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Pensione integrativa

Tutto quello che devi sapere

Come calcolo la mia pensione

L'avvicinarsi al pensionamento è come navigare verso un orizzonte nuovo e inesplorato. È una fase della vita che molti attendono con impazienza e, allo stesso tempo, con una certa dose di apprensione. Si tratta di un cambiamento significativo, che segna il passaggio da un quotidiano scandito da impegni e responsabilità lavorative a un periodo di libertà e potenziale riscoperta personale. Tuttavia, per assaporare pienamente questa nuova fase, è fondamentale una pianificazione accurata e consapevole.

Introduzione

La pensione non è solo un traguardo, ma anche un diritto acquisito attraverso anni di lavoro, che porta con sé la promessa di stabilità economica in un periodo della vita in cui la capacità lavorativa può diminuire. Essa rappresenta il risultato di un patto intergenerazionale e di solidarietà sociale, un pilastro su cui si regge la sicurezza finanziaria delle persone anziane.

In Italia, la pensione è stata storicamente garantita da un sistema previdenziale complesso e in continua evoluzione, che ha visto l’introduzione di molteplici riforme volte a rispondere alle sfide demografiche e economiche. Conoscere la storia e i meccanismi del sistema pensionistico italiano non è solo una questione di interesse storico, ma una necessità pratica per chiunque desideri prepararsi adeguatamente al futuro.

La pianificazione per la pensione, quindi, diventa un esercizio essenziale non solo per garantire il proprio benessere finanziario, ma anche per contribuire attivamente al mantenimento di un sistema sostenibile per le generazioni future. La guida che segue offre un percorso attraverso le complessità del calcolo pensionistico, fornendo strumenti e conoscenze per navigare con sicurezza verso il pensionamento.

Come aumentare la pensione?

Il primo passo è capire che il sistema previdenziale è un problema sociale. È importante verificare il tasso di sostituzione stimato rispetto all’ultimo reddito di lavoro. Il tasso di sostituzione indica la percentuale coperta dalla pensione, mentre il GAP previdenziale rappresenta la parte non coperta. Ad esempio, con un ultimo reddito di 2.000 euro e un tasso di sostituzione del 60%, il GAP previdenziale sarebbe del 40%.

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In questo video di approfondimento fatto da Danilo Zanni CEO e amministratore delegato di IoInvesto SCF scoprirai le 7 soluzioni per aumentare il tuo futuro assegno pensionistico. Se non ti senti sicuro nel pianificare la tua pensione da solo, puoi farti aiutare richiedendo una consulenza previdenziale gratuita e capire come aumentare la tua pensione futura in modo certo con l’aiuto di un professionista del settore come un consulente finanziario indipendente che lavora solo per gli interessi del cliente con un approccio “fee only”.

Storia ed evoluzione del sistema pensionistico italiano

La genesi del sistema pensionistico in Italia può essere tracciata fino alla fine del XIX secolo, quando le prime forme di protezione sociale vennero introdotte per rispondere alle esigenze dei lavoratori in un’epoca di intensa industrializzazione.

Tuttavia, è nel dopoguerra che il sistema pensionistico italiano cominciò a prendere la forma che conosciamo oggi, con l’istituzione dell’INPS (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale) che ha gettato le basi per un sistema di protezione più ampio e strutturato.

Nel corso degli anni, il sistema è stato soggetto a numerosi aggiustamenti, rispecchiando i cambiamenti demografici e le pressioni economiche. La riforma più significativa fu quella del 1992, nota come riforma Amato, che introdusse il calcolo contributivo al posto di quello retributivo, con l’obiettivo di garantire la sostenibilità a lungo termine del sistema previdenziale in risposta all’invecchiamento della popolazione.

Ulteriori riforme, come quella Dini del 1995 e la Fornero del 2011, hanno continuato a modellare il panorama pensionistico, introducendo nuove regole per l’accesso alla pensione e modificando le età pensionabili. Queste riforme hanno spesso suscitato dibattiti pubblici e politici, riflettendo l’importanza cruciale della previdenza sociale per i cittadini italiani.

Oggi, il sistema pensionistico italiano si trova a un bivio, cercando di bilanciare la giustizia sociale con la sostenibilità fiscale. La sfida è quella di garantire pensioni adeguate per gli attuali pensionati, pur assicurando che il sistema rimanga solido per le generazioni future. La storia del sistema pensionistico italiano è quindi una storia di continua evoluzione, che richiede ai lavoratori di oggi di essere informati e proattivi nella pianificazione del proprio futuro pensionistico.

