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Tutte le principali categorie di azioni

Tutte le principali categorie di azioni

Le azioni sono uno degli strumenti finanziari più conosciuti dagli investitori capaci di dare grandi guadagni, come profonde perdite. Rischio e rendimento sono, infatti, due facce della stessa medaglia.

Non tutti sanno che esistono tante tipologie diverse di azioni. Questo articolo parla dei principali tipi di azioni.

Cosa sono le azioni?

L’azione non è altro che una quota di una società. Comprando le azioni di una determinata azienda se ne diventa soci. Si partecipa, quindi, con il proprio capitale ai suoi utili e alle sue perdite.

Sono diverse le motivazioni che portano le aziende ad emettere vari tipi di azioni. Ti faccio alcuni esempi: diversificare la compagine sociale, ampliare la gamma dei soci o incrementare il capitale sociale, per ottenere liquidità.

L’investitore, d’altro canto, compra le varie categorie di azioni disponibili sul mercato, perché crede nel business della società e pensa di ricavare un guadagno derivante dall’eventuale crescita del prezzo delle azioni acquistate.

Dopotutto, lo scopo di un’azienda è quello di generare utili che potranno essere reinvestiti all’interno della società stessa, facendo presumibilmente aumentare il valore delle azioni in circolazione. Questi utili potranno essere distribuiti agli azionisti, anche sotto forma di dividendi.

mercato delle azioni

Quanti tipi di azioni esistono?

Esistono tante tipologie di azioni, in base a molteplici discriminanti. Ci sono:

  • azioni quotate: acquistate e vendute in Borsa ad un prezzo di mercato;
  • azioni non quotate: scambiate in base ad accordi privati.

Le azioni si dividono anche in:

  • azioni nominative: i diritti e i doveri legati ad esse ricadono su una particolare persona;
  • azioni al portatore: i diritti e doveri ricadono su chi le possiede in un dato momento. Solo le azioni di risparmio, che vedremo più avanti, possono essere emesse in questa forma.

Vieni, allora, da chiedersi: esistono delle categorie generali di azioni? Fortunatamente sì.

A tale scopo ci viene in soccorso l’articolo 2348 del Codice Civile, che recita: “le azioni devono essere di uguale valore e conferiscono ai loro possessori uguali diritti. Si possono tuttavia creare, con lo statuto o con successive modificazioni di questo,  categorie di azioni fornite di diritti diversi anche per quanto concerne la incidenza delle perdite. In tal caso la società, nei limiti imposti dalla legge, può liberamente determinare il contenuto delle azioni delle varie categorie. Tutte le azioni appartenenti ad una medesima categoria conferiscono uguali diritti.”

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Quali sono le principali categorie di azioni?

L’articolo 2348 del Codice Civile dà la possibilità alle società di creare diverse tipologie di azioni che danno, a chi le possiede, particolari diritti caratteristici della specifica famiglia. Ciò non vuol dire che le aziende possono emettere azioni di qualsiasi tipo, conferendo ai possessori diritti a piacimento senza alcun limite.

Infatti, ci sono alcuni paletti da rispettare, stabiliti dal Codice Civile:

  • non si potrebbero creare categorie di azioni senza il diritto agli utili (come stabilito dall’art. 2247 c.c. la divisione degli utili è il fondamento di ogni contratto di società);
  • si può avere classi di azioni senza o con limitazioni al diritto di voto, ma tali tipologie di azioni non possono superare il 50% del capitale sociale;
  • non è possibile prevedere una famiglia di azioni che non partecipa non solo agli utili, ma anche alle perdite (ciò sarebbe in contrasto con il divieto del cosiddetto “patto leonino” pervisto dall’Art. 2265 del Codice Civile).

Alla luce di queste considerazioni, esistono tante tipologie diverse di azioni. Le principali categorie in cui si dividono sono:

  1. azioni ordinarie;
  2. azioni privilegiate;
  3. azioni di risparmio;
  4. azioni a voto plurimo, maggiorato, limitato o senza diritto di voto;
  5. azioni di godimento;
  6. azioni con prestazioni accessorie;
  7. azioni postergate nelle perdite;
  8. azioni correlate all’attività sociale;
  9. azioni a favore dei prestatori di lavoro.

Quali sono e quali diritti danno le azioni ordinarie?

Le azioni ordinarie sono la categoria base di azioni. Un’azione ordinaria è l’unità minima per partecipare al capitale di una società.

Sono nominative e danno a tutti i loro possessori diritto agli utili e alla quota di liquidazione, nel caso di scioglimento della società (art. 2350 c.c.) e diritto di voto nelle assemblee ordinarie e straordinarie della società (art. 2351 c.c.).

