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Tapering significato: la fine del quantitative easing?

Se mastichi un po’ di finanza o ti interessi al mondo finanziario, ne avrai sentito parlare fino allo sfinimento e in un tutte le salse in questo periodo, e non solo, ma alla fine cosa sono Quantitative Easing (QE) e Tapering? Qual’è il loro significato?

Diamogli una definizione e una spiegazione insieme…

Cosa significa Quantitative Easing, in termini di effetti economici?

Partiamo dagli effetti. Il QE è tradotto come “Alleggerimento Quantitativo”, questa politica monetaria adottata dalle Banche Centrali ha lo scopo di accrescere la fiducia degli investitori nel mercato, portando ad un aumento della volontà di spendere da parte di tutti i cittadini, che è un comportamento indicativo di un’economia sana o in ripresa dopo una crisi.

Questo perché, come dice Ray Dalio: “la spesa di una persona rappresenta un reddito per un’altra”.

L’effetto che si vuole raggiungere utilizzando questo strumento è dunque quello di stimolare la crescita economica e la produttività degli Stati, dando loro un aiuto in termini economici e, appunto, quantitativi, che portano con sé un inevitabile rialzo dell’inflazione: questo risulta salutare, se mantenuto sotto controllo.

Ma perché il QE determina un incremento dell’inflazione?

Semplice! Essendoci più moneta in circolazione rispetto a quella richiesta, almeno in una prima fase della manovra, questo si traduce in una diminuzione del valore intrinseco della valuta, che significa maggior inflazione (legge della domanda e dell’offerta).

Un ulteriore risultato derivante dal QE è quello della diminuzione dei tassi di interesse, che rappresentano il costo effettivo del denaro chiesto in prestito. Anche se, più che un risultato, è proprio una delle azioni compiute dalle Banche Centrali in situazioni economiche incerte.

Infine, è bene sottolineare, che questo tipo di operazioni macroeconomiche vengono poste in essere qualora vi sia una reale necessità data da una situazione di crisi/recessione in cui uno Stato si può venire a trovare.

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Quantitative Easing, cos’è?

Ora che stai imparando cos’è il quantitative easing, veniamo alla domanda più interessante: come funziona il Quantitative Easing?

Per semplicità possiamo andarlo a spiegare con un’immagine che renderà tutto più chiaro…

quantitative easing cos è

I passaggi sono i seguenti:

  1. Le Banche Centrali creano nuovo denaro con uno scopo ben preciso, cioè quello di acquistare titoli (obbligazioni) di stato e quelli emessi da altre banche (banche comuni);
  2. le banche comuni, a loro volta, emettendo questi titoli e, vendendoli, ricevono in cambio capitali che vanno ad aumentare la liquidità che possono mettere in circolazione;
  3. la crescente richiesta (da parte delle Banche Centrali) di titoli obbligazionari porta l’aumento del loro prezzo e allo stesso tempo ad una diminuzione dei tassi d’interesse (prezzi e tassi dei titoli obbligazionari sono inversamente proporzionali);
  4. attraverso questi passaggi si giunge dunque ad una diminuzione del costo del denaro (tassi d’interesse), che invoglia i cittadini a richiedere denaro tramite prestiti per utilizzarli in investimenti o altre spese.

Così facendo si riesce a creare un ciclo in grado di stimolare la ripresa della spesa da parte di tutti i partecipanti al sistema economico.

Tapering ed economia

Una volta compreso il Quantitative Easing cos’è, possiamo approcciare un’ulteriore manovra di politica monetaria, direttamente collegata a quest’ultima, che potremmo definire come il suo alter ego.

Cos’è il tapering? Il significato di Tapering è quello di “rallentamento”, e ha esattamente questo scopo, una graduale riduzione degli acquisti derivanti dal QE effettuati dalle Banche Centrali.

Fa parte delle azioni di politica restrittiva che possono essere utilizzate all’interno di un’economia che, grazie agli aiuti quantitativi, ha raggiunto una stabilità che ora deve essere mantenuta.

L’effetto principale è quello di ottenere come risposta una riduzione della spesa da parte dei cittadini e la riduzione della possibilità da parte delle banche di distribuire grandi quantità di denaro in prestito.

Allo stesso modo viene posta in essere per evitare che l’espansione economica si surriscaldi troppo e porti ad un rischio di inflazione eccessiva.

Come sappiamo una inflazione troppo alta è un danno per l’economia di uno Stato, in quanto porta ad una forte svalutazione monetaria che può mettere in crisi i rapporti esteri.

Inoltre, all’interno del paese comporta un aumento smodato dei prezzi di acquisto dei beni e servizi senza che i salari abbiano il tempo di essere adattati al repentino cambiamento.

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Cos’è il Tapering?

In termini pratici quindi cos’è il Tapering?

Detto in una frase: rappresenta la fine del Quantitative Easing!

Quindi è una manovra che poco alla volta va ad abbassare le quantità di titoli che le Banche Centrali acquistano dalle banche semplici.

Questo porta ad una riduzione della moneta in circolazione, che sfocia in una decrescita dei prezzi dei titoli acquistati, quindi ad un aumento dei tassi d’interesse (il costo del denaro), che a sua volta si ripercuote sulla volontà dei cittadini di fare richieste di prestiti alle banche.

Tutto questo porta dunque alla riduzione delle richieste di prestito e al rallentamento del ciclo economico fino a stabilizzarsi ad un livello ritenuto consono al momento storico.

Quantitative Easing o Tapering?

Compreso cos’è il tapering e cos’è il quantitative easing, vediamo quali dei due è meglio utilizzare (e se esiste davvero una risposta corretta a questa domanda).

Come abbiamo visto, ci sono politiche espansive e politiche restrittive, entrambe le tipologie sono strumenti molto utili a Governi e Banche Centrali per poter permettere all’economia di migliorare sempre più o di riprendersi dopo una crisi.

L’aspetto più importante sta nel capire quando, quanto e quale manovra utilizzare in base alla situazione di quel periodo, in un’ottica di protezione dei cittadini e degli Stati, che sappiamo avere un equilibrio instabile e che va continuamente aggiustato e re-indirizzato, proprio come facciamo quando guidiamo e vogliamo stare all’interno delle linee di una corsia. Quindi non ce n’è una migliore di un’altra in assoluto.

Un ulteriore punto da tenere a mente è che queste scelte non portano mai dei risultati nel breve periodo.

La “macchina dell’economia” è lenta, e impiega del tempo per assorbire gli input che gli vengono dati, mentre questi vengono recepiti, il ciclo prosegue e può incontrare ulteriori ostacoli che a loro volta dovranno essere affrontati con altre manovre.

Si può, dunque, capire quanto sia complesso decidere tempi e idee da applicare in ogni fase dell’economia. Per questo è bene essere sempre preparati a tutti i passaggi che abbiamo visto, nel modo migliore e più efficiente possibile, in relazione alle possibilità e prospettive di ognuno.

 

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