per il biennio 2024/2025 l’età pensionabile sarà 67 anni, ma per gli anni successivi, bisognerà verificare le aspettative di vita che potrebbero alzare il requisito di età per andare in pensione.

Per l’anno 2027 viene previsto un innalzamento dell’età pensionabile da 67 a 67 anni e 2 mesi di età. L’aumento è dovuto alle aspettative di vita previsionali: l’ISTAT prevede che la vita media della popolazione italiana aumenterà Perciò, si vivrà di più e si dovranno pagare le pensioni per più anni. Di conseguenza, il sistema si bilancia aumentando il requisito per andare in pensione INPDAP.

Requisiti ridotti pensione di vecchiaia INPDAP

Non sempre è necessario versare i 20 anni di contributi, ci sono alcuni casi situazione particolari che derogano al minimo contributivo. Possono andare con solo con 15 anni di contributi particolari categorie:

  • chi ne contava 15 già nel 1992;
  • i cosiddetti “precari”: coloro che hanno un’anzianità contributiva di 25 anni che hanno avuto un impiego pubblico per almeno 10 periodi di durata inferiore alle 52 settimane;
  • chi è autorizzato al versamento dei contributi volontari alla data del 31/12/1992.

Fanno fede infatti per queste categorie le cosiddette “Deroga Amato”.

Hai un po’ di confusione? Abbiamo la soluzione! La guida più completa per studiare e approfondire la conoscenza del mondo delle pensioni.

Requisiti pensione INPDAP per i giovani

Le regole fino qui esposte riguardano chi ha iniziato a lavorare e versare prima del 01/01/1996. Chi ha iniziato a versare dopo il 01/01/1996, per prendere la pensione di vecchiaia INPDAP, dovrà soddisfare i requisiti previsti per i contribuenti del sistema contributivo.

Per chi appartiene al sistema contributivo i requisiti pensione INPDAP applicano una condizione ulteriore: l’assegno non dovrà essere inferiore all’assegno sociale minimo dell’INPS (quindi 534,41€ lordi nel 2024).

Se l’assegno è inferiore, si aspetterà l’anno successivo per vedere se l’importo è stato raggiunto. Altrimenti si dovranno aspettare i 71 anni e basteranno 5 anni di contributi effettivi.

Pensione anticipata contributiva una via di mezzo

Per chi è iscritto all’ex INPDAP e non ha contributi prima del 1/1/1996 c’è anche una terza possibilità: si chiama pensione anticipata contributiva.

Si può, infatti, andare in pensione con 64 anni e 20 anni di contributi effettivi, purché si riceva un assegno pari ad almeno 3 volte l’assegno sociale. Nel 2024 sono 1.603€ mensili lordi.

Le regole della pensione anticipata contributiva sono state recentemente cambiate dalla Legge di Bilancio 2024. L’importo soglia è pari a 3 volte l’assegno sociale per la generalità dei lavoratori INPDAP. Detto importo scende a 2,8 volte se madri lavoratrici con un figlio e 2,6 volte se madri di due o più figli.

È stata, inoltre, introdotta una finestra di tre mesi, prima inesistente, che allunga i tempi per ricevere il primo mese di pensione e la pensione liquidata avrà un tetto soglia pari a 5 volte il trattamento minimo (per il 2024 €2.993 lordi mensili) fino ai 67 anni di età. Significa che ci sono più possibilità di accedere alla pensione anticipata contributiva se lavoratrici madri, ma per tutti ci sarà un massimo incassabile fino al compimento dell’età pensionabile.

Che altre novità ci aspettano nel 2024? Entra nel nostro Caveau delle pensioni e scopri quali sono state tutte le novità per il 2024.

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Qual è l’importo della pensione con 20 anni di contributi?

L’importo della pensione di vecchiaia INPDAP con 20 anni di contributi dipende da una serie di fattori e dalla storia contributiva di ciascuno. In generale possiamo dire che la vostra pensione di vecchiaia sarà calcolata con il metodo misto, se hai iniziato a versare prima del 1996. L’importo della pensione sarà la somma di una quota retributiva e una contributiva.

Sulla prima avrà un certo peso la vostra ultima retribuzione pensionabile, quindi l’ultimo stipendio. Sulla seconda conteranno tutti i contributi versati dopo il 1996.

Se hai iniziato come dipendenti INPDAP dopo il 1996, avrai un calcolo interamente contributivo. L’importo della tua pensione sarà calcolato in base ai contributi versati durante tutto l’arco della carriera.

Vuoi saperne di più su come funziona il calcolo pensione? Leggi il nostro articolo: Come calcolo la mia pensione.

L’alternativa: pensione anticipata INPDAP

I dipendenti INPDAP possono andare in pensione per età con la pensione di vecchiaia oppure con gli anni di contributi versati. Se vanno in pensione con gli anni versati, smetteranno di lavorare prima dei 67 anni di età grazie alla pensione anticipata.

Il requisito minimo per andare in pensione anticipata è per la generalità dei lavoratori pari a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Detto requisito è valido per tutto il 2024 e rimane invariato fino al 31/12/2026.

Dal 01/01/2027 il requisito dei 42 anni (o 41) e 10 mesi di contributi potrebbe subire una variazione, un aumento dovuto alle aspettative di vita. In poche parole, probabilmente, nel 2027 non basteranno i 42 o 41 anni e 10 mesi di contributi, ma bisognerà lavorare di più per andare in pensione anticipata.

Qui sotto una tabella con i requisiti di anzianità contributiva previsionali forniti dalla Ragioneria generale dello Stato.

Anche per i dipendenti pubblici la finestra per andare in pensione anticipata è pari a tre mesi. Quindi, per esempio, se le 2.227 settimane di contributi (42 anni e 10 mesi) vengono versate il 12/02/2024, si potrà prendere la prima pensione dal 13/05/2024.

I dipendenti pubblici, infatti, al contrario di quelli privati, possono andare in pensione anche durante l’arco del mese. Si dice che esiste per loro la decorrenza inframensile.

Il dipendente privato, che matura il requisito per andare in pensione al 12/02/2024, potrà prendere il primo assegno pensionistico a partire dal 01/06/2024, perché costretto ad andare in pensione sempre con il primo del mese.

Vuoi saperne di più? Leggi il nostro articolo Pensione dipendente pubblico.

Il problema maggiore della pensione di vecchiaia INPDAP

Nel caso della pensione di anzianità INPDAP  la differenza non è tanto nei requisiti pensione, ormai uguali per INPDAP e INPS, quanto nell’assegno. Purtroppo il sistema pubblico risente di crescita degli stipendi molto limitata e determinata spesso da scatti e dal superamento di concorsi, spesso rari e di difficile preparazione.

Per questo le pensioni dei dipendenti pubblici corrono il rischio che seppur più certe, saranno più basse rispetto alle pensioni del settore privato.

Le riduzioni potrebbero essere anche maggiori, se si cercasse di anticipare il più possibile la pensione: per questo si consiglia di affidarsi a un consulente previdenziale indipendente.

Qui in basso troverai una stima della riduzione della pensione svolta tempo fa da Il Messaggero.

Pensione di vecchiaia Inpdap

In questo caso la miglior risposta è cominciare a costruirsi e accantonare un capitale attraverso la previdenza complementare. Per alcune specifiche categorie esiste anche un fondo negoziale da non sottovalutare.

Sei un giovane lavoratore INPDAP e non sai come comportarti? Valuta insieme a noi tutti i vantaggi e gli svantaggi per pianificare la tua pensione massimizzata!

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