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Tabella dell'età pensionabile: scopri quando smetterai di lavorare

Tabella dell’età pensionabile: scopri quando smetterai di lavorare

Nel contesto in cui viviamo prendersi cura delle proprie finanze è diventato indispensabile. Per i nostri nonni la pensione non era un problema: era sufficiente lavorare, per ricevere un adeguato assegno pensionistico. Oggi non è più così. Se saremo fortunati, potremo avere una pensione che sarà la metà, se non di meno, del nostro ultimo stipendio o reddito.

La possibilità di cambiare le carte in tavola c’è, sta al singolo prenderla o lasciarsela sfuggire.

Le tabelle sull’età pensionabile

I requisiti per la pensione hanno subito svariate modifiche a seguito del decreto legge 6 dicembre 2011, più comunemente chiamato riforma Fornero.

Per capire quando potresti andare in pensione, puoi utilizzare delle tabelle che in questo articolo andiamo a spiegarti nel dettaglio. Quali sono i vantaggi di utilizzare le tabelle sull’età pensionabile? Il vantaggio principale è la semplicità con cui viene indicato approssimativamente quando, secondo le norme attuali, raggiungerai l’ambito traguardo della pensione.

Le suddette tabelle sono il risultato dell’unione tra requisiti anagrafici e contributivi: analizzandole contemporaneamente sarai in grado di capire se e quando andrai in pensione. L’unico difetto di queste tabelle è la generalità delle informazioni, derivanti da simulazioni fatte su situazioni lineari e ordinarie. Le tabelle sulle età pensionabili sono utili per capire quando si può andare in pensione di vecchiaia o anticipata ai sensi della riforma Fornero.

Non esistono tabelle per capire invece se hai diritto ad altri tipi di pensionamento, come per esempio Quota 103, perché i requisiti sono sempre in continua evoluzione. La data di pensione potrebbe cambiare a seconda della tua situazione personale, se per esempio sei un lavoratore precoce, un caregiver o un lavoratore addetto ad una mansione gravosa.

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Sistema retributivo, misto o contributivo: tu in quale sei?

Per capire come verrà calcolata la tua pensione, devi scaricare il tuo estratto conto contributivo e guardare quando hai iniziato a versare. La data di riferimento è il 01/01/1996: conta gli anni prima e dopo e potrai scoprire qual è il sistema di calcolo pensione applicato. Eccoti le regole principali:

  • chi ha versato più di 18 anni di contributi al 31/12/1995, rientra nel retributivo fino al 31/12/2011 e nel contributivo dal 01/01/2012;
  • chi ha meno di 18 anni di anzianità contributiva al 31/12/1995, rientra nel retributivo fino al 31/12/1995 e nel contributivo dal 01/01/1996;
  • chi ha iniziato a lavorare dopo l’01/01/1996 rientra solamente nel regime contributivo.

E tu sai come verrà calcolata la tua pensione? Per saperne di più leggi il nostro articolo: “Come calcolare la mia pensione”.

Qual è la principale differenza?

La differenza sostanziale tra i diversi regimi di calcolo è l’assegno pensionistico che si andrà a percepire. Tale assegno sarà generalmente maggiore nel caso venga applicato il metodo retributivo e via via minore passando al metodo contributivo.

Sai di rientrare nel regime contributivo e sei preoccupato per la tua pensione? Hai paura che una volta finito di lavorare non avrai abbastanza soldi per vivere? Inizia oggi la tua pianificazione previdenziale: richiedi un check up gratuito e costruiamo insieme una strategia d’uscita per aumentare la tua pensione futura.

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Tabella sul pensionamento con pensione anticipata

Il calcolo della pensione anticipata è basato esclusivamente sulla somma dei contributi, senza considerare l’età pensionabile. Si va in pensione perché si è versato un certo ammontare di anni di contributi, non perché si è compiuta l’età pensionabile. Fino al 31/12/2026 il requisito sarà:

  • 42 anni e 10 mesi per gli uomini;
  • 41 anni e 10 mesi per le donne.

Dal 01/01/2027 ci aspettiamo dei nuovi aumenti dovuti alle aspettative di vita. Per chi rientra nel sistema misto, la seguente tabella elaborata da PensioniOggi.com mostra i requisiti fino al 2050:

Invece, per i lavoratori del sistema contributivo, cioè per chi ha iniziato a versare dopo il 01/01/1996,  la tabella di riferimento è la seguente:

Se riesci ad arrivare a 2.227 settimane di contributi (2175 per le donne) al 31/12/2026, puoi andare in pensione con i canonici 42 anni e 10 mesi (41 anni e 10 mesi per le donne). Se non raggiungi il traguardo per tempo e scivoli al 2027, il requisito, stando all’attuale normativa, aumenta a 43 anni e 1 mese, 4 mesi ecc.

Tutto è dovuto dal fatto che dal 1 gennaio 2027 vengono applicate di nuovo le aspettative di vita che aumentano il requisito contributivo minimo per accedere alla pensione anticipata.

