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Qual è il più grande problema pensionistico di oggi

Il problema pensioni tanto sottovalutato da te e dallo Stato potrebbe presto esplodere. L’INPS può saltare a causa delle conseguenze della pandemia di Coronavirus? Cosa potrebbe accadere alle nostre pensioni?

Il problema pensioni è il classico problema italiano di natura congiunturale, ma con origine e radici strutturali.

Coronavirus e il problema pensioni

Nel post pandemia l’INPS potrebbe davvero saltare una volta per tutte? Non è così improbabile. Mentre il sistema sanitario è ormai in crisi nera, anche l’INPS potrebbe essere presto moribonda. Ti stai chiedendo il perché?

Ecco, dobbiamo pensare all’INPS proprio come una di quelle realtà produttive che hanno bisogno di lavorare. Nel suo caso il prodotto che vende è la forza lavoro.

Le persone lavorano e versano i contributi che altro non sono che le entrate, ovvero i ricavi dell’INPS. Se nessuno lavora e versa i contributi, l’INPS non ha entrate e di conseguenza come può far fronte alle uscite?

L’INPS, lo ha detto lo stesso Tridico, ex presidente dell’Istituto, potrebbe avere seri problemi di liquidità. Ma c’è una variabile che potrebbe aggravare e accelerare la progressione di questo collasso?

contributi minimi pensione

Il Cura Italia non cura l’INPS

I decreti varati durante il periodo di emergenza Covid19 potrebbe essere stati degli “ammala INPS” e potrebbero aver aggravato il problema pensioni. Infatti, se l’istituto già non aveva soldi, tutte le misure varate in fretta e furia l’hanno lasciato esangue.

Pensa che il reddito di cittadinanza e la Quota 100 hanno comportato il pagamento di 8 miliardi di prestazioni in più a carico dell’INPS. Tutti soldi che sono usciti e che oggi mettono a dura prova la stabilità finanziaria dell’Istituto.

Il primo decreto Cura Italia prevedeva 16 misure del valore di oltre 10 miliardi e per 11 milioni di cittadini: tra il bonus di 600€, il bonus bebè e la cassa integrazione. Le fuoriuscite sono state veramente enormi.

L’INPS, dobbiamo questa volta ammetterlo, è stata gravata da misure che non riguardano la propria missione originale, ma ha dovuto erogare prestazioni assistenziali nuove. L’unica giustificazione, nel caso del Coronavirus, è proprio nell’emergenza che ci siamo trovati di fronte.

La pandemia per fortuna ce la siamo lasciati alle spalle. Oggi cosa bolle nella pentola dell’INPS? Entra nel nostro Caveau delle pensioni per scoprire quali sono le ultime novità INPS 2024.

Una variabile imprevista per il problema pensioni: le spese!

In questi due anni l’INPS si è trovato ad affrontare altre due variabili impreviste:

  1. la crescita vertiginosa dell’inflazione, che aumenta la spesa totale dell’Istituto, perché le pensioni in pagamento vengono adeguate al carovita e diventano più ricche;
  2. la riduzione dei requisiti anagrafici per andare in pensione.

In poche parole, le conseguenze macroeconomiche della crisi Covid19 e l’alto tasso di mortalità hanno comportatooggi per INPS il dover pagare pensioni più alte. Si tratta, quindi, di più spesa per più persone, perché l’età pensionabile prevista è rimasta 67 anni.

Prima del Covid19 le aspettative di vita media aumentavano l’età pensionabile e si prevedeva di andare in pensione a 67 anni e 3 mesi di età per il 2024. In realtà le aspettative di vita sono state pari a zero e oggi di va in pensione ancora con 67 anni di età. La spesa potrebbe crescere ben oltre quanto stimato con un serio aggravio per le casse dell’INPS. Non a caso dall’Europa ci richiamano ad abolire misure di anticipo della pensione, come ad esempio Quota 100.

Il problema pensioni in Italia non è di certo causato solo dal periodo Covid19, ma è strutturale ed esisteva già. Procediamo a vedere quali sono i problemi strutturale del sistema pensionistico italiano.

Sai che ci sono 5 modi per smettere di lavorare prima e prendere una pensione più alta?

Problema pensioni: origini strutturali

L’INPS sta vivendo una crisi strutturale. Vediamo quali sono i motivi di questa crisi e qual è il problema pensionistico di oggi.

Negli ultimi anni hai sicuramente sentito parlare del problema pensionistico che sta per esplodere nel nostro paese. Spesso non è ben chiaro cosa ci aspetta veramente. In genere sappiamo che esiste un problema previdenziale e sentiamo in giro diverse battute a riguardo. Infatti, scommettiamo che molte persone non sanno a che età potranno andare in pensione e soprattutto qual è la stima ad oggi del loro assegno pensionistico.

Partiamo subito e andiamo a vedere i due problemi principali per le nostre pensioni:

  • l’aspetto demografico;
  • l’aspetto economico del nostro paese.

Problema pensioni: il problema demografico

Analizzare l’andamento demografico del nostro paese è importante in tema di pensioni perché devi sapere che l’INPS è un sistema a ripartizione. Il sistema INPS è sorretto da un patto tra generazioni in cui i lavoratori di oggi pagano la pensione ai pensionati di oggi, sperando che i lavoratori di domani faranno altrettanto con loro.

Ecco quindi che analizzare l’andamento demografico diventa fondamentale.

problema pensioni

In questa immagine si può vedere come nel 1972, la popolazione in età lavorativa era ben superiore di quella in età pensionistica.

Spostandoci di qualche anno, si può osservare la stima dell’ISTAT, sulla popolazione italiana del 2036.