Questi diritti base, solitamente, sono riconosciuti ad ogni tipo di azione e non solo a quelle ordinarie. Inoltre, la famiglia delle azioni ordinarie conferisce al titolare il diritto di:

  • impugnare le delibere dell’assemblea;
  • consultare il libro dei soci;
  • prendere visione del progetto di bilancio;
  • esercitare il diritto di recesso e il diritto di opzione in caso di aumento di capitale.

tipi di azioni disponibili

Come si guadagna possedendo azioni ordinarie?

I profitti ottenuti dai possessori delle azioni ordinarie possono derivare da due fattori:

  • dividendi periodici (se presenti), cioè quella parte di utile che una società decide di distribuire ai suoi azionisti alla fine di ogni esercizio contabile, come remunerazione del capitale investito. Se e quanto destinare ai dividendi è deciso dal Consiglio di Amministrazione della società emittente e approvato dall’assemblea ordinaria.
  • guadagni in conto capitale (capital gain), derivanti dalla differenza tra il prezzo di acquisto ed il prezzo di vendita dell’azione.

Quando gli utili non vengono distribuiti periodicamente con i dividendi, sono reinvestiti in azienda, contribuendo ad incrementare i profitti e di conseguenza l’eventuale capital gain.

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La famiglia delle azioni privilegiate

Le azioni privilegiate sono una categoria di azioni che dà, a chi le possiede, una priorità rispetto agli azionisti ordinari nella distribuzione degli utili e nel rimborso del capitale allo scioglimento della società.

Tali privilegi comportano, d’altro canto, la limitazione di alcuni diritti:

  • diritto di voto (precluso nelle assemblee ordinarie e concesso in quelle straordinarie);
  • diritto di impugnare le delibere assembleari;
  • diritto di recesso (possibilità di svincolarsi dalla partecipazione della società);
  • diritto di opzione (possibilità di mantenere inalterata la quota di partecipazione all’interno della società in caso di aumento del capitale).

Chi può emettere azioni privilegiate?

Lo statuto (o atto costitutivo) dell’azienda può consentire l’emissione di azioni privilegiate: Ne disciplina modalità e condizioni di emissione, i diritti conferiti e le sanzioni in caso di inadempimento delle prestazioni. Pertanto, se lo statuto non prevede l’emissione di questa categoria di azioni, sarà necessario convocare un’assemblea straordinaria per la sua modifica.

Resta, comunque, la regola che è possibile emettere azioni a voto limitato, come quelle privilegiate, nella percentuale massima del 50% del capitale sociale.

azioni privilegiate

Differenze tra azioni ordinarie e azioni privilegiate

Le maggiori differenze tra la categoria di azioni ordinarie e il gruppo delle azioni privilegiate sono le seguenti:

  • gli azionisti privilegiati ricevono dividendi prima degli azionisti ordinari;
  • il rendimento da dividendi delle azioni privilegiate è solitamente più alto;
  • i dividendi delle azioni privilegiate sono di solito fissati a un tasso predeterminato;
  • gli azionisti privilegiati non hanno diritto di voto nelle assemblee ordinarie;
  • agli azionisti ordinari di solito viene dato un voto per ogni azione posseduta e possono eleggere il consiglio; d’amministrazione o votare su importanti decisioni aziendali;
  • in caso di liquidazione dell’azienda gli azionisti privilegiati possono vantare maggiori pretese sul suo patrimonio.

Caratteristiche del gruppo delle azioni di risparmio

Le azioni di risparmio sono una categoria di azioni emesse da società quotate. Questa tipologia di azioni ha la peculiarità di non attribuire nessun diritto di voto né nell’assemblea ordinaria né in quella straordinaria.

L’assenza di tale diritto di voto è compensata da particolari privilegi patrimoniali stabiliti nell’atto costitutivo. Questo ne fissa le condizioni, i limiti e le modalità per il suo esercizio In sintesi, le caratteristiche che le distinguono dalle classi di azioni ordinarie e privilegiate sono

  • non danno al titolare il diritto di voto (sia in assemblea ordinaria che straordinaria);
  • lo statuto può prevedere una percentuale di dividendo minimo e/o una maggiorazione rispetto al dividendo stabilito per le azioni ordinarie;
  • il prezzo d’acquisto è solitamente inferiore;
  • possono essere al portatore, assicurando l’anonimato (tranne quelle di amministratori, sindaci o direttori generali che devono essere nominative);
  • possono essere emesse in misura non superiore al 50% del capitale sociale.

Sono tipi di azioni adatte ai risparmiatori che comprano un’azione per averne un guadagno e non sono interessati ad intervenire nelle dinamiche aziendali.

I titolari di azioni di risparmio si possono riunire in un’assemblea speciale, per difendere i propri diritti attraverso:

  • nomina e revoca di un proprio rappresentante comune;
  • l’approvazione delle delibere dell’assemblea della società che pregiudicano i diritti della categoria (serve il voto favorevole di almeno il 20% delle azioni della categoria);
  • la costituzione di un fondo per le spese necessarie alla tutela degli interessi comuni;
  • la transazione delle controversie con la società (serve il voto favorevole di almeno il 20% delle azioni della categoria);
  • la discussione di altri temi d’interesse comune.