Tabella pensionamento con la pensione di vecchiaia

L’età pensionabile è il parametro fondamentale per capire quando puoi andare in pensione di vecchiaia. Al contrario della pensione anticipata, la pensione che si ottiene per età ha un requisito minimo di contributi esiguo, vale a dire che sono sufficienti generalmente solo 20 anni di lavoro per potervi accedere. Prima della riforma Fornero si poteva andare in pensione a circa 60 anni, dopo il 2012 le attese si sono allungate molto e oggi si va in pensione a 67 anni di età.

Sull’età pensionabile bisogna tenere d’occhio gli aumenti dovuti alle aspettative di vita.

L’ISTAT infatti stima la speranza di vita media della popolazione italiana e in base a quella l’INPS applica degli incrementi sull’età pensionabile. Quindi, ad esempio, se la speranza di vita media si alza di 3 mesi, allora non si potrà più andare in pensione a 67 anni, ma il requisito salirà a 67 anni e 3 mesi.

Per il 2024 e gli anni seguenti erano previsti degli aumenti di almeno 3 o 6 mesi. Detti aumenti non ci sono stati per via della pandemia Covid19 che ha sfortunatamente abbassato le speranze di vita media. Ad oggi si stima che il requisito odierno dei 67 anni di età rimarrà in vigore fino a tutto il 2028.

Di seguito trovi la tabella di PensioniOggi.com aggiornata con i requisiti per la pensione di vecchiaia:

L’età pensionabile non cambia per i contribuenti del sistema previdenziale misto, iscritti prima del 01/01/1996, e sistema contributivo, giovani contribuenti con iscrizione post 1996. Di base è sempre quindi 67 anni di età più adeguamenti dovuti alle aspettative di vita.

Sul lato destro della tabella puoi vedere un requisito di ben 71 anni di età, a cosa si riferisce? Prosegui nella lettura e ti spiegheremo che è solo un’alternativa in più riservata ai contribuenti più giovani.

Cosa cambia per i contribuenti giovani?

Tutti i lavoratori che hanno iniziato a versare dopo il 1996 hanno delle opportunità di pensionamento in più, ma anche dei requisiti più stringenti. Prima di tutto, per accedere alla pensione di vecchiaia a 67 anni di età, oltre aver versato 20 anni di contributi, devono aver maturato una pensione almeno pari all’assegno sociale. Che significa? Chi è più giovane e ha iniziato a lavorare dopo il 1996, per poter andare in pensione di vecchiaia, non dovrà solo compiere l’età pensionabile e avere 20 anni di contributi, ma dovrà avere anche una pensione almeno di 600 euro circa (per il 2024 l’assegno sociale ammonta a €534,41).

Se arrivi ai 67 anni e hai maturato una pensione inferiore, per esempio di €400, non puoi andare in pensione. Per questo motivo, i lavoratori del sistema contributivo hanno una seconda opportunità: possono andare in pensione a 71 anni di età con anche solo 5 anni lavoro e senza ulteriori requisiti.

Hai maturato una pensione di €400 o non sei arrivato ai 20 anni di contributi? Non vai in pensione a 67 anni, ma a 71 anni di età con il minimo versato.

Tabella sull’età pensionabile: vecchie e nuove a confronto

La prossima tabella mostra le differenze tra un cittadino italiano nato nel 1945 e uno nato del 1980.

Sei pronto a vedere la distanza fra i due importi?

età pensionabile tabella

Qual è la principale conseguenza della riforma Fornero?

A seguito della riforma Fornero le pensioni riportano una differenza superiore a 500€. Se a questo minore valore della pensione si va ad aggiungere anche l’aumento del costo della vita attraverso l’inflazione, la situazione nel tempo può diventare insostenibile per molti risparmiatori.

Oggi più che mai è essenziale pianificare una previdenza integrativa, per vivere serenamente gli ultimi anni della nostra vita.

Tabelle pensione a confronto

Nella prossima tabella sull’ età pensionabile, vengono mostrate le principali modifiche introdotte dalla legge Fornero. In basso viene riportato un confronto fatto dal Corriere della Sera tra le diverse misure in base agli anni contributivi ed il sistema di calcolo.

Di seguito potrai visionare il confronto di quota 100 con la pensione anticipata e di vecchiaia.

pensione

Attenzione però, nelle tabelle sull’età pensionabile che abbiamo visto è possibile che ci siano alcune variazioni per chi appartiene a ENASARCO o altre casse professionali. Questo tema è molto soggettivo e va approfondito accuratamente.

Nel caso di lavoratori professionisti, l’esito finale dipende dal contributo per volume di affari individuale e il numero di anni contributivi totalizzati. Una constatazione comune è quella che qualunque lavoro tu faccia, l’età pensionabile si allontanerà sempre di più e l’assegno pensionistico sarà sempre più basso.

Prevenire è meglio che curare. Agisci ora per la tua futura pensione, iniziando con la nostra consulenza previdenziale gratis!

A quanti anni si va in pensione?

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