 

problema pensioni

Balza subito all’occhio il crollo delle nascite che stiamo vivendo da qualche anno. Ogni coppia fa in media 1,3 figli e questo sta condizionando parecchio la cosiddetta piramide demografica.

Nel 2036 è previsto infatti che ci sarà una grossa fetta della popolazione che sarà in età pensionistica. Il fatto che i lavoratori dovranno garantire la pensione a così tanta gente è fonte di preoccupazione.

Il problema economico delle pensioni

Dal punto di vista economico sono 3 le variabili principali che non ci infondono pessimismo:

  • il PIL;
  • il livello del debito;
  • la disoccupazione.

1) Il PIL non cresce

Questo purtroppo, a differenza del pensiero di molti, non è dovuto alla crisi del 2008 e del 2011, bensì a dei motivi molto più strutturali, che hanno fatto in modo che l’Italia fosse fanalino di coda dell’Europa.

2) Il debito

Questo è uno dei nostri problemi principali ed è intuibile che, essendo le pensioni una voce di spesa del bilancio pubblico, bisogna trovare il modo per ridurre questa spesa.

3) La disoccupazione

Questo, proprio per il sistema che si basa su un modello a ripartizione, non giova a tutto il sistema. Meno stipendi vogliono dire meno contributi versati nelle casse dell’INPS.

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La riforma Fornero: utile per il problema pensionistico?

Queste caratteristiche hanno portato a un duro iter legislativo, sfociato nella Riforma Fornero, definita “lacrime e sangue”.

Tale riforma infatti decretò il sistema di calcolo contributivo per tutti dal 1/1/2012. Inoltre, apportò una revisione dei parametri della pensione di vecchiaia e di quella anticipata. Agganciò i requisiti anagrafici e contributivi per andare in pensione, alla speranza di vita. Sarebbe a dire, automaticamente, senza aver bisogno di nuove riforme si andrà in pensione sempre più tardi.

Previsione di pensione per un ragazzo neolaureato

Andiamo ora a vedere attraverso un esempio concreto la situazione di un ragazzo che chiameremo Mario che, dopo la laurea, entra nel mondo del lavoro all’età di 25 anni. 

Mario è nato il primo febbraio del 1999 e una volta conseguito il titolo di laurea, ha trovato lavoro come apprendista a 12.000 euro lordi annui. Per un giovane laureato può sembrare poco, ma oggi, questo tipo di retribuzione è all’ordine del giorno.

Rimanendo in tema pensionistico, il problema è che con il calcolo contributivo, una bassa retribuzione nei primi anni lavorativi andrà a incidere negativamente sull’assegno pensionistico. Nell’analisi previdenziale però, abbiamo ipotizzato una brillante crescita della carriera lavorativa. Abbiamo posto una crescita di circa il 3% annuo, che dovrebbe portare Mario a percepire circa 52.607 euro nel 2069.

Ipotizzando che Mario lavori ininterrottamente per tutta la sua vita, la prima data utile alla pensione arriverebbe nell’agosto del 2064, a 70 anni compiuti. Ma con quanto? Quale potrebbe essere la sua pensione mensile?

E se Mario fosse un libero professionista sarebbe meglio per lui? Mica tanto, leggi il nostro articolo: pensioni liberi professionisti perché sono più basse.

pensione per le donne

Problema pensioni, quanto rischia di perdere?

È difficile stabilire oggi quanto prenderà di pensione, perché mancano 40 anni e l’orizzonte temporale è troppo ampio. Ora possiamo valutare la differenza tra ultimo stipendio prima della pensione e primo mese di assegno pensionistico. Questo è il numero percentuale che ci rende coscienti di avere un problema previdenziale.

Nel caso del nostro Mario, il tasso di sostituzione, ovvero il rapporto tra il suo ultimo stipendio e la pensione, sarebbe di circa il 60%. Vuol dire che oggi possiamo dirgli che una volta in pensione dovrà probabilmente vivere con poco più la metà del suo ultimo stipendio.

Facciamo qualche altra ipotesi. Il tasso di sostituzione potrebbe arrivare a circa il 75% dell’ultima retribuzione utile, se Mario lavorerà fino alla soglia dei 75 anni compiuti (febbraio del 2069).

Ora ti sorgerà questo dubbio: andare in pensione con pochi soldi o lavorare fino alla vecchiaia inoltrata?

Non preoccuparti, abbiamo la soluzione: inizia oggi a pianificare la tua pensione e crea una rendita integrativa con i tuoi risparmi. Se non sai come fare, rivolgiti ai consulenti indipendenti, attiva un check up gratuito della tua pensione.

Perché diciamo che esiste un problema pensioni?

Perché Mario, in base ai contributi versati durante la sua carriera, avrebbe un assegno pensionistico lordo di 24.000€. Prima di andare in pensione ha invece uno stipendio annuo lordo di 30.000€. Il gap previdenziale annuo sarebbe di quasi 6.000€. Ciò significa che c’è un problema, perché le sue entrate saranno pari a circa 461€ in meno al mese. Da considerare inoltre che questo abbassamento di reddito arriva in un momento della vita in cui è difficile creare un reddito alternativo. In vecchiaia, a causa dell’età anagrafica raggiunta, abbiamo meno energie e più “acciacchi”.

Speriamo con questo esempio di averti dato l’idea del problema pensioni che c’è oggi in Italia. Ancora di più speriamo che questo articolo ti abbia dato l’input di informarti meglio sull’argomento e di scoprire la tua situazione previdenziale ad oggi.

E tu cosa ne pensi del problema pensioni italiano? Stai già facendo qualcosa per affrontare il problema pensioni tuo e dei tuoi cari?

Non perdere tempo e inizia nel mopdo giusto a mettere da parte i soldi per goderti un po’ di pace appena potrai andare in pensione! Basta fare con noi una consulenza gratis!

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