La tipologia delle azioni a voto plurimo, maggiorato, limitato o senza diritto di voto

Normalmente ogni azione attribuisce a chi la possiede il diritto di voto all’interno della società che l’ha creata. Il comma 1 dell’articolo 2351 del Codice Civile stabilisce, però, che possano essere previste dallo statuto aziendale speciali categorie di azioni:

  • azioni prive del diritto di voto;
  • azioni con voto limitato ad alcune materie;
  • azioni con voto subordinato al verificarsi di particolari condizioni.

Le eccezioni rispetto al diritto di voto non finiscono qua. Infatti, il comma 4 dell’articolo 2351 del Codice Civile stabilisce che è possibile emettere azioni con diritto di voto plurimo. Ciò può verificarsi anche solo per particolari argomenti o subordinato al verificarsi di particolari condizioni. Ciascuna azione a voto plurimo può avere fino ad un massimo di tre voti.

Inoltre, l’art. 127-quinquies, comma 1, primo periodo, del T.U.F. (Testo Unico della Finanza) dà la possibilità di un voto maggiorato fino a un massimo di due voti, per ciascuna azione appartenente al medesimo soggetto, a patto che la conservi per almeno 24 mesi.

Conoscere tutti questi tipi di azioni è utile per chi punta ad avere un certo peso all’interno della società che crea queste diverse tipologie di azioni. Inserire una parte (bilanciata) di azioni in portafoglio è quasi sempre necessario!

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azioni societarie

Categorie di azioni: azioni di godimento

Cosa sono le azioni di godimento?

Se una società decide di ridurre il capitale sociale, dovrà rimborsare il valore delle azioni ai soci.

In tal caso, se il valore di mercato delle azioni è superiore a quello nominale si può decidere di convertire la differenza tra prezzo di mercato e valore nominale in azioni di godimento. È necessario, però, stare attenti anche alla relativa variazione dei benefici derivanti da questo cambio.

Infatti, i possessori di tali tipi di azioni hanno in generale meno diritti:

  • gli utili verranno distribuiti dopo che gli altri azionisti li avranno percepiti;
  • se la società è in liquidazione vengono rimborsati dopo gli altri azionisti;
  • salvo patto contrario, non hanno diritto al voto.

Azioni con prestazioni accessorie

Nel caso di società per azioni (SpA), il legislatore non prevede che i soci, alla costituzione, conferiscano la propria attività lavorativa.

In generale, nel conferimento, un soggetto apporta beni o servizi a titolo di capitale in una società, ricevendo in cambio una partecipazione nel capitale della società stessa, acquisendo la qualifica di socio. Tuttavia, nelle SpA può capitare che alcuni azionisti, di fatto, forniscano delle prestazioni accessorie, come un’attività lavorativa.

A questi azionisti spetta quindi un compenso, elargito attraverso questa tipologia di azioni. Eccone le caratteristiche principali:

  • sono necessariamente nominative;
  • la prestazione accessoria non deve essere in denaro;
  • l’atto costitutivo dell’azienda ne stabilisce il contenuto, la durata, le modalità e il compenso;
  • non sono trasferibili senza il consenso degli amministratori.

Azioni postergate (nelle perdite)

La famiglia delle azioni postergate si caratterizza per la diversa incidenza nei confronti delle perdite.

Le perdite su questo tipo di azioni incidono solo dopo aver inciso sulle altre categorie di azioni.

Le azioni postergate sono utili e a volte indispensabili per il finanziamento dell’impresa sociale, specialmente nell’ambito di processi di ristrutturazione e tentativi di superamento di situazioni di crisi.

Azioni correlate (all’attività sociale)

La classe delle azioni correlate forniscono diritti legati ai risultati dell’attività aziendale in uno specifico settore, come, per esempio, un’industria alimentare che abbia un settore dedicato agli alimenti vegani.

Nello statuto aziendale si stabiliscono i criteri di individuazione di costi e ricavi imputabili al settore, i diritti da attribuire a tali azioni e le eventuali condizioni e modalità per la conversione in azioni di una categoria differente.

Si precisa che tale categoria di azioni non paga dividendi, se non nei limiti degli utili risultanti dal bilancio della società.

Azioni a favore dei prestatori di lavoro

Lo statuto di una società può prevedere azioni in favore dei prestatori di lavoro. Tale decisione è presa dall’assemblea straordinaria.

L’attribuzione di questa tipologia di azioni avviene quando una società, che ha prodotto utili, decide di distribuirne una parte ai prestatori di lavoro della società o di una società controllata non in “busta paga” ma sotto forma di azioni;

In questo modo i lavoratori più meritevoli, si troveranno proprietari di azioni, senza averle effettivamente pagate. Tutto ciò spinge i lavoratori premiati ad essere più fedeli alla loro società.

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