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Quali sono i beni rifugio per eccellenza in cui investire?

Beni rifugio: la guida definitiva

Asset a basso rischio capaci di fornire una buona riserva di valore nel tempo: utopia? Niente affatto! Questa è la promessa (mantenuta) dei beni rifugio: oro, orologi, diamanti ma anche criptovalute, ETF, vino e auto d’epoca. Vuoi saperne di più? In questo articolo ti sveleremo tutto quello che c’è da sapere su questi investimenti, quali sono i vantaggi, gli svantaggi e cosa dovresti fare per tutelare il tuo patrimonio.

Cosa sono i beni rifugio?

No risk, no rewards: è davvero così? La risposta è no, soprattutto in un periodo particolare come quello che stiamo vivendo in cui la propensione al rischio sembra sia stata sostituita da un’avversione al rischio stesso.

La crescente volatilità e l’incertezza dei mercati spingono gli investitori di tutto il mondo alla ricerca di opzioni remunerative ma soprattutto sicure. Sembra un paradosso vero? Eppure, come trader, proteggere il tuo capitale è fondamentale e trovare delle opzioni che non siano legate all’attualità dell’economia equivale a fare goal a porta vuota!

Queste opzioni esistono davvero e sono rappresentate dai beni rifugio. Con questo termine intendiamo gli asset che hanno un valore intrinseco che si mantiene nel tempo, anche in quelle situazioni in cui gli altri investimenti, generalmente quelli a rischio più elevato, subiscono svalutazioni più o meno accentuate e un deprezzamento abbastanza marcato.

Questi asset, per continuare la metafora calcistica, rappresentano la tua “difesa” perché resistono alle turbolenze del mercato perché non sono strettamente legati all’evoluzione dell’economia e del mondo finanziario.

Le recessioni sono inevitabili e difficili da prevedere e ogni crisi determina la diminuzione del valore degli investimenti I beni rifugio invece, anche in caso di recessione, mantengono inalterato il loro valore o lo aumentano. Niente male vero? Ok, non saranno paragonabili ai rendimenti delle azioni growth, tanto per fare un esempio, ma, segnatelo in agenda, i beni rifugio sono fondamentali per difendere il tuo portfolio dagli effetti delle recessioni economiche.

Prima di continuare, riassumiamo i punti chiave di questo paragrafo.

I beni rifugio (safe havens in inglese):

  • offrono protezione e sicurezza nei periodi di crisi finanziaria;
  • consentono la diversificazione del portafoglio e aiutano a limitare l’esposizione alle perdite.

https://fastercapital.com/i/Empowering-Investors-with-Informed-Decision-Making–The-Impact-of-Investor-Behavior-on-Decision-Making.webp

Quali sono le caratteristiche di un bene rifugio?

Per formare la squadra che metterai in campo, devi capire quali sono le caratteristiche che dovranno avere i giocatori che piazzerai in difesa, giusto? La stessa cosa devi fare con questi asset. Dopo aver chiarito cosa significa bene rifugio, andiamo a vedere le qualità che devono possedere. Pronto?

Le peculiarità del perfetto safe haven sono:

  • Liquidità

Con quanta facilità puoi o acquistare e vendere l’asset? Un bene rifugio deve poter essere convertito facilmente in contanti in qualsiasi momento quindi richiede un mercato attivo capace di consentire una liquidazione facile che però non perda di vista elementi come lo spread ovvero il margine tra il prezzo di acquisto e quello di vendita.

  • Offerta limitata

Il bene rifugio deve avere un’offerta limitata e una domanda stabile per evitare un deprezzamento.

  • Bassa volatilità

Questi asset devono proteggerti dal rischio di inflazione, rimanendo relativamente insensibili alla volatilità complessiva del mercato finanziario.

  • Certezza della domanda futura

Quando investi in questi beni, devi avere la certezza che l’asset non decadrà nel tempo e che tra qualche anno questa risorsa sarà utile come oggi. Ricorda che è fondamentale effettuare una valutazione obiettiva in merito all’eventualità o meno di un mercato futuro per l’asset: in mancanza di questo, l’asset non può immagazzinare valore.

