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I diritti di previdenza sociale che ogni lavoratore dovrebbe conoscere

Con previdenza sociale si intendono quelle misure messe in essere dallo Stato per tutelare e assistere i cittadini e i lavoratori incorsi in situazioni di difficoltà e bisogno.

Fa parte della responsabilità sociale assunta dallo Stato fornire adeguato sostegno attraverso programmi di previdenza sociale, tant’è che in Italia è la Costituzione stessa a sancire i diritti di previdenza sociale e il dovere dello stato a prestare assistenza. In particolare, l’articolo 38 stabilisce che la Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e ne garantisce la realizzazione attraverso il sistema previdenziale.

Questo articolo ribadisce anche che il lavoro è un dovere sociale e che la previdenza sociale è fondamentale per garantire la dignità umana.

L’articolo 41, invece, afferma il dovere della Repubblica verso la protezione della salute dell’individuo come suo diritto e come interesse della collettività, e il dovere di garantire assistenza medica e assistenza per invalidità professionale.

Si afferma, anche, che la previdenza sociale è un diritto per i lavoratori e che la Repubblica la organizza per garantire la protezione sociale e l’adeguamento del potere d’acquisto delle prestazioni ai prezzi.

Diritti di previdenza sociale: cosa sono?

L’obiettivo principale dei diritti di previdenza sociale è infatti quello di fornire un livello adeguato di sicurezza finanziaria ai lavoratori e alle loro famiglie.

Una sicurezza che li protegga da situazioni finanziarie difficili e li aiuti a mantenere la continuità del reddito, al fine di permettere un tenore di vita dignitoso.

Gli enti previdenziali in Italia

In Italia la previdenza sociale è gestita principalmente da due enti: l’INPS (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale) e l’INAIL (Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro).

L’INPS è responsabile per la maggior parte delle prestazioni previdenziali e assistenziali, mentre l’INAIL è responsabile per le prestazioni relative agli infortuni sul lavoro e alle malattie professionali.

Entrambi agiscono sotto l’egida dei ministeri competenti, ossia il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il Ministero dell’Economia e Finanza e il Ministero della Salute.Questi enti ne supervisionano l’operato e ne danno un indirizzo politico.

Ci sono poi alcuni altre forme previdenziali obbligatorie che sono enti di diritto privato, le cosiddette Casse Professionali. Esse fungono da omologhe dell’INPS e dell’INAIL per alcune categorie di liberi professionisti. Ad esempio avvocati, medici, ingegneri, architetti, notai, farmacisti, veterinari, infermieri, consulenti del lavoro, periti, biologi, psicologi, ecc. non fanno riferimento all’INPS o all’INAIL, ma alla loro Cassa specifica. Queste casse professionali si occupano quindi di gestire la previdenza e l’assistenza per i loro iscritti.

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Come funziona il sistema previdenziale in Italia

Il sistema previdenziale italiano trae le sue risorse in due maniere:

  1. mediante i contributi assicurativi versati dai datori di lavoro, dai lavoratori subordinati e dai lavoratori autonomi;
  2. tramite gettito fiscale generale ossia le imposte che paghiamo ogni anno.

Nel caso dei lavoratori dipendenti, i contributi previdenziali e assistenziali sono calcolati in percentuale rispetto alla propria retribuzione annua lorda.

Una parte è a carico dell’azienda e una parte a carico del lavoratore che non effettuerà direttamente il pagamento. Si vedrà invece prelevare dalla busta paga la somma dovuta e sarà il datore stesso a versarla all’INPS.

Le somme dovute sono dette aliquote e sono fissate per legge. Variano in base ad una molteplicità di fattori, come per esempio la tipologia di lavoro svolto, il settore di lavoro dell’azienda, la qualifica.

I lavoratori autonomi, invece, sono responsabili in prima persona per la loro contribuzione obbligatoria. Devono, quindi, provvedere direttamente ad iscriversi all’INPS e a versare i loro contributi.