Se sei giovane, non perdere tempo: il sistema previdenziale pubblico italiano non potrà garantire in futuro delle pensioni adeguate alle esigenze di vita per tutti. Inizia oggi a pianificare la tua uscita dal mondo del lavoro. Devi iniziare oggi a valutare altre forme di investimento o l’adesione alla previdenza complementare. 

Il sistema pensionistico italiano oggi

Nell’odierno panorama italiano, il sistema pensionistico si presenta come un mosaico articolato, frutto di un’evoluzione storica che ha cercato di bilanciare equità e sostenibilità finanziaria. Il sistema si basa su due principali pilastri: il pubblico e il privato. Il primo è gestito dall’INPS e si fonda sul principio della ripartizione, dove i lavoratori attuali finanziano le pensioni dei pensionati odierni. Il secondo pilastro è rappresentato dai fondi pensione complementari, che operano sul principio della capitalizzazione, accumulando risorse che saranno utilizzate dal singolo lavoratore al momento del pensionamento.

I contributi versati nel corso della vita lavorativa sono il fulcro del calcolo pensionistico. In Italia, i requisiti per accedere alla pensione di vecchiaia hanno subito variazioni nel tempo, con un’età pensionabile che è stata progressivamente innalzata per adeguarsi all’aumento dell’aspettativa di vita. Allo stesso tempo, sono state introdotte misure per permettere forme di pensionamento anticipato, come l’opzione donna e la quota 100, quest’ultima permettendo il ritiro dal lavoro con almeno 62 anni di età e 38 anni di contributi.

Le prestazioni pensionistiche sono calcolate secondo tre metodi: retributivo, contributivo e misto. Il metodo retributivo, ormai in via di estinzione a causa delle riforme passate, calcolava la pensione in base agli ultimi stipendi percepiti; il metodo contributivo si basa sui contributi versati effettivamente; mentre il sistema misto combina elementi dei due precedenti.

Per i lavoratori di nuova generazione e per quelli con carriere atipiche o discontinue, il sistema presenta sfide particolari. La flessibilità del mercato del lavoro e le nuove forme contrattuali hanno reso più complesso il percorso verso una pensione completa e sicura, richiedendo una maggiore attenzione nella gestione dei propri contributi previdenziali.

Modalità di calcolo della pensione

Il calcolo della pensione in Italia si articola attraverso tre sistemi principali: retributivo, contributivo e misto, ognuno con le proprie specificità e destinato a differenti coorti di lavoratori.

  • Metodo Retributivo: questo metodo, applicato ai lavoratori iscritti prima del 1996, determina l’importo della pensione sulla base della media delle retribuzioni percepite negli ultimi anni di attività lavorativa, con l’aggiunta di eventuali bonus per periodi di lavoro particolarmente gravosi o per condizioni di lavoro disagiate. Sebbene generoso, il metodo retributivo è stato ritenuto insostenibile nel lungo termine a causa dell’aumento della speranza di vita e della diminuzione dei lavoratori attivi rispetto ai pensionati.
  • Metodo Contributivo: introdotta con le riforme degli anni ’90, questa modalità calcola la pensione basandosi sui contributi effettivamente versati durante l’intera carriera lavorativa, rivalutati in base al PIL e ai rendimenti dei titoli di Stato. Il metodo contributivo è più equo e sostenibile e si applica a tutti coloro che sono entrati nel mondo del lavoro dopo il 1996.
  • Metodo Misto: per chi ha iniziato a lavorare prima del 1996 ma non ha maturato i requisiti per il metodo retributivo, si applica un sistema misto che combina gli elementi dei due metodi precedenti. In questo caso, una parte della pensione è calcolata con il metodo retributivo e l’altra con quello contributivo. Per i lavoratori iscritti prima del 1996, il calcolo della pensione è del tutto personalizzato: non c’è una regola fissa, ognuno ha bisogno di una consulenza personalizzata. Non fidarti dei simulatori online, chiedi una consulenza pensionistica gratuita
  • Casi particolari e nuove generazioni: le carriere atipiche, i lavori a termine, i periodi di disoccupazione o di lavoro all’estero possono complicare il calcolo della pensione. Per i giovani lavoratori e per chi ha subito interruzioni nella carriera, il sistema contributivo può risultare penalizzante, rendendo cruciale la pianificazione previdenziale personale e l’eventuale ricorso a forme complementari di risparmio pensionistico.