  • Permanenza

La qualità del bene deve rimanere sempre la stessa, non deve deteriorarsi né decomporsi. Facciamo un esempio: allestire una tartufaia è un ottimo investimento, conservare un tartufo prezioso, tipo quello battuto all’asta nel 2023 per 130mila euro, per poi rivenderlo tra qualche anno non è esattamente l’idea del secolo, vista la natura deperibile del prodotto!

C’è qualcosa che già non ti torna o non capisci? Entra nel Caveau degli investimenti e scopri tutti i trucchi del mondo finanziario. Le cose saranno più chiare e facili, promesso!

Beni rifugio: vantaggi e svantaggi

I beni rifugio rappresentano una sorta di investimento sicuro a cui rivolgersi per affrontare al meglio le turbolenze di natura finanziaria, economica o politica.

Il vantaggio principale di questi investimenti è possedere un valore reale che non solo tende a persistere nel tempo ma è destinato a crescere anche in periodi specifici ovvero quando l’aumento della domanda di mercato fa sì che aumenti anche il prezzo.

Lo svantaggio? Quando l’economia galoppa e il contesto circostante è positivo possono presentare rendimenti bassi o registrare aumenti di prezzo più deboli; l’investitore quindi deve saper riconoscere le fasi del mercato e decidere tempestivamente se acquistare o vendere.

Non è facile, te lo diciamo subito: se l’acquisto viene effettuato troppo tardi, in una fase di crash, l’effetto di copertura diventa meno efficace, se lo fai troppo presto però non sfrutti tutto il potenziale di un primo movimento al rialzo. Sembra un caos ma in realtà questo ostacolo lo aggiri facilmente grazie alla diversificazione del tuo portfolio che ti permette una crescita finanziaria robusta e sostenibile nel tempo.

Perché investire in beni rifugio?

I safe havens forniscono protezione contro potenziali perdite, in particolare durante le recessioni del mercato o l’incertezza economica. Sono adatti a persone che vogliono preservare il proprio capitale e per le quali la stabilità è uno degli obiettivi più importanti nella gestione del proprio portfolio.

Quando investire in un bene rifugio?

I beni rifugio in caso di guerra o di default: questi sono i periodi più gettonati per i safe havens che sono particolarmente richiesti durante i periodi di turbolenza economica e finanziaria prima che si verifichi il declino dei mercati oppure quando è già in corso per paura che la situazione peggiori.

Come integrare i beni rifugio nella tua strategia di investimento?

Per integrare i beni rifugio nel tuo portfolio, è importante diversificare i tuoi investimenti e tenere conto della tua propensione al rischio.

Ti diamo qualche suggerimento pratico per iniziare:

  • prima di investire in beni rifugio, determina la tua tolleranza al rischio in base alla tua situazione finanziaria e ai tuoi obiettivi;
  • diversifica il tuo portafoglio e investi in una gamma di asset, compresi beni rifugio, per ridurre al minimo il rischio complessivo;
  • proteggi e amplia il tuo portfolio, utilizzando l’interesse composto per creare nuovo capitale da investire, in pratica non fai altro che aggiungere gli interessi che ottieni da un investimento al capitale iniziale.

In questo video ti spieghiamo come fare e qui puoi trovare un pratico calcolatore gratuito dedicato proprio all’interesse composto.

azioni societarie

Quali sono i migliori beni rifugio?

Ok, siamo arrivati al momento clou ovvero la formazione della nostra difesa. Per creare una squadra invincibile avrai bisogno di un fuoriclasse ma anche di una colonna storica e ricca di esperienza in campo, di un giovane promettente, di un terzino, di un difensore centrale e un centrocampista. Qui di seguito ti forniamo una lista dei migliori beni rifugio, partendo da quello più tradizionali e arrivando a quelli più innovativi.