Alla stessa maniera i liberi professionisti afferenti ad una Cassa Professionale devono rivolgersi al loro ente di riferimento per l’iscrizione ed i versamenti.

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anziani in pensione

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Le prestazioni erogate dai vari enti possono essere di due tipi:

  1. in natura, principalmente legate all’ambito sanitario (per esempio quando vengono forniti ausili come protesi o prestazioni terapeutiche come la riabilitazione):
  2. in denaro.

La prestazione in denaro, a seconda dei casi, assume la forma di risarcimento con compensazione una tantum oppure assegno vitalizio. C’è, inoltre, da sapere che qualsiasi prestazione non è automaticamente evasa dagli enti previdenziali predisposti, al verificarsi di certi eventi, ma va fatta ogni volta apposita richiesta.

La previdenza e assistenza sembrano un labirinto in cui non è facile districarsi. Perciò, se hai bisogno di assistenza e del parere di un esperto previdenziale, scopri cosa può fare per te un consulente previdenziale indipendente.

Le forme previdenziali obbligatorie

In Italia sono molte le forme di previdenza sociale obbligatorie per i lavoratori. Tra di esse, le più importanti sono:

  • la contribuzione ai fini previdenziali, cioè per la pensione;
  • la contribuzione per il sostegno fornito nei periodi di disoccupazione;
  • la contribuzione per i periodi di malattia;
  • la contribuzione per i periodi di maternità;
  • la contribuzione per il sostegno in caso di non autosufficienza.

Queste forme di previdenza sociale sono obbligatorie per quasi tutti i lavoratori e sono finanziate dai contributi versati sia dai lavoratori che dai datori di lavoro agli enti previdenziali.

Diritti di previdenza sociale: i principali 5 in Italia

È importante che i lavoratori comprendano il sistema previdenziale e i loro diritti, per essere in grado di fare le scelte più adatte e garantire a se stessi e ai propri cari un futuro finanziario stabile.

Veniamo quindi ora ai 5 diritti di previdenza sociale che ogni lavoratore dovrebbe conoscere.

1. Il diritto all’indennità di disoccupazione

I lavoratori hanno diritto a un’indennità di disoccupazione in caso di perdita involontaria del lavoro. Questa indennità è destinata a coprire le spese di base per un periodo di tempo limitato mentre il lavoratore cerca un nuovo lavoro.

2. Il diritto alla malattia e alla maternità

I lavoratori hanno diritto a un congedo retribuito per malattia o maternità. Durante questo periodo, i lavoratori possono continuare a ricevere una parte della loro retribuzione per mantenere la loro stabilità finanziaria.

3. Il diritto all’assegno di inabilità e invalidità

Le persone con determinate disabilità, che le rendono impossibilitate a lavorare in tutto o in parte, hanno diritto a un sostegno finanziario.

4. Assicurazione contro la non autosufficienza

È un’assicurazione che copre le spese per l’assistenza alle attività quotidiane svolte verso persone che hanno bisogno di assistenza a causa di una malattia o di un’età avanzata.

5. Il diritto alla pensione

I lavoratori hanno diritto a una pensione una volta raggiunti i requisiti di età e/o di anzianità contributiva.

Il sistema previdenziale: il diritto alla pensione

Tra tutti, paradossalmente, il più noto ma anche il più trascurato è il diritto alla pensione. Eppure, è l’unico che permette un margine di manovra volontario. È tanto più importante quanto maggiormente si stanno assottigliando gli assegni pensionistici e si sta allontanando il requisito anagrafico.

Si può, infatti, andare a costruire in maniera parallela con investimenti ad hoc un’integrazione alla pensione di diritto. Pensando già oggi a costruire la tua pensione integrativa, puoi garantirti una vecchiaia dignitosa e delle sufficienti risorse finanziarie dopo aver smesso di lavorare.

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