Opzioni di pensionamento anticipato

Nell’ambito del sistema pensionistico italiano sono state introdotte diverse opzioni per consentire il pensionamento anticipato. “Quota 100”, ad esempio, permetteva di andare in pensione a coloro che sommavano un’età minima di 62 anni e almeno 38 anni di contributi versati.

Tuttavia, questa opzione è stata temporanea e soggetta a revisioni legislative. “Opzione Donna” offre alle lavoratrici la possibilità di accedere alla pensione anticipata con requisiti anagrafici e contributivi ridotti, sotto specifiche condizioni.

Inoltre, esistono l’Ape sociale, destinata a categorie di lavoratori in condizioni di disagio o con lavori usuranti, e l’Ape volontaria, che permette di anticipare l’età pensionabile a fronte di una riduzione dell’importo della pensione.

La comprensione delle modalità di calcolo è fondamentale per poter progettare un percorso previdenziale consapevole, valutare le opzioni disponibili e prendere decisioni informate sul proprio futuro finanziario. È importante sottolineare che le leggi previdenziali sono soggette a cambiamenti, pertanto mantenere un’informazione aggiornata è essenziale per navigare con sicurezza nel sistema pensionistico italiano.

Il pensionamento anticipato in Italia è una possibilità concessa a coloro che desiderano lasciare il lavoro prima dell’età standard per la pensione di vecchiaia. Questa flessibilità risponde al bisogno di molti lavoratori di ritirarsi in anticipo per ragioni di salute, per esigenze familiari o semplicemente per godersi di più la terza età.

Tra le opzioni disponibili, spiccano:

  • Quota 100: introdotta come misura temporanea, Quota 100 permetteva il pensionamento anticipato combinando età anagrafica e anni di contributi versati, specificamente 62 anni di età e 38 anni di contributi. Questa opzione ha offerto una via d’uscita anticipata per molti lavoratori, pur con alcune restrizioni e penalizzazioni sul montante pensionistico.
  • Opzione Donna: rivolta alle lavoratrici, l’Opzione Donna consente il pensionamento anticipato, con ricalcolo contributivo sull’intero importo di pensione, per chi ha maturato un certo numero di anni di contributi e ha compiuto una certa età. Questo programma mira a riconoscere il doppio carico lavorativo e familiare che spesso caratterizza la carriera delle donne.
  • Ape Sociale: è una forma di pensionamento anticipato destinata a categorie di lavoratori in situazioni di difficoltà, come disoccupati, lavoratori invalidi e soggetti impegnati in lavori gravosi. Questa opzione prevede l’accesso alla pensione prima dell’età legale, senza penalizzazioni, ma con requisiti specifici riguardanti l’anzianità contributiva e la situazione lavorativa.
  • Ape Volontaria: si trattava di un’anticipazione finanziaria a titolo oneroso che permetteva al lavoratore di andare in pensione prima, con una riduzione dell’importo della pensione proporzionale agli anni di anticipo. L’Ape Volontaria si rivolgeva a chi aveva i requisiti per la pensione ma non aveva ancora raggiunto l’età prevista dalla legge.

Queste opzioni sono state oggetto di dibattito e valutazione continua, in quanto rappresentano un importante strumento di politica sociale ma pongono anche interrogativi sulla sostenibilità finanziaria del sistema previdenziale. La scelta di avvalersi del pensionamento anticipato deve essere ponderata attentamente, valutando l’impatto economico personale e le prospettive future.

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Come rimare aggiornati sulle normative pensionistiche

Ecco alcuni consigli su come mantenersi informati:

  • consultazione di siti istituzionali: il primo passo per rimanere aggiornati è consultare regolarmente siti istituzionali come quello dell’INPS o del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
  • iscrizione a newsletter specializzate: molte organizzazioni e associazioni di categoria offrono servizi di newsletter che inviano aggiornamenti periodici sulle modifiche legislative e sui cambiamenti nei criteri pensionistici.
  • partecipazione a seminari e workshop: seminari, corsi e workshop sono spesso organizzati da enti previdenziali, sindacati o associazioni professionali per discutere le ultime novità del settore pensionistico.
  • consulenza con esperti in materia previdenziale: per chi necessita di una guida personalizzata, può essere utile rivolgersi a consulenti finanziari o esperti in materia previdenziale.
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Esempi pratici di calcolo pensione

Questi esempi mostrano come diversi percorsi lavorativi influenzino il calcolo della pensione e sottolineano l’importanza di una pianificazione previdenziale consapevole.