Oro

Perché l’oro è considerato il bene rifugio per eccellenza? Te lo spieghiamo subito:

  • Stabilità

L’oro è spesso considerato una delle scelte più popolari per investire durante i periodi di instabilità economica. Il suo valore, ad esempio, è aumentato in modo significativo durante la crisi finanziaria globale del 2008 offrendo agli investitori un rendimento di circa il 20%; in pratica ha dimostrato che le valute cartacee possono perdere valore a causa dell’inflazione o delle turbolenze economiche mentre il valore intrinseco di questo metallo rimane stabile (o aumenta) nel tempo

  • Diversificazione

L’oro è quel giocatore esperto capace di interagire con tutti i membri della squadra; in pratica è perfetto per la diversificazione dei tuoi investimenti perché presenta una bassa correlazione con azioni e obbligazioni.

  • Domanda costante

La domanda di investimenti in oro rimane solida poiché gli investitori di tutto il mondo riconoscono il suo ruolo nel preservare la ricchezza e spesso scelgono di includerlo nei loro portafoglio.

Il valore dell’oro non dipende dai risultati di un’azienda o dalla capacità di uno Stato di ripagare il proprio debito, non fornisce interessi, dividendi o cedole.

È tutto “oro” quello che luccica? No! Gli esperti stimano che il 20% delle transazioni in oro siano investimenti speculativi capaci di generare ampie variazioni di prezzo. Nel 2008 molti investitori, come abbiamo visto, hanno scelto questo metallo per tutelare il proprio portfolio e senza dubbio ha funzionato; dopo la ripresa però i prezzi sono crollati! Questo è il motivo per cui, prima di investire, dovresti richiedere una consulenza personalizzata.

Diamanti

I diamanti si comportano in modo diverso rispetto all’oro in quanto presentano una minor volatilità, il loro prezzo è senza dubbio uno dei meno volatili al mondo. Tra la continua (e forte) domanda e l’esaurimento delle riserve, i prezzi sono aumentati in media del 6% all’anno per 5 anni.

Immobili

Gli immobili situati in aree geografiche stabili con una domanda costante, rappresentano un bene rifugio molto interessante: ma è davvero così?

Il famoso mattone è considerato un asset sicuro perché gli investitori credono che il rapporto rischio-rendimento sarà sempre più vantaggioso rispetto a un investimento finanziario, e in linea di massima lo è. Non dimentichiamo però che anche questo settore conosce i suoi cicli e le sue crisi.

Vuoi un consiglio ad hoc? Punta sulle grandi città o comunque in luoghi in cui il prezzo al metro quadro non scende nemmeno quando c’è aria di crisi.

Titoli di stato e obbligazioni

Cos’hanno in comune i Bund tedeschi, il Treasury USA, i BOT e BTP? Sono considerati beni rifugio perché ti permettono di fare affidamento su un rendimento variabile o fisso.

Nell’ottica di rendere ancora più articolato il portfolio puoi guardare con particolare interesse ai titoli di stato emessi da paesi che vantano una rilevante stabilità economica e un elevato rating. Oltre ai Bund e ai Treasury, negli ultimi tempi si sono rivelati interessanti i titoli di stato spagnoli e gli OAT francesi.

Valute

Tradizionalmente, le valute sulle quali investire sono il dollaro Usa, lo yen giapponese e il franco svizzero ovvero quelle che comunemente indichiamo come monete forti in quanto sono caratterizzate da un’eccezionale resistenza alla svalutazione e perché provengono da nazioni che vantano conti pubblici “verdi”, quindi attivi. La grande stabilità economica e politica offre agli investitori sufficiente fiducia nel fatto che il valore della valuta sarà mantenuto nonostante possibili crisi economiche.

Le valute quindi convengono davvero? La risposta è sì a patto che eviti questi errori:

  • non avere una strategia di investimento definita;
  • non saper gestire adeguatamente rischio e capitale;
  • non possedere sufficienti informazioni ed esperienza.

ETF

Gli ETF sono redditizi e trasparenti, possono essere acquistati o venduti in qualsiasi momento, offrono una maggiore diversificazione rispetto ai singoli titoli e il tuo denaro è protetto nel caso in cui il tuo fornitore di ETF diventi insolvente.

Con questi prodotti quindi puoi ottenere un ottimo rendimento a lungo termine sul mercato azionario. In particolare, investire in un ETF sull’oro può rivelarsi particolarmente interessante in un contesto economico incerto o durante una crisi finanziaria.

Gli svantaggi? Pur essendo negoziabili in qualsiasi momento, non sono adatti agli investimenti a breve termine.

Criptovalute

Le criptovalute, ma soprattutto i Bitcoin, sono considerate l’oro digitale. Uno dei principali vantaggi delle criptovalute è che sono decentralizzate e non sono (ancora) soggette agli stessi controlli normativi delle valute o delle monete fiat tradizionali: queste caratteristiche li rendono meno vulnerabili alle forze economiche e politiche che influenzano gli investimenti standard.

Le criptovalute offrono anche un elevato livello di liquidità e trasparenza ma sono davvero un bene rifugio sul quale puntare? Dipende dalla tua capacità di gestione del rischio: il bitcoin è un asset il cui prezzo è troppo volatile per essere classificato come un bene rifugio nel senso più tradizionale del termine. Se vuoi saperne di più, abbiamo creato una guida dove trovi tutto quello che c’è da sapere su questo asset.

Orologi e beni di lusso

Tra i beni rifugio, Rolex, Patek Philippe, Audemars Piguet e Breitlin sono orologi che non solo incarnano l’idea del lusso e dell’esclusività ma rappresentano degli interessanti asset sui quali puntare così come alcuni modelli di borse come le celebri Birkin e Kelly di Hermés. Non ci credi? Ti facciamo subito un esempio: la 2.55, una borsa che fa parte dei classici Chanel, ha visto crescere il suo valore in modo esponenziale registrando negli anni un aumento del 91%.

Non sei ancora convinto? Ti diamo 3 motivi per investire in orologi e beni di lusso:

1) sono riconosciuti come classici del mercato del lusso e hanno acquisito una reputazione incrollabile;

2) vengono prodotti in piccole quantità e il loro prezzo aumenta ogni anno: più un orologio di lusso è raro e desiderabile, più è probabile che aumenti di valore.

3) non perdono valore sul mercato dell’usato, a condizione che siano stati curati e mantenuti in buone condizioni.

Opere d’arte

Negli ultimi vent’anni, le opere d’arte sono diventate un vero e proprio bene rifugio perché rappresentano un mercato che, al pari di quello dell’oro, delle pietre preziose e degli immobili, è naturalmente resistente alle fluttuazioni dei mercati finanziari.

Ma come si fa a sapere se un’opera d’arte aumenterà di valore? I criteri che entrano in gioco sono numerosi: epoca, rarità dell’opera, quotazione dell’artista, soggetto trattato e così via.

Le opere dei grandi maestri rappresentano ovviamente un mercato senza tempo che però implica acquisti a caro prezzo. L’ideale sarebbe puntare su un artista prima che raggiunga la fama ma è una scommessa da un milione di dollari. Aggiriamo l’ostacolo e facciamo giocare nella nostra difesa artisti contemporanei quotati come Basquiat, Koons, Wool, Doig Kaws e Saville.

Per massimizzare questo investimento ricorda due passaggi fondamentali:

  • solo le opere degli artisti più riconosciuti (e quindi più costosi) registrano una crescita forte e regolare;
  • investire nell’arte richiede una rigorosa selezione delle opere per ammortizzare gli elevati costi di acquisizione e proteggersi dalla volatilità di questo mercato.

Francobolli

Nel 1856, il British Guiana One-Cent Magenta valeva all’incirca 1 penny. Nel 2014 è stato venduto all’asta per 7,1 milioni di euro, diventando in questo modo il francobollo più costoso del mondo. Investire in francobolli quindi conviene? Si, perché è un mercato sostenibile a lungo termine, vasto, internazionale, vigilato e documentato e non solo. La “quota d’ingresso” è anche abbordabile perché una buona collezione può partire tranquillamente da 1000 euro.

Ti diamo qualche consiglio veloce. Preferisci vecchi francobolli in edizione limitata perché rari e molti richiesti; in caso contrario, dai la precedenza al periodo semi moderno (tra il 1900 e il 1935).