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1
Lavoratore Dipendente a Tempo Indeterminato

Maria ha iniziato a lavorare nel 1980 e si è sempre occupata di contabilità in una media impresa. Ora, nel 2023, ha 63 anni e desidera andare in pensione. Essendo entrata nel mondo del lavoro prima del 1996, la sua pensione sarà calcolata con il sistema misto. Supponendo che abbia una media degli ultimi stipendi di 30.000 euro annui e 40 anni di contributi, la sua pensione sarà una combinazione della formula retributiva per gli ultimi anni di lavoro e di quella contributiva per gli anni successivi al 1996.

2
Lavoratore Autonomo

Giuseppe è un avvocato che ha iniziato la sua attività nel 2000. A 60 anni, considera l’opzione della pensione anticipata. Non avendo un reddito fisso, i suoi contributi sono stati fluttuanti. Con il sistema completamente contributivo, la sua pensione rifletterà l’effettiva entità dei contributi versati, che sono stati in media di circa 10.000 euro all’anno. La stima della sua pensione dovrà quindi tenere conto di questi versamenti e della loro rivalutazione annuale.

3
Lavoratrice con Carriera Discontinua

Sara ha lavorato come insegnante supplente per diversi anni con contratti a termine. Ha avuto periodi di disoccupazione e due maternità. A 58 anni, ha accumulato 20 anni di contributi. Il calcolo della sua pensione sarà basato sul sistema contributivo e terrà conto di tutti i periodi lavorativi e di quelli non lavorativi per cui ha versato i contributi volontari.

4
Giovane Lavoratore con Carriera all'Estero

Luca, 35 anni, ha lavorato sia in Italia sia in Germania. Vuole capire come questi periodi influiranno sulla sua futura pensione. I suoi contributi saranno cumulati grazie alle normative europee che permettono l’aggregazione dei periodi assicurativi tra i paesi membri. Il calcolo finale della sua pensione terrà conto dei contributi versati in entrambi i paesi al momento del raggiungimento dell’età pensionabile.

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Cosa sapere sul calcolo della pensione?

Come influisce la scelta del regime contributivo o retributivo sulla mia pensione?

Il regime retributivo, applicato a chi ha iniziato a lavorare prima del 1996, calcola la pensione basandosi sugli ultimi stipendi percepiti. Il regime contributivo, invece, considera l’intero arco della vita lavorativa, calcolando la pensione sui contributi effettivamente versati. La scelta non è volontaria ma dettata dalla data di inizio dell’attività lavorativa.

Posso riscattare gli anni di laurea e come influenzano il calcolo della pensione?

Sì, è possibile riscattare gli anni di laurea, che verranno aggiunti al totale dei contributi versati, influenzando positivamente l’importo della pensione e/o la possibilità di accedere prima al pensionamento.

Cosa sono i coefficienti di trasformazione e come si applicano?

I coefficienti di trasformazione sono utilizzati nel sistema contributivo per convertire il montante contributivo in una rendita pensionistica. Variano in base all’età di pensionamento e tengono conto dell’aspettativa di vita.

In caso di lavori all'estero, i contributi versati influiscono sulla mia pensione italiana?

I contributi versati all’estero possono essere cumulati con quelli italiani se il lavoro è stato svolto in paesi con cui l’Italia ha stipulato convenzioni bilaterali di sicurezza sociale o nell’ambito dell’Unione Europea.

Come si calcola la pensione in caso di lavoro part-time?

Per i lavoratori part-time, la pensione viene calcolata proporzionalmente alle ore lavorate e ai contributi versati durante la carriera lavorativa.

Quali sono le penalizzazioni per il pensionamento anticipato?

Chi sceglie il pensionamento anticipato può subire una penalizzazione sull’importo della pensione, che varia a seconda del numero di anni di anticipo rispetto all’età prevista per la pensione di vecchiaia.

È possibile integrare la pensione se l'importo non è sufficiente?

Se l’importo della pensione è inferiore a una soglia minima stabilita dalla legge, è possibile accedere a forme di integrazione come il trattamento minimo. 

Posso continuare a lavorare dopo aver raggiunto l'età per la pensione di vecchiaia?

Sì, è possibile continuare a lavorare anche dopo aver raggiunto l’età pensionabile. In tal caso, si possono accumulare ulteriori contributi che potrebbero incrementare l’importo della futura pensione.