Attenzione alla qualità, evita le vendite sul web ma fai sempre riferimento ad associazioni e riviste specializzate del settore che ti saranno utili anche per sviluppare le conoscenze indispensabili per individuare l’acquisto giusto.

vino investimenti

Vino

In vino veritas ma anche pecunia ovvero nel vino trovi la verità ma anche il denaro!

Secondo gli analisti, il vino rappresenta un’interessante e innovativa alternativa ai classici beni rifugio. Da quando la crisi ha paralizzato i mercati finanziari, molti nuovi investitori in cerca di un asset difensivo si sono imbattuti in questa nuova possibilità. Negli ultimi dieci anni i prezzi del vino sono aumentati del 12% ogni anno; nel 2008 e nel 2011 si è verificata una leggera frenata seguita però da una rapida ripresa.

Un vino pregiato cresce in maniera indipendente dai mercati azionari e dall’economia; è un bene materiale il cui prezzo è determinato dalla domanda di intenditori e collezionisti, non subisce un’inflazione elevata, la volatilità è bassa. Le fluttuazioni dei prezzi sono una rarità e si muovono principalmente in una direzione ovvero al rialzo!

Attenzione però: per evitare errori e sprecare soldi devi possedere una conoscenza approfondita del mercato del vino o affidarti a una consulenza specializzata.

Un aiuto professionale ti evita anche di cadere nella contraffazione. Secondo una recente stima, 1 bottiglia d’annata su 5 è contraffatta!

Auto d’epoca

Le auto d’epoca non sono soltanto un hobby costoso ma anche un’occasione per far giocare un fuoriclasse nella tua squadra.

Il criterio principale per valutare il valore di un’auto da collezione non è l’età in sé ma la sua rarità quindi il focus è cercare veicoli prodotti in pochi esemplari o in edizioni limitate.

Vuoi un esempio? La Bugatti Royale, prodotta in soli 6 esemplari, costa oggi circa 40 milioni di euro. In pratica è come mettere in squadra un terzino come Lucas Hernandez e no, la Duna dello zio Peppino, per quanto vecchia, non ha mercato! L’altro fattore determinante nel valore di un’auto da collezione sono ovviamente le sue condizioni che devono essere ottime.

Un’auto d’epoca ha, per definizione, più di 30 anni e contano tantissimo sia la storia che il design; negli ultimi tempi, le cosiddette “young timer” (prodotte dopo il 1990) sono auto che hanno iniziato a dare qualche soddisfazione.

Beni rifugio: domande frequenti

  • I beni rifugio offrono rendimenti elevati?

In genere offrono rendimenti inferiori rispetto agli investimenti più rischiosi tuttavia possono fornire un reddito stabile e costante nel tempo.

  • Quale percentuale del tuo portafoglio dovrebbe essere costituita dai beni rifugio?

Dipende ovviamente dalla tua situazione finanziaria, dai tuoi obiettivi e dalla propensione al rischio. Come regola generale, puoi destinare circa il 10%-20% del tuo portafoglio ai safe havens.

  • Come riconoscere la sicurezza di un bene rifugio?

I fattori che devono essere presi in considerazione quando si valuta la sicurezza di un investimento includono l’affidabilità, le performance passate, le condizioni di mercato, la diversificazione e il livello di sostegno o le garanzie governative.

  • I beni rifugio possono generare perdite?

Sebbene il rischio di perdere denaro sia inferiore, esiste comunque la possibilità di una perdita che puoi però arginare con la diversificazione del portfolio.

  • Qual è il bene rifugio con il rendimento più alto?

L’obiettivo non è un rendimento elevato ma la conservazione del capitale e una buona liquidità da poter utilizzare al bisogno.

In conclusione, investire nei beni rifugio conviene soprattutto se vuoi diversificare il tuo portfolio. Non sai come fare? Contattaci per un’analisi gratuita del tuo portfolio!

Non perdere più tempo! È arrivato il momento di efficentare i tuoi investimenti con la nostra analisi gratuita e guadagnare ancora di